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La soluzione anti-Covid da Pieve: "Salgo sull'Ape per benedire le famiglie"

L'idea di Don Juan Carlos Ardila: "Andrò anche dai profughi ucraini che abbiamo accolto"

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“Siamo ancora in pandemia, ma non perdiamo quella che è la nostra fede: passo io per la benedizione”. Sono le parole di Don Juan Carlos Ardila, parroco in Collegiata a Pieve Santo Stefano, che oramai da qualche giorno ha avviato la benedizione pasquale alle famiglie. Lo sta facendo in un modo particolare, insolito ma comunque tanto apprezzato dalla popolazione: a bordo di un’Ape Piaggio, appositamente allestita e messa a disposizione da alcuni privati cittadini. Dietro il posto per la valigetta ed il contenitore per la raccolta delle offerte. “Mi sposto con un’altra persona che guida l’Ape, poi raggiungo le principali strade di Pieve e le piazzette – racconta Don Carlos – a quel punto salgo sul cassone e tramite l’altoparlante impartisco la benedizione”. Un gesto che non è passato inosservato a nessuno ma, come detto, decisamente apprezzato. “Questa idea nasce da una situazione pandemica che ancora stiamo vivendo – aggiunge il parroco di Pieve Santo Stefano – raccogliendo un po’ il testimone di quanto fatto dal mio predecessore in altre circostanze: questa, attualmente, è l’unica maniera per raggiunge la popolazione. Siamo ancora davanti ad un nemico invisibile chiamato Covid-19 e devo dire che la popolazione è ancora un po’ timorosa a far entrare persone in casa, soprattutto un sacerdote che comunque durante la benedizione si sposta molto”. E allora? “Ecco la soluzione dell’Ape: salgo sul cassone e con il megafono le famiglie possono ascoltare la musica introduttiva alla preghiera e ricevere la benedizione. Sono già tre giorni che ho iniziato questo percorso e l’obiettivo è quello di raggiungere, con calma, tutto il territorio di Pieve Santo Stefano, da Valsavignone fino a Madonnuccia tanto per intendersi. E’ un segnale di vicinanza – rimarca Don Carlos – ma anche di fede e le persone noto che ci tengono a ricevere la benedizione pasquale”. Insieme a Don Carlos c’è anche Livio Casini che lo appoggia nei vari spostamenti. Quindi raggiungerà anche le famiglie dei profughi ucraini arrivati recentemente a Pieve Santo Stefano? “Assolutamente sì, senz’altro poiché li abbiamo accolti nel nostro territorio e stiamo lavorando per loro, li sosteniamo anche economicamente e ribadisco che la Caritas è sempre aperta e disponibile a ricevere materiale. Sono attualmente in totale 15 persone, 8 adulti e 7 bambini, sistemati tra la canonica di Montalone e alcuni appartamenti a Sintigliano. Ne approfitto anche per lanciare un appello alla popolazione, di mettere a disposizione locali per accogliere queste persone”.

Redazione
© Riproduzione riservata
17/03/2022 17:47:32


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