Opinionisti Alessandro Ruzzi

Permessi disabili, croce e delizia

Uso ed abuso

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Molti bramano questo tagliando, spesso completamente indifferenti al significato che esso sottende, probabilmente anche per l'eccessiva proliferazione di queste carte jolly.
E' chiaro che il mio punto di vista è interessato e non fa sconti a chi utilizza a proprio vantaggio la facilitazione e la rende priva di efficacia e protezione nei confronti di soggetti in carrozzina (o che si muovono con il rollator o con un tripode o che barcollano camminando appoggiati ad altre persone).
L'utilizzo improprio dei permessi diviene un calvario per chi non deambula: troppi permessi, pochi posti.
E quando è intestato a parente (vivo o morto: l'importante è parcheggiare alla faccia dei vigili urbani) che non viene mai trasportato? Maledetti!
Segue qualche numero Comune Arezzo per inquadrare il problema: tramite Scartoni, Staff Comunicazione: i permessi disabili attivi sono quasi 3.000 informa la dott.ssa Adulti, Sportello Unico.
Da geom. Baroni: in ZTL A n. parcheggi riservati disabili 61; ZTL B, n.14; città murata n. 75. Esterno città murata: n. 32 parcheggi.
Da confrontare colle auto in circolazione -dati antecedenti la pandemia, quindi non la realtà odierna- circa 70.000 auto immatricolate a residenti in Arezzo. Cortona: lì i vigili indicano in quasi 600 i permessi disabili sulle circa 20.000 auto immatricolate a residenti in Cortona, sovrapponibili ai numeri aretini.
Fra il 3% ed il 4% delle auto in giro avrebbe quindi il permesso, con problemi simili ovunque.
In Arezzo circa 180 posti riservati -numerosi individuali- per 3.000 permessi, non sarebbero pochissimi, ma ci sono da aggiungere i pendolari dalla provincia e quelli che devono venire in città per uffici e ospedale. Parlerei piuttosto di rapporto sbilanciato fra permessi e posti riservati. Troppi i primi, pochi i secondi.
Evidente come l'uso improprio renda quasi impossibile favorire il parcheggio a chi ha sostanziali problemi di deambulazione; vedo tante auto lussuose -sportive o da fuoristrada- col permesso; auto difficilmente associabili al tenore di vita di disabili o scomode per costoro; il solito parente che ha goduto delle facilitazioni economiche per l'acquisto di veicoli difficilmente compatibili con l'accompagnamento di disabili.
In molti casi si capisce che chi utilizza quell'auto non ha dimestichezza con disabili non deambulanti: infatti le trovi parcheggiate negli spazi riservati occupando l'area di rispetto che deve essere lasciata disponibile per il movimento del non-deambulante. Poi ci sono quelli che sventolano il permesso dicendo "io ho il diritto", ma ignorano i bisogni dei veri disabili. E come dimenticare quelli che senza alcun titolo parcheggiano in spazi riservati e se ne tornano con il passo falsamente affrettato dicendo “mi ero fermato un minuto per le sigarette o per il caffè” quando tu sei lì da 10 minuti.
Più o meno tutti i furbetti del permesso hanno capito che l'importante non essere colti in flagrante a scendere o entrare in macchina senza disabile accanto: il permesso deve essere utilizzato in presenza del disabile. Ma finché i vigili restano nella incertezza sui reali utilizzatori del veicolo....
Se andate al giro per Arezzo incontrate sporadicamente persone con importanti problemi deambulatori: secondo me in una giornata tipo ne vedete zero o uno con situazione chiara, da permesso.
Per esperienza posso dire che le persone più anziane con problemi di mobilità non escono sovente e se si muovono lo fanno preferibilmente con i mezzi attrezzati della pubblica assistenza, al pari dei tanti intestatari di permesso ricoverati o ospitati in RSA.
Lì dove vi sono uffici (esempio lo sportello unico in piazza Cadorna con pochissimi spazi riservati) o all'ospedale ove troverete tante persone con impedite o ridotte capacità motorie. Scendono da mezzi delle pubbliche assistenze o da auto private, parcheggiati -anzi accatastati- nei pressi della terza scala del San Donato: bazzico spesso questo posto e penso che si possa fare meglio e mi sono permesso di suggerirlo alla Usl, oltre ricordare che è doveroso ed obbligatorio fornire un'adeguata copertura alle intemperie.
Io concederei l'uso del permesso a chi ha in carico persone non deambulanti, non ne fanno scempio perchè il tempo è sempre poco; tornerei a permessi diversi per categorie diverse come anni or sono. Nel frattempo invito i non-sufficienti vigili impegnati sulla strada a verificare sempre la validità dei permessi esposti, qualche allegro furbetto -che non sa dove sta la disabilità- lo beccano sicuro. E la Usl sia più stringente nel fornire la possibilità di averlo.
La disabilità capita, la maleducazione si corregge.

Alessandro Ruzzi
© Riproduzione riservata
16/10/2023 21:37:14

Alessandro Ruzzi

Aretino doc, ha conseguito tre lauree universitarie in ambito economico-aziendale, con esperienza in decine di Paesi del mondo. Consulente direzionale e perito del Tribunale, attento osservatore del territorio aretino, ha cessato l'attività per motivi di salute, dedicandosi alla scrittura e lavorando gratuitamente per alcune testate giornalistiche nelle vesti di opinionista. alessandroruzzi@saturnonotizie.it


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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