Opinionisti Mara Ercolanoni

Come e perché ho deciso di essere abitante del mondo!

Voglio parlarvi di razzismo e di ideologie politiche discriminatorie

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Oggi ancora e sottolineo, ancora oggi, viviamo in un mondo dove “ancora” si deve spiegare ai ragazzi e purtroppo non solo, spesso anche alle persone più grandi, fissate su schemi retrogradi e agli antipodi, che le persone di colore, non devono incuterci timore, o almeno non loro a noi ma semmai è proprio il contrario.

Ancora sentiamo e leggiamo sui giornali di atti persecutori, persone inneggianti alla lotta contro queste persone, immigrati, che involontariamente si vengono a trovare sulle nostre rotte marittime, per cercare una vita migliore, accecati come tutti ormai dalla rabbia, dalla voglia di riscatto.

 Sicuramente non tutti saranno carini e cordiali, ma ricordiamoci come e perché tutto questo accade.

Partiamo dal principio, anche se credo scontato ricordarlo.

Ma ci rendiamo conto di cosa siamo stati capaci noi uomini bianchi e civilizzati? Sapete di cosa si tratta?

Parlo della politica di segregazione razziale, istituita nel 1948 dal governo di etnia bianca del Sudafrica, che durò fino al 1991.

A causa di questa separazione e di questa politica, sotto il dominio britannico, tutta la popolazione non bianca veniva costretta a vivere in una condizione di inferiorità ed era soggetta ad umilianti proibizioni; Una minoranza bianca dettava leggi razziali verso il resto della popolazione africana, che era da sempre vissuta in quella terra, dove la terra era la loro e non la nostra! Noi in quanto occidentali abbiamo per anni usurpato beni e persone da mamma Africa! (questo lo ribadisco per quelli che sento dire: e poi se andiamo noi a casa loro? Vorrei vedere come ci trattano!!con qualche imprecazione che segue in genere).

Noi ci siamo stati mi pare fin troppo a “casa loro”, usurpando, riducendo in schiavitù le popolazioni autoctone: francesi, inglesi, americani e anche noi italiani!

La storia si dimentica con una velocità impressionante vero?

Vi ricordate le piantagioni di cotone? Dove spesso gli schiavi venivano frustati e costretti a lavorare come bestiame? No ovvio nessuno lo ricorda, sembra così lontano nel tempo vero? Quindi dopo un tot di anni va in prescrizione giusto? Eppure è tutto accaduto.

Tutto può essere e deve essere dimenticato! Oggi siamo tutti “civilizzati”, anche loro ormai lo sono, o almeno alcuni, quelli si! Possono venire, quelli bravi, quelli che hanno il lavoro, quelli che non vengono a rubare, a fare i delinquenti!

Ma dico io ma siamo davvero un branco di emeriti cretini? O cosa?

Pensate davvero che chi arriva abbia già un lavoro? O che lo possa trovare facilmente? Pensate che persone non volute e malviste non abbiano anche loro rabbia in corpo? Certo all’inizio sembra tutto facile ma non lo è, e non lo sarà mai! Soprattutto per loro! E allora che si fa?

“Lasciamoli affogare nel mare!” vedrete che poi non torneranno mai più! “.

Tanto chi mai piangerà per loro? Che muoiano, chi ha detto che dovevano venire fin qui? Che muoiano nel loro buco di culo di Africa senza più possibilità! Devono restare nella loro melma putrida!

Io ho pianto! Io non posso restare a guardare!

Io sento nella mia coscienza, che è tutto sbagliato!

Davvero volete insegnare questo, ai vostri amati figli? È davvero questo che volete fare di questo mondo? Un posto fazioso, dove la vita vale solo in base a quello che possiedi e da dove provieni?

Io dico no! E sempre dirò il mio grosso e grasso noo!

Sono stata in Africa, ne parlo nel mio libro “alla ricerca della felicità”.

In quel posto che sembra dimenticato da Dio e da molti uomini (anche di fede), ho trovato molta felicità.

Dal mio libro:

“Lei mamma Africa è stata ed è come una mamma per me, almeno lo è stata in quel periodo.

È proprio vero quello che si dice, quando ci sei, senti di essere parte di questi luoghi ancora incontaminati, e quando te ne vai ti manca, senti il mal d’Africa, senti di aver lasciato qualcosa di cosmico, di indescrivibile, di vivo, ti riporta alle origini, ti sbatte in faccia chi sei e da dove vieni, terra e fango, foreste, e animali di rara bellezza; ti ricordano che anche tu hai quell’essenza priva di superficialità, priva di social, di elettricità, di sicurezze, di vanità, rimane la sopravvivenza, rimane il dolore, rimane la bellezza delle cose così come sono, della semplicità di uno sguardo, dell’assenza di frigoriferi, di scarpe, di strade, resta l’accoglienza nei villaggi.

Il condividere un pasto da chi ne ha poco per sé, con i bambini che ridono continuamente, e quei ragazzi, che mi hanno fatto suonare con loro, regalandomi inconsapevoli una delle mie giornate perfette.”

Per questo ho deciso di essere abitante del mondo, nel mio mondo utopistico, non dovrebbero esserci confini.

Sicuramente leggi uguali per tutti! Possibilità alla pari per tutti! Cibo per tutti! Niente di trascendentale.

Poi sento dire che in Qatar vogliono costruire, se non l’hanno già fatto, stadi, per accogliere i prossimi mondiali di calcio! Ma stiamo scherzando!? In Qatar ci sono 60 gradi all’ombra credo.

E come intendono sopperire a questa problematica? Costruendo un sistema di aria condizionata avanzata.

Cioè fatemi capire abbiamo abbastanza soldi, anzi hanno abbastanza soldi per sfamare tutto il pianeta e si preoccupano dei mondiali di calcio da disputare in Qatar? Stiamo rasentando il ridicolo! Siamo davvero degli esseri incomprensibili noi esseri umani!

Molte storie in questi giorni, mi hanno lasciata senza parole e senza commenti.

Voglio menzionarle senza dire nulla, a proposito perché credo che si commentino da sole.

La tragedia di Seid Visin, morto qualche giorno fa suicida a 20 anni.

La morte di George Floid, in America, ucciso dalle forze dell’ordine.

La lista è assai lunga, ma queste persone hanno diritto alla vita, come ogni essere vivente di questo bellissimo e maledetto pianeta.

Mara Ercolanoni
© Riproduzione riservata
19/06/2021 08:20:56

Mara Ercolanoni

MARA ERCOLANONI: Nata a Castel del Piano, un piccolo paese nella provincia di Perugia è innamorata della cittadina di Sansepolcro, dove vive con la sua famiglia da ormai 15 anni. Nel 2020 ha pubblicato il suo primo romanzo: "Alla ricerca della Felicità" che racchiude il suo percorso introspettivo e la sua strada verso un’idea di felicità. Ama scrivere da quando aveva 10 anni e crede nella scrittura come forma di terapia. Ha collaborato con la casa editrice Pagine per una raccolta di poesie e con la Onlus la Voce del Cuore con altri percorsi.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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