Opinionisti Giulia Gambacci

Zero come pseudonimo, numero uno come artista

Da quasi mezzo secolo, Renato Zero domina da primattore la scena della musica italiana

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Compirà 70 anni il prossimo 30 settembre e fra gli artisti della canzone italiana vanta un singolare primato: quello di essere stato in testa alla classifica con i propri album in cinque diversi decenni, dagli anni ’70 a oggi. E per 48 settimane, è stato anche al primo posto. Renato Zero, al secolo Renato Fiacchini, può ben dirlo. Da quasi 50 anni, è uno fra i grandi protagonisti della scena musicale italiana pop rock e soul: una star in tutti i sensi, stravagante e provocatorio nel look come nei contenuti. Un timbro di voce inconfondibile, anche nel passare da aggressivo a dolce e trascinante. Uno di quelli che, da leader della situazione, è abituato a “spaccare”: può piacere o non piacere, ma tutti gli riconoscono un carisma che comunque lo rende popolare e unico. Una carriera brillante nelle vesti di cantautore, showman, ballerino e produttore discografico, al punto tale da essere ribattezzato “cantattore”; ha pubblicato 43 album, dei quali 30 in studio, 8 live e 5 raccolte ufficiali. Svariate sono le tematiche affrontate nelle sue canzoni, che superano complessivamente il numero di 500, alcune delle quali sono ancora inedite, mentre altre sono state scritte (musiche comprese) per altri interpreti quali Ornella Vanoni, Alex Baroni, Marcella Bella e Daniele Groff. Sua anche la casa discografica Zeromania Music, fondata nel 1980.      

“ZERO”, L’APPELLATIVO FORIERO DEL SUCCESSO

Romano di origine, è figlio di un poliziotto, Domenico Fiacchini e di una infermiera, Ada Pica, nonché parente del senatore Mario Tronti, il cui padre, Nicola Tronti, era fratello della nonna del cantautore, Renata.  Via Ripetta e il quartiere della Montagnola sono i luoghi nei quali il giovanissimo Renato trascorre infanzia e adolescenza. Dopo le scuole medie, frequenta l’Istituto di Stato per la cinematografia e la televisione “Roberto Rossellini”, che abbandona dopo tre anni per dedicarsi alle arti che gli piacciono: musica, danza, canto e recitazione. Nel 1964 nasce il Beat Raduno a Monte Compatri, vicino a Roma; gli artisti da premiare con il marchio Beat sono scelti da una giuria di giovani e Renato Zero, ancora 18enne, partecipa all’edizione del 1968 e si esibisce per la prima volta cantando con i “The Spaectres Groups”. Inizia fin da allora a travestirsi e a esibirsi in piccoli locali della Capitale; chi lo denigra, gli urla la frase “Sei uno zero!” e lui finisce con l’accettare la provocazione, assumendo come pseudonimo proprio il numero che significa nullità, per cui Renato Fiacchini diventa in arte “Renato Zero”. Ad appena 14 anni strappa il primo contratto al Ciak di Roma per appena 500 lire al giorno; a notarlo nelle serate al Piper di Roma è il famoso ballerino e coreografo Don Lurio. Da qui ha origine la scrittura per il gruppo di ballo, chiamato I Collettoni, che funge da supporto a Rita Pavone nel suo show serale. Se qualcuno poi non ricordasse il particolare, Renato Zero ha partecipato anche ad alcuni caroselli per una marca di gelato e nel frattempo nasce la sua nota amicizia con le sorelle Loredana Bertè e Mia Martini. Assieme alla Bertè, è componente del gruppo di ballo de “I Collettoni” e il suo primo 45 giri, con canzoni “Non basta, sai” e “In mezzo ai guai”, esce nel 1967 con testo di Gianni Boncompagni e musiche di Jimmy Fontana: venderà appena venti copie. Per lui, anche la comparsa in alcuni film di Federico Fellini (“Satyricon” e “Casanova”) e l’ingresso nel cast della versione italiana del musical “Hair”, insieme anche a Loredana Bertè e a Teo Teocoli. La consacrazione del personaggio avverrà comunque più avanti, perché a fine anni ’60 la musica cambia “pelle” e l’impegno politico è sempre più presente. Renato Zero non si è ancora imposto con la sua vera identità, ma manca poco: i primi anni ‘70 sono quelli del glam rock con cipria e pailettes, ovvero il contesto ideale per la sua esplosione, che coinciderà anche con il proliferare in tutta Italia delle prime radio libere nel 1976. Per molti, sono state proprio queste ultime a dare un impulso decisivo e a esaltare la figura di un personaggio senza dubbio anticonvenzionale, fuori dagli schemi classici di allora, alternativo e persino provocatorio. Erano gli anni di “Madame”, ma poi sarà il Renato Zero di “Mi vendo” e dell’album “Zerofobia”, contenente brani quali “Morire qui”, “La trappola”, “L’ambulanza” e soprattutto “Il cielo”, che più di ogni altro è espressione del suo pensiero. Da “Zerofobia” a “Zerolandia”, altra raccolta di successo: è l’album di “Triangolo” (con quel ritornello “Il triangolo no”, divenuto oramai un modo di dire allusivo in più circostanze), “Fermoposta” e “Sbattiamoci”, che vanno a completare precedenti messaggi in favore della vita e contro l’aborto e la droga, oppure vanno contro il sesso troppo facile, come la canzone “Sesso o esse”. A rafforzare l’immagine di Renato Zero è poi il seguito di fan, che inizialmente sono definiti “zerofolli”, ma che ben presto divengono i “sorcini”, termine coniato dopo una serata a Marina di Pietrasanta, nella quale Renato Zero ebbe a dire “Sembrano tanti sorci” nell’osservare ammiratori e ammiratrici con il motorino che aveva attorno. E proprio a loro, il cantautore ha dedicato il brano “I figli della topa”, pezzo che si trova nella raccolta “Artide Antartide” e “A braccia aperte”, contenuto nell’album “Cattura”. Per i suoi ha messo in piedi anche le “Sorciadi” allo stadio Eucalipti di Roma.

