Opinionisti Alessandro Ruzzi

Gli italiani riescono a essere divisi anche sul tema della pace

Un popolo corrotto dalla politica

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Mi rattrista vedere un popolo su cui la tradizione cattolica dovrebbe aver lasciato alcuni segni, quelli migliori ed esclusi da giudizi negativi, non essere capace di sottrarsi al gioco delle prese di posizione politiche e non trovare un "vettore" comune con il quale significare -anche portandolo in piazza- sostegno alla pace che si espliciti per la fine delle sofferenze dei civili in Ucraina.
La parte politica adesso al governo è evidentemente incapace di prendere una posizione: io credo che Giorgia Meloni possa fare bene, individualmente, ma vedo nei partiti che la sostengono che ben poche sono le figure in grado di portare significativi vantaggi al popolo italiano. Già dovremmo sottrarci alla cieca obbedienza e sostegno alle scelte USA, non sono le nostre. Per essere un governo che doveva essere di qualità, è evidente che gli inciampi dei primi provvedimenti indicano una volontà ben diversa di quella espressa dal primo ministro; paiono persino in difficoltà ad esprimere sostegno univoco alla resistenza Ucraina.
La opposizione parlamentare si è frantumata in cortei e posizioni diverse, il PD continua a non sapere da che parte stare mentre il M5S con il suo leader Conte vuole tenere i piedi in troppe scarpe.
Sarei felice di scendere in piazza nella speranza che la popolazione russa raccolga l'invito a cessare una guerra che (pur nella totale mancanza di informazioni su quello che è successo nell'est ucraino negli ultimi otto anni) a noi pare una guerra civile.
Invito che verrebbe da un popolo che ha conosciuto i danni della guerra civile.
Invito che verrebbe da un popolo che è stato portato in giro pel naso dai suoi allora leader (il puzzone) e che ha peccato gravemente di indifferenza.
Un popolo che si è parzialmente riscattato grazie all'impegno di chi prese le armi in mano contro il regime fascista, tuttavia quelle armi venivano da altri paesi: se gli ucraini vogliono resistere è nostro dovere offrir loro i mezzi per combattere e contrastare l'invasione.
Ma dobbiamo ricordare che l'Italia fu liberata grazie a eserciti stranieri alleati che macchiarono di sangue, il loro sangue, gran parte della penisola. Senza un sostegno militare sul territorio mi pare impossibile che gli ucraini riescano a liberare il loro paese: truppe europee dovrebbero garantire la sicurezza delle aree civili dando quindi mano libera agli ucraini. Liberare il loro paese, poi chi vuol stare colla Russia alzi la mano, si voti e si divida: non bello, ma così è molto, molto peggio.
E non parliamo di adesione ucraina alla UE, già ci sono dentro nazioni che nulla c'entrano, peraltro in un sistema che non funziona: Malta conta quanto l'Italia... suvvia. Circa i costi di ricostruzione dell'Ucraina distrutta, questi devono competere a chi ha scatenato questa guerra: i russi, loro devono farsi carico della ricostruzione. Perché è vero che l'Italia nel dopoguerra fu ricostruita con i soldi americani, ma c'erano anche altri interessi che non vedo in questa situazione.
Un impegno diverso quindi in questo conflitto, andando anche a rischiare la vita di militari italiani, ma mi sono rotto le scatole di sentir ricordare inutilmente l'errore compiuto da tanti europei alla fine degli anni '30 del secolo scorso quando taluni dicevano "non si può morire per Danzica": purtroppo dobbiamo mettere in conto di poter morire per impedire una egemonia russa anche dove non ci sono russi o dove la gente vuole rimanere libera, stato di diritto che non pare essere così evidente nella Russia di Putin. Perché se Putin vuole giungere ad uno zarismo imperialista lo faccia all'interno della sua stanza da bagno, non qua. Perchè poi tocca a Taiwan!
Certo non tanti andrebbero volentieri considerato che il sacrificio finirebbe per essere sfruttato da quei potentati economici che anche negli ultimi mesi hanno dimostrato avere un solo interesse, il guadagno.
Neanche gli fanno pagare giuste imposte sui loro stratosferici utili.
Ma così si va poco lontano, l'inverno arriva, la popolazione civile ucraina soffre particolarmente, sofferenza che non si può certamente parametrare alle difficoltà economiche che le famiglie italiane stanno vivendo: in confronto noi stiamo parlando del sesso degli angeli.

Alessandro Ruzzi
© Riproduzione riservata
20/11/2022 13:32:44

Alessandro Ruzzi

Aretino doc, ha conseguito tre lauree universitarie in ambito economico-aziendale, con esperienza in decine di Paesi del mondo. Consulente direzionale e perito del Tribunale, attento osservatore del territorio aretino, ha cessato l'attività per motivi di salute, dedicandosi alla scrittura e lavorando gratuitamente per alcune testate giornalistiche nelle vesti di opinionista. alessandroruzzi@saturnonotizie.it


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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