Opinionisti Marco Cestelli

L’Italia è il Mediterraneo, se chiudi Gibilterra e Suez diventa un grande lago

Gli USA sono in crisi politica e sociale profonda

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Trump e Biden, elezioni americane, purtroppo ci interessa da vicino. Come sia possibile che un paese come gli USA possano candidare due ottuagenari alla Presidenza più prestigiosa del mondo, può sembrare un’assurdità e per me lo è. Il povero Biden era il candidato perdente designato alle scorse elezioni, dove nessuno si voleva scontrare con il truce Trump, e grazie al Covid ha vinto. Adesso è lì, con una natica già sulla carrozzella, a candidarsi per sbarrare la strada alla corazzata Trump. Come si svolgerà la cosa e chi vincerà sembra secondario ma per noi italiani (ovvero quel paese in cui abitiamo allegramente e nel quale paghiamo tasse e partecipiamo al voto politico) non è così, affatto, non è la stessa cosa, non dovremo essere neutrali e disinteressati al vincitore.
Anzi diciamo pure che noi italiani siamo portai a vivere la geopolitica come un derby, tifiamo per uno o per l’altro a seconda delle simpatie e, presunte, preferenze epidermiche. E’ un errore, ogni azione ha una sua reazione che ci riguarda tutti, e costa tanto sia in termini economici sia in rapporti internazionali, che poi costano sempre alle nostre tasche. Per sommi capi, e per ragionare assieme:

gli USA sono gli odiatissimi padroni della geopolitica italiana da almeno 75 anni, periodo in cui ci hanno semplicemente detto: pensate alla democrazia, pensate al benessere, ai diritti ecc.. alle cose serie, di politica internazionale, ci pensiamo noi.
Gli USA hanno vinto la guerra e noi l’abbiamo persa, e dal 1945 siamo nella loro sfera di influenza, a est è andata molto peggio. Anche la neutrale e ricchissima Svizzera, ad esempio, gioca a fare la superpartes ma è sempre dentro l’alveo occidentale. Se non ci fosse la “copertura” USA quanto costerebbe all’Italia l’indipendenza militare? E questo vale per i più importanti paesi europei. E quel costo sarebbe direttamente prelevato dalle nostre tasche. C’è una nuova postura russa alle porte del nostro continente (Ucraina) e chi guida la difesa di quella parte dei confini? Gli USA, anche con un nostro importante contributo (12€ a testa su base annua di aiuti diretti, non di costi indiretti). C’è una crisi a Gaza (e che crisi), chi si muove per ristabilire un minimo d’ordine sullo scenario? Gli USA, vedi Accordi di Abramo, vedi deterrenza su Libano e Iran. E poi, a Taiwan, Nord Corea, in Venezuela, in Birmania, in Africa, nel Mediterraneo… insomma basta guardare una carta geografica per capire qual è il nostro interesse nazionale e comprendere per chi dovremmo fare il “tifo”. La cosa più eclatante è la crisi del Mar Rosso: dei guerriglieri finanziati e armati dall’Iran attaccano le navi mercantili che entrano nel Mar Rosso per arrivare a Suez e quindi nel Mediterraneo, quindi in Italia e in UE. Le navi spesso si rifiutano di fare quella tratta e circumnavigano il continente africano con un aumento dei costi enorme, tra tempo energia e assicurazione. I nostri porti nazionali ne soffrono e così i nostri commerci con l’Asia ecc. potrebbe costarci circa 80 miliardi di euro. Chi ci va a proteggere quella tratta marittima? Gli USA (e la GB), l’Italia manda due fregate (molto avanzate tecnologicamente) ma che non possono sparare un colpo se non dopo un voto parlamentare (corretto, ovviamente) e se non sotto un progetto militare complessivo della UE; ovvero dopo tempo, discussioni, distinguo, prese di posizione ecc. per proteggere i nostri affari.  Gli USA sono già lì (anche noi avremmo una base navale militare a Gibuti). L’Italia è il Mediterraneo, se chiudi Gibilterra e Suez diventa un grande lago.

Gli USA sono in crisi politica e sociale profonda, al loro interno si muovono cose pericolose e davvero sgradevoli (da una e dall’altra parte) ma sono la nazione leader del mondo libero. Quindi è una nazione a rischio interno e di coesione nazionale, questo è il maggior pericolo economico e geopolitico per noi “vassalli”: che vinca la correte isolazionista negli USA, che pensino soprattutto, se non esclusivamente, a se stessi, lasciando a noi le nostre beghe internazionali. E nel 2024 ci saranno un sacco di elezioni in giro per il mondo, e ognuna ha un carico di problemi e opportunità, quando facciamo il “tifo” per qualcuno dovremmo pensare a questo e non alle simpatie nazionali. Ognuno poi dovrebbe essere in grado di fare le proprie valutazioni. 

Marco Cestelli
© Riproduzione riservata
20/01/2024 11:52:56

Marco Cestelli

MARCO CESTELLI: Persona molto conosciuta a Sansepolcro, studi economici e commerciali a Milano, manager e imprenditore, scrittore, conferenziere e comunicatore, ha viaggiato in molte parti del mondo, ha sperimentato innovazioni e il valore della cultura. Legatissimo alla sua terra ama l’arte e la storia, la geopolitica e la cultura europea. Sa di non sapere mai abbastanza.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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