GLI ANNI DEL “TRIANGOLO”… E DEL “TRAPEZIO”, DELLA ZEROFOBIA E DI ZEROLANDIA, POI SEMPRE     “PIU’ SU”

Al 1973 risale la prima raccolta ufficiale della sua carriera, che si intitola "No! Mamma, no!"; fra le canzoni vi sono "Paleobarattolo" e appunto “No! Mamma, no!”. Del 1974 è invece "Invenzioni" con brani quali “Qualcuno mi renda l'anima”, “L'evento”, “Tu che sei mio fratello” e “Depresso”. Nel 1976 prepara un nuovo album e la sua prima tournée, entrambi con uno stesso filo conduttore: "Trapezio"; per la prima volta entra in classifica, nella hit parade dei dischi più venduti, il suo 45 giri dal titolo "Madame/ Un uomo da bruciare", che sale fino alla quindicesima posizione. Inoltre, con "Madame" partecipa al Festivalbar 1976 e alla trasmissione Rai “Zero & Company”. L’anno seguente, il 1977, Renato si rimette al lavoro, realizzando "Zerofobia" con tanto di spettacolo che reca lo stesso titolo dell’album. Sarà un gran successo di vendite, così come il 45 giri "Mi vendo/Morire qui". Nel 1978, Renato Zero crea la Zeromania Music Edizioni e una nuova etichetta: Zerolandia, distribuita dalla casa discografica Rca. E Zerolandia  è anche il titolo del suo nuovo lp: una sorta di viaggio senza passaporto, nella terra senza tempo e senza certezza. I brani di Zerolandia diventano veri e propri “cult”: si tratta de “La favola mia”, “Sogni di latta”, "Triangolo", “Sesso o esse”, “Sbattiamoci”, “Una guerra senza eroi” e “Uomo no”, che conquistano subito le classifiche. È del 1979 l’uscita nelle sale cinematografiche del film “Ciao nì!”, che lo vede protagonista e che ottiene il successo auspicato e anche la creazione di Zerolandia, ovvero un tendone preso in affitto dalla nota famiglia circense dei Togni. Dello stesso anno è anche l’uscita di “EroZero”, con il singolo Il carrozzone/Baratto, che arrivano fino al primo posto delle classifiche, rimanendovi per otto settimane e vincendo in settembre la “Gondola d’Oro”. Il ’79 è poi l’anno di Fantastico Zero, ovvero la prima edizione di una serie di “Fantastico” abbinata alla Lotteria Italia e condotta da Pippo Baudo; facile intuire il duplice significato del termine “Zero”, con Renato che canta la sigla. L’anno 1980 gli riserva il dolore per la perdita del padre, Domenico, al quale dedica “Tregua” e il 45 giri Amico/Amore sì, amore no sale anch’esso in testa alla classifica, ma le soddisfazioni non sono terminate: nel marzo del 1981 esce il doppio live “Icaro”, che contiene anche “Più su” e che raggiunge un successo senza precedenti e in estate questo brano è in una facciata del singolo che contiene anche “Galeotto fu il canotto”. Dopo quella estate, però, inizia a lavorare su un nuovo album, che ha per tema centrale gli opposti: bianco e nero, bene e male, polo nord e polo sud; non a caso, la raccolta si chiama “Artide e Antartide” e vincerà il premio per il disco più venduto dell’anno, con un milione e 300mila copie. È un album diverso dai precedenti a livello di sound e frutto della collaborazione con la band progressive Osanna, con il sassofonista Elio D'Anna del gruppo R&B Showmen e con il suo chitarrista Corrado Rustici; i brani del doppio album hanno contenuti di denuncia sociale: “Pionieri”, “Ed io ti seguirò”, “Marciapiedi”, “Non passerà”, “Sterili”, “Padre nostro”, “Il jolly”, “Gente” e “Stranieri”. Nel 1982 partecipa come ospite fisso con un suo spazio alla trasmissione Fantastico 3, dove presenta brani storici del suo repertorio, intervallati con altri della nuova produzione, raccolta nel doppio album "Via Tagliamento 1965/1970". Il disco è un tributo al periodo del Piper e arriva subito al primo posto in classifica dove resta per otto settimane consecutive. Fra i brani vi sono anche due sigle di “Fantastico”: una è “Soldi” e l’altra è “Viva la Rai”. Nel 1983, esce il minialbum estivo “Calore” e c’è subito il pezzo forte: “Spiagge”, ma l’escalation di Renato Zero subisce una sorta di arresto, nell’anno in cui (siamo nel 1984) chiude il tendone di Zerolandia; per la presentazione del nuovo album, decide di indire una conferenza stampa allo Zoo di Roma vestito con una pelle di leone e con pigmei al seguito.

