Opinionisti Mara Ercolanoni

Cos’è il Lavoro oggi?

Troppe persone non sanno cosa vogliono fare nella vita

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Cos’è il Lavoro oggi?

Qual è il massimo traguardo oggi?

Proviamo a rispondere a questa domanda.

Da giorni mi guardo intorno e vedo sempre di più persone, che non sanno cosa vogliono fare della propria vita.

Sembra che ci sia una sensazione, di malessere verso il lavoro, inteso, come essere legati a qualcosa che non ci piace, verbo intransitivo, cioè impiegare le energie fisiche o intellettuali nello svolgimento di un’attività, impegnarsi, faticare.

Una volta si diceva vai a lavorare, inteso come faticare.

Oggi sembra che il lavoro inteso come tale, sia da rigettare, da denigrare, quasi un simbolo di lavoro screditante, senza rispetto, da non ricercare, tutti vorrebbero i soldi facili, senza troppi sforzi.

Molti lavori stanno addirittura scomparendo, o comunque non li vuole fare più nessuno, ma solo come “ultima spiaggia”

Questo, molto spesso accade, per i giovani di oggi, italiani e non, che si trovano a decidere del proprio futuro.

Parlo di maniscalchi, muratori, imbianchini, falegnami, agricoltori, panettieri, fabbri, insomma lavori dove la fatica è indiscutibilmente notevole, dove il tempo impiegato è a volte fatto di 24 ore non stop (agricoltori, allevatori).

Ma allora se nessuno vuole più fare questi lavori, chi potrà tramandare queste arti, si perché questi lavori sono davvero arte.

Mestieri, che da generazioni, si sono succedute, creando lavoro, professionale, dandoci in uso, la maggior parte degli oggetti di cui godiamo.

Riporto questo testo, scritto, dopo la rivoluzione industriale, con l’avvento dei primi sindacati, allora necessari.

«8 ore di lavoro, 8 di svago, 8 per dormire» era lo slogan coniato in Australia nel 1855 e condiviso da gran parte del movimento sindacale del primo Novecento, che aprì la strada a rivendicazioni generali e alla ricerca di un giorno, appunto il Primo maggio, in cui tutti i lavoratori potessero incontrarsi per esercitare una forma di lotta e affermare la propria autonomia.

Alla “vigilia” di questo giorno, vogliamo rendere omaggio a tutti quei lavoratori che più di un secolo fa, si sono battuti per rivendicare non solo i propri diritti, ma anche quelli di tutte le generazioni future.

 Lo vogliamo fare in modo particolare, non raccontando delle pagine di storia ma parlando di altri tipi di cambiamenti.

Il progresso tecnologico ha infatti migliorato le condizioni generali dei lavoratori e mandato definitivamente in pensione alcune professioni. Molti mestieri un tempo diffusi e indispensabili, oggi non avrebbero più ragione di esistere. Abbiamo rispolverato alcune di queste antiche attività dimenticate.

Fonte: Curius Break.

Si sicuramente molti lavori sono andati scomparendo, ed era normale e giusto così.

Parlo di lavori come: la cerbottana, (cioè la sveglia umana), l’uomo che accendeva i lampioni, il lettore in fabbrica, il raddrizzatore dei birilli al bowling.

Questi lavori fanno quasi sorridere oggi, eppure un tempo erano molto richiesti.

Quindi oggi nonostante tutte le lotte sociali di un tempo, ci sono persone che non vogliono più lavorare, che vorrebbero i cosiddetti “soldi facili”.

Questo può essere considerato lavoro? Le persone non vogliono più “sporcarsi le mani”.

Abbiamo schiere di influencer, letterine, Guru, che giurano che diventare ricchi sia un gioco da ragazzi.

 Redditi di cittadinanza come punto di partenza, o addirittura, punto di arrivo.

Perché molti ambiscono alla possibilità di poter lavorare poco, senza nessuno sforzo, ne mentale, ne corporeo?

Un tempo ci si voleva distinguere, per intelletto, forza, era importante avere degli ideali, era considerato un uomo di successo colui che aveva un’alto onore.

Ma era davvero così? ed è sempre stato così? O è davvero un dilemma solo, del nostro presente?

Si in parte si.

Il fatto è che un tempo ne avevano in minor percezione, non c’erano i social, le televisioni, la possibilità di sapere tutto o quasi in tempo reale.

Oggi si.

Quello che succede è amplificato, saputo, visto, ancor prima che succeda.

E ci rendiamo molto più conto di quanti allibratori, truffatori, vagabondi, delinquenti, arrabattoni, ci siano in giro, e quanti di loro facciano una bella vita, senza alcuno sforzo.

O almeno è quello che vogliono farci credere.

Le persone si domandano, credono, vogliono imitare.

E se invece fosse tutta una farsa? Per dare una percezione sbagliata della vita e del loro denaro?

Ovvio che se ci fossero modi facili, per arricchirsi, tutti vorremmo saperli.

Ma vi tolgo subito il dubbio, non esistono, e mai esisteranno.

Tutte queste persone, lasciano il tempo che trovano.

Si qualcuno ce la fa, ma come dice una famosa canzone di Morandi, “uno su mille ce la fa”.

Quindi si certo potete provarci, potete credere di essere voi quell’uno su mille.

Ma vi do un consiglio spassionato, nel frattempo, cercate di studiare, formarvi, trovate un vero lavoro, e continuate a sognare, cercate di realizzare qualcosa di vostro, anche con il sudore della vostra fronte, perché è davvero gratificante.

Forse non diventerete ricchi, ma avrete qualcosa su cui contare, ed è la conoscenza.

Conoscere cosa ci circonda, e non essere ignoranti serve per non essere fregati.

Gli ignoranti un tempo potevano credere a qualsiasi cosa, e per questo erano raggirati, ingannati, molto facilmente.

Poi magari sarete tra i 999, che non ce l’anno fatta, senza troppo rumore, senza cordate e tappeti rossi, ma sarete sicuramente dei buoni e stimati, lavoratori.

Ma poi vi siete mai chiesti, se davvero ci possano servire tutte queste ricchezze?

O forse ci basterebbe il denaro, per avere una vita dignitosa?

Nella mia corta e umile vita ho visto molte persone finire in strade sbagliate, alienati dal dio denaro, alquanto cospicuo, nelle loro tasche.

Essere ricchi non è per tutti, credetemi.

In questi ultimi anni ho capito che non servono molti soldi per essere felici, e soprattutto che quello che ricerchiamo, non si trova mai lì dove pensiamo, ma se avremo pazienza, dedizione, amore per noi stessi, e per questa vita, lo potremo trovare.

Insomma andiamo a lavorare, qualsiasi esso sia, iniziamo da lì, perché è l’unico modo di essere liberi, se poi non vi piace più, si potrà sempre cambiare, trovare nuove strade.

E buon lavoro a tutti.

 

Mara Ercolanoni
© Riproduzione riservata
03/03/2022 09:40:45

Mara Ercolanoni

MARA ERCOLANONI: Nata a Castel del Piano, un piccolo paese nella provincia di Perugia è innamorata della cittadina di Sansepolcro, dove vive con la sua famiglia da ormai 15 anni. Nel 2020 ha pubblicato il suo primo romanzo: "Alla ricerca della Felicità" che racchiude il suo percorso introspettivo e la sua strada verso un’idea di felicità. Ama scrivere da quando aveva 10 anni e crede nella scrittura come forma di terapia. Ha collaborato con la casa editrice Pagine per una raccolta di poesie e con la Onlus la Voce del Cuore con altri percorsi.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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