Opinionisti Andrea Pichi Graziani

La Ferrovia e altri relitti del tempo che fu

E’ vero non ci sono soldi, ma non c’è coraggio

Print Friendly and PDF

Sempre più spesso si sente parlare di innumerevoli progetti di ripristino o nuova funzione d’uso della vecchia ferrovia, ovvero della linea ferroviaria Terni-Perugia- Sansepolcro di gloriosa memoria.

Al tempo dei successi industriali della Buitoni, che rese ricca la nostra cittadina, in modo considerevolmente più alto, rispetto alle altre località italiane a parità  di grandezza, la ferrovia rappresentava il collegamento naturale verso i centri più grandi.

Tale via commerciale fu tanto più fondamentale negli anni dal sodalizio con la Perugina e dalla nascita della IBP (Industrie Buitoni Perugina).

La storia economica del paese si è intrecciata poi con quella della nazione ed a seguito della crisi industriale che ebbe il suo culmine alla fine degli anni ’70 ha determinato la vendita della Buitoni e progressivo impoverimento del paese.

Altre attività industriali pur floride, soprattutto tessili, che facevano da corona alla ricchezza della Buitoni hanno poco a poco risentito dell’economia sotto tono della cittadinanza e si sono poi nel tempo come estinte senza quasi essere sostituite, fatte pochissime eccezioni.

Cosa manca per rilanciare la nostra economia?

E’ l’isolamento anche geografico a penalizzarci?

Eppure in passato essere al confine di tre regioni anche se marginali rispetto ad esse ci aveva quasi avvantaggiato facendoci quasi parte con esse.

Non penso che un semplice ripristino della ferrovia sarebbe di per se un aiuto.

Le iniziative green che tanto vanno di moda di questi tempi ne potrebbero fare una lunga pista ciclabile per incrementare un turismo ecologico alternativo.

Credo che noi cittadini tendiamo ad andare a rimorchio dell’ultimo industriale più o meno grande che arriva e fa più o meno man bassa di manodopera, risorse, spazi.

Siamo come bloccati, il senso di imprenditoria creativa, che ci ha contraddistinto per secoli si è un po' arrugginito. E’ vero non ci sono soldi, ma non c’è coraggio imprenditoriale e tanto meno una visione politica di sviluppo del territorio.

E’ brutto quando la finanza genera soldi da soldi senza che ci sia un lavoro sia pure di ingegno, è  qualcosa che somiglia all’usura di dantesca memoria  sappiamo dove sono per lui finiti gli usurai.

Sarebbe bello se la ricchezza fosse prodotta dal lavoro che nasce da un sogno, da un’idea coltivata, amata, forse allora non ci sarebbero più serrande abbassate.

Andrea Pichi Graziani
© Riproduzione riservata
20/01/2021 09:26:08

Andrea Pichi Graziani

Andrea Pichi Graziani - Nato e vissuto a Sansepolcro, da sempre è un amate del buon vivere. Nella vita, oltre alla famiglia, tre sono i grandi amori: il primo è per l’Italia, gli altri due sono la cura degli spazi verdi e il fumo lento. Consulente aziendale è referente nazionale per i tappeti erbosi ad uso aeronautico, nel 1988 si specializza in fitopatologia del tappeto erboso e nel 1990 nel restauro e conduzione parchi e giardini storici. Attualmente riveste l’incarico di Brand Ambassador nell’azienda della Valtiberina CTS.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


Potrebbero anche interessarti:

Ultimi video:

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Bisogna essere registrati per lasciare un commento

Crea un account

Crea un nuovo account, è facile!


Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui ora.


Accedi

0 commenti alla notizia

Commenta per primo.

Archivio Andrea Pichi Graziani

Ma il borgo, il nostro amatissimo borgo che tanto amiamo, ci ama? >>>

Il Tabacco >>>

Ricordi verdi >>>

Il Tappeto erboso di casa >>>

Un'idea ben costruita >>>

Le Barachiglie di Casa Pichi >>>

Divinamente Aureo >>>