Opinionisti Alessandro Ruzzi

Perplessità vaccinali: aggiornamenti...

Troppe cose lasciano stupefatti

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In questi ultimi mesi il funzionamento della sanità regionale toscana ha chiaramente destato grandi insoddisfazioni: la campagna vaccinale ha avuto inizio con la scelta di categorie preferenziali che nulla avevano a che vedere con le categorie più a rischio e prosegue (ovviamente derivando anche dall'insufficiente flusso dei vaccini a livello nazionale-europeo) lasciando scoperti proprio quei cittadini che vengono definiti dal sistema sanitario "estremamente fragili".

Se l'episodio dell'aretino di 47 anni che si è gloriato di aver fatto il vaccino per poter andare a fare la sua tradizionale settimana di detox in tranquillità ha messo in evidenza tutte le carenze del sistema perché -al di là delle bugie raccontateci- il succone dell'accaduto si può così condensare: costui riesce ad ottenere il numero di telefono del direttore sanitario dell'ospedale di Arezzo e lo martella di telefonate per accedere alla vaccinazione con il vecchio (ma sempre efficace) metodo "ti spacco le palle fino a che non ottengo quello che voglio, perchè io sono io". Mi domando se massacrare di telefonate un direttore sanitario in questo periodo per tale "necessità" non rappresenti una interruzione di pubblico servizio, ma questo è sempe più paese di due pesi e due misure..

Se ciò non fosse già sufficientemente doloroso per la vasta platea di cittadini che per ragioni scientifiche avrebbero essere vaccinati in precedenza, diventa tragico quando questi stessi apprendono che giovani di 25 anni sono stati vaccinati solo perché in possesso di una laurea in giurisprudenza. Chissà quale evidenza scientica ha portato il sistema giudiziario (magistratura e ANM uniti nello spingere) affinchè saltassero la fila. Ritengo il personale di attività più essenziali (vedi i supermercati) maggiormente prioritario: la vaccinazione dei fragili serve a non sovraccaricare gli ospedali; io non mi reputo prioritario a nessun altro, del resto l'importo della mia pensione di invalidità mi ricorda che valgo poco, neanche 300€ al mese.

E per sovra mercato scopriamo (articolo proposto sul quotidiano la nazione del 3 aprile) che in Toscana hanno già ricevuto la 1ª dose AstraZeneca anche insegnanti delle scuole di musica e delle scuole di danza, peraltro chiuse. Per qualcuno costoro rientravano nel sistema scolastico....

E se non bastasse, stamani una amica infermiera in pensione mi ha raccontato che era intenzionata a fornire la propria opera gratuita e volontaria per la campagna vaccinale, ma ha scoperto che avrebbe dovuto fornirsi di specifica assicurazione a proprie spese: quindi si è perso l'opportunità di avere vaccinatori volontari proprio per la farraginosità burocratica che evidentemente nessuno si è preoccupato di risolvere. Faccio anche fatica a tralasciare che queste persone avrebbero dovuto fare il corso per fare iniezioni intramuscolo con ago da insulina quando fino a ieri erano magari operatori di sala chirurgica o addetti alle vaccinazioni.

Il risultato di questo bailamme è che io, come tanti altri cittadini fragili, che non abbiamo vinto alla lotteria della prenotazione vaccinale del 15 marzo (quando il sistema ha inviato -pare- 80.000 SMS disponendo di 15.000 dosi) non abbiamo la più pallida idea persino di cosa fare: infatti accedendo al sito da circa 20 giorni dopo aver fatto tutta la procedura di autenticazione e magari aver dovuto anche risolvere qualche captcha si riceve la risposta che allego in screenshot.

Pare, indiscrezioni giornalistiche, che alcuni saranno contattati dal sistema mentre altri dovranno ri-giocare alla riffa tramite sito web. Per poi magari andare (è successo) a Massa per il vaccino. Pazienti che avrebbero potuto richiedere la vaccinazione casalinga non l'hanno fatto perchè un loro piccolo sforzo libera risorse per altri pazienti in maggiore difficoltà. Scoprendo che questo va a beneficio di facce di culo che se ne fregano e come quell'aretino molto seguito sui social vogliono solo saltare la fila per andare in vacanza. Oppure presenziare all'inaugurazione in pompa magna di una stele, come quella dinanzi al SanDonato.

Ma se invece di farsi belli per l'occasione, fossero andati a vaccinare? Ma se invece di buttare soldi in comparsate li avessero usati per offrire l'assicurazione ai volontari? Ma se invece di narrare le eccellenze sanitarie, qualcuno ufficialmente spiegasse cosa accade ai vaccini di fine giornata? Perchè ancora non è chiaro, io voglio credere al post della dssa Bettoni secondo cui nessun vaccino va nel cestino. Ma quel giovinotto dice che diversamente il suo sarebbe stato cestinato. Fosse così la sua posizione si alleggerirebbe; non fosse così avrei un altro motivo per parlarne male. Come stanno le cose?

AGGIORNAMENTO:

È doveroso fornire degli aggiornamenti degli ultimissimi giorni: è successo di tutto. Alcuni sono stati chiamati negli ultimi 10 giorni, un mio amico (oncologico) ha ricevuto la telefonata per fare il vaccino, ma lo aveva già fatto alcuni giorni prima. E si susseguivano voci della ripresa della campagna vaccinale sia con SMS e sito Web sia con chiamata diretta. A me è arrivato ieri sera un SMS, ma non vi era indicazione precisa circa l'inizio della lotteria  nè della certezza di vittoria alla stessa.  Il mio telefono è diventato bollente, e tanti amici hanno espresso sui social le loro "perplessità".  Poi, stamani, mi hanno chiamato per l'appuntamento: ho chiesto quale fosse il destino dei caregiver, ma il mio interlocutore ha rimandato al classico "li chiameranno". Peraltro scopro che il vecchio codice funzionava meglio, con quello altri amici hanno avuto appuntamenti anticipati. Penso agli anziani colla badante romena. Così non si fa....

Alessandro Ruzzi
© Riproduzione riservata
06/04/2021 21:05:47

Alessandro Ruzzi

Aretino doc, ha conseguito tre lauree universitarie in ambito economico-aziendale, con esperienza in decine di Paesi del mondo. Consulente direzionale e perito del Tribunale, attento osservatore del territorio aretino, ha cessato l'attività per motivi di salute, dedicandosi alla scrittura e lavorando gratuitamente per alcune testate giornalistiche nelle vesti di opinionista. alessandroruzzi@saturnonotizie.it


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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