Opinionisti Marco Cestelli

Ci vuole il coraggio di stringere un rapporto con Vittorio Sgarbi

"Il San Sebastiano é opera di Piero della Francesca?"

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Abbiamo un gigante della pittura del Rinascimento, abbiamo un famoso critico e storico dell’arte (nonché politico, sottosegretario e uomo molto pubblico) che è interessato e amante della nostra città, abbiamo un affresco distaccato da restaurare ma sulla cui paternità il critico e storico (di cui sopra) scommette “spudoratamente”. Di cosa sto parlando? Del San Sebastiano distaccato dalla chiesa di Gricignano e che ora si trova nella sala delle sinopie al museo civico. E’ di Piero della Francesca? Proprio non lo so, ma a dirla tutta le sembianze del volto ricordano molto i visi di Piero (c’ero arrivato anch’io). So benissimo che storici e critici dell’arte negano o , meglio, orripilano questa attribuzione, che sicuramente è di concezione rinascimentale, che sicuramente a delle gambe così malfatte (osservazione personale) da far impallidire “un terzino del Manchester”.  Ma è importante? Per la scienza probabilmente si, per il nostro museo e per il turismo credo proprio di no.

Quindi spero che si prenda il coraggio necessario, si stringa un rapporto “feroce” con il critico e storico dell’arte che scommette sull’affresco, si faccia una mostra dedicata solo a questo, magari intitolandola “il Piero della Francesca ritrovato” con l’aggiunta tra parentesi di punto interrogativo, asterisco, non so cos’altro, creando un evento internazionale sulla questione. Mi immagino (io che non ho titolo per farlo) una sala e coreografia dedicata al San Sebastiano, le riproduzioni dei volti pierfrancescani conclamati (esempio del San Giuliano) e dello sfondo rinascimentale dell’affresco. Inoltre tutte le tesi a favore di questa visione e tutte quelle contrarie, un bel convegnone di supporto all’ipotesi positiva ma con tutti gli studiosi contrari all’attribuzione, con dotte discettazioni e un clamore accademico conseguente.

Un’operazione sicuramente costosa sia dal punto di vista economico che di impegno, costerebbe il restauro e l’allestimento, soprattutto il lancio social e pubblicitario dell’iniziativa ma renderebbe economicamente moltissimo, un giallo, quasi un romanzo attorno ad un quadro che oggi è semisconosciuto nella Sala delle Sinopie.

In un mondo che vive di sensazioni e narrazioni, di falsi e di mistificazioni, questa sarebbe un’iniziativa forte e corretta, tra il sensazionalismo e lo studio accademico. Sull’onda della mostra sul polittico di Sant’Agostino (parzialmente riunificato) di Piero della Francesca al museo milanese Poldi Pezzoli,  sarebbe forse l’occasione di celebrare l’autentica centralità rinascimentale di Sansepolcro. 

Marco Cestelli
© Riproduzione riservata
25/05/2024 09:37:15

Marco Cestelli

MARCO CESTELLI: Persona molto conosciuta a Sansepolcro, studi economici e commerciali a Milano, manager e imprenditore, scrittore, conferenziere e comunicatore, ha viaggiato in molte parti del mondo, ha sperimentato innovazioni e il valore della cultura. Legatissimo alla sua terra ama l’arte e la storia, la geopolitica e la cultura europea. Sa di non sapere mai abbastanza.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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