Opinionisti Alessandro Ruzzi

Ripensare la "resistenza"

Per la sua corretta immagine e un giusto ruolo

Print Friendly and PDF

Ci sono motivi per cui il concetto di lotta di resistenza è divisivo, tuttora, anzi forse più di anni orsono. Vedi l'uscita di una politica circa un Presidente patriota: quindi ce ne stati non patrioti? E come si valuta tale? Lancio quindi una provocazione affinché vengano modificate quelle trattazioni che ne hanno impantanato il concetto in una visione ideologica ancor prima che politica, nella celebrazione di episodi a scapito della visione d'insieme di quei terribili mesi. E nel doveroso ricordo ed ossequio a tutte le vittime civili del periodo fra il settembre '43 e aprile '45.

Sulla scarsa considerazione dei caduti militari italiani in tutte le guerre mi sono già immerso, l'esperienza britannica del remembrance day -l'omaggio ai veterani ed al sacrificio per la patria- una giornata di celebrazioni sentite e partecipate che noi ignoriamo. Senza essere guerrafondai. Portate i ragazzi a vedere le lapidi di Indicatore, 1267 caduti del Commonwealth: ne vedranno tante a segnare la tomba di giovani di 16, 17, 18 anni. Sì, coscritti magari, ma anche volontari. Per anni non venivano celebrati perché i partigiani avevano liberato Arezzo e non si poteva offuscare quell'atto. Dimenticando i tanti cimiteri alleati in Italia. Già immagino che alcune persone (alcune delle quali per me molto care) sobbalzeranno a queste parole.

I fascisti stavano lasciando Arezzo -per essere dispiegati a nord dell'Appennino- il 15 giugno '44, giorno infame perché ricorda il vigliacco assassinio dei fratelli Tani e del giovane Rossi presso il carcere di Arezzo per mano della ciurmaglia fascista: difficile pensare che un mese dopo i partigiani abbiano trovato fascisti a sbarrare loro la strada verso la torre pretoria. La città, svuotatasi e spettrale dopo i bombardamenti, vedeva in giro pochi nazisti, i più erano nelle alture intorno Arezzo: a nord occupati nel controllo del territorio contro le bande partigiane per assicurarsi la via della ritirata, a sud impegnati sino al 15 luglio nella difesa del passo dell'Olmo col cannoneggiamento da Lignano contro le avanzanti truppe alleate. Quando ripiegarono verso nord lasciarono alcuni km quadri di territorio libero nel quale avanzò con circospezione la 8ª armata. I blindati inglesi giunsero in via Ricasoli a mezza mattina del 17, senza trovare resistenza. E da lì con grande culo presero ponte Buriano.

La cosiddetta liberazione di Arezzo era stata preordinata a tavolino, si voleva lanciare un messaggio alle forze partigiane del nord Italia attraverso la prima liberazione patriottica di un capoluogo importante. L'unico rischio di quella mattina per quelli che fecero la corsa su per le scale per arrivare primi a mettere la loro bandiera sul pennone (perché ogni diverso gruppo partigiano voleva gloriarsene) era quella di prendere una gomitata dal concorrente o di slogarsi la caviglia nello sforzo.

In città non si è combattuto, ma asprissimi furono gli scontri a Lignano tra gli opposti eserciti fino al decisivo intervento dei neozelandesi della 2° che fecero piazza pulita (in tutti i sensi) dei fanti della 94ª nazista; molte azioni di disturbo partigiano con dissennate, criminali, bestiali uccisioni e stragi da parte dei porci tedeschi. Caricati a molla da dispacci del fottuto Kesserling -lo dovevano fucilare a Norimberga- su falsi tremendi atti di violenza di civili contro le amorevoli truppe naziste.

Spero che l'iniziativa di digitalizzare i documenti dell'archivio aretino dell'Anpi -Associazione Nazionale Partigiani- permetta di rimuoverne le ampollosità e inclinazioni ideologiche, offra la rivisitazione degli episodi resistenziali locali al fine di differenziare chi ha -magari a rischio della propria vita- combattuto per essa opposto a chi ha soltanto sfruttato il cambio di governo. Non si può negare l'egemonia di una componente politico ideologica che certo esprimeva una fetta importante delle forze di liberazione: tuttavia non era l'unica, col passare del tempo essa ha rivendicato un ruolo prioritario, quasi esclusivo, portando a trascurare che vi erano tante anime, non secondaria quella cattolica, impossessandosi del tema e creando divisività.

Premetto: chi pensa che il fascismo comunque ha fatto qualcosa di buono è pregato di non perdere tempo con quello che scrivo, non siamo sulla stessa lunghezza d'onda. Il fascismo è male assoluto, come qualunque orologio rotto indica due volte al giorno l'ora giusta così al fascismo è capitato di proporre cose positive il cui peso tuttavia è nullo rispetto ai "difetti" del regime. Littoriali, attenzione a infanzia e adolescenza ivi compreso lo sport, la stazione di Firenze Santa Maria novella, l'istituto ricostruzione industriale di Beneduce possono esser stati buone pensate, ma o si sono tramutate in età repubblicana in strumenti a esclusivo beneficio della politica o sono stati dimenticati della storia insieme al fascismo.

È argomento che spero di esprimere le parole giuste per più motivi: la resistenza è valore assoluto; anche grazie alla resistenza non siamo sotto dittatura; è cosa che sta a cuore a persone a cui voglio molto bene; e altro ancora, mi manca il contraltare che Enzo Gradassi (rip) poteva offrirmi, accorati rimbrotti compresi.

...prosegue....

Redazione
© Riproduzione riservata
03/01/2022 06:03:01

Alessandro Ruzzi

Aretino doc, ha conseguito tre lauree universitarie in ambito economico-aziendale, con esperienza in decine di Paesi del mondo. Consulente direzionale e perito del Tribunale, attento osservatore del territorio aretino, ha cessato l'attività per motivi di salute, dedicandosi alla scrittura e lavorando gratuitamente per alcune testate giornalistiche nelle vesti di opinionista. alessandroruzzi@saturnonotizie.it


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


Potrebbero anche interessarti:

Ultimi video:

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Bisogna essere registrati per lasciare un commento

Crea un account

Crea un nuovo account, è facile!


Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui ora.


Accedi

0 commenti alla notizia

Commenta per primo.

Archivio Alessandro Ruzzi

La guerra in Ucraina mi mette in difficoltà >>>

Le armi sul tavolo delle trattative: aiutano? >>>

Europa, quale? >>>

Gli occhi dei bambini ucraini >>>

Nazista a chi? >>>

Usato sicuro? >>>

Lirismi sdolcinati e fasulli per le decorazioni, silenzio e dolore per le altre tombe >>>

Altre criticità sulla resistenza >>>

Resistenza = Una lotta di popolo? >>>

Ripensare la "resistenza" >>>