LA FLESSIONE, POI LA RIPARTENZA CON “I MIGLIORI ANNI”

Il disco “Leoni” riesce a salire fino in cima alla classifica per poi però riscendere subito: il primo sintomo di una crisi che si protrarrà fino alla fine degli anni ’80. Poco prima del Natale 1984, Renato Zero registra in diretta un album composto da vecchi successi riarrangiati dal maestro Renato Serio, che dirige l’orchestra sinfonica della Rai, mentre nel 1986 abbandona i suoi costumi variopinti per esibire un look più sobrio; il brano “Oggetti smarriti” dà il via a una nuova era del cantautore e a livello di vendite raggiunge le 100mila copie; non va bene, invece, l’album “Zero”, quello di “Siamo eroi” e “Più o meno”, che non supera il 13esimo posto nelle classifiche e allora è il viaggio del 1989 nel Regno Unito a cambiare il vento: incontra il produttore Geoff Westley (già di Claudio Baglioni, Riccardo Cocciante, Mango e Bee Gees e Phil Palmer, collaboratore di artisti quali Bob Dylan, Paul McCartney, i Dire Straits e i Pet Shop Boys. Il disco “Voyeur”, registrato a Londra, segna la rinascita e il ritorno al successo di Renato Zero, che nel 1991 prende parte al Festival di Sanremo con “Spalle al muro”, canzone scritta da Mariella Nava che si piazza al secondo posto dietro “Se stiamo insieme” di Riccardo Cocciante. Il disco live Prometeo, nel quale viene inserito il brano “Spalle al muro”, contiene anche “L’equilibrista”, che sale in hit parade fino alla terza posizione e a Natale ecco la pubblicazione de “La coscienza di Zero”. Ritorno in tv nel 1992 in occasione di “1, 2, 3… Rai” con Giancarlo Magalli e Barbara De Rossi; nel ’93, esce il nuovo album “Quando non sei più di nessuno” e la nuova partecipazione al Festival di Sanremo con “Ave Maria” porta come bilancio un quinto posto, ma di fatto una grande vittoria dal punto di vista morale con un applauso del pubblico che dura oltre 4 minuti. E sempre nel ’93, torna sulle scene con la tournee “ZerOpera” nei principali teatri italiani. La sua produzione non conosce soste: così, nel 1994, si presenta con “L’imperfetto”, disco girato allo Studio Fonòpoli di Roma con tredici musicisti e coristi, mentre nel 1995 pubblica “Sulle tracce dell’imperfetto”, omaggio ai trent’anni di carriera con assieme l’orchestra dell’Accademia Musicale italiana diretta dal maestro Renato Serio. E’ il disco nel quale si trova “I migliori anni della nostra vita”, divenuta una fra le sue canzoni più celebri anche perché sigla iniziale delle varie edizioni della trasmissione televisiva Rai “I migliori anni”, condotta da Carlo Conti. E non è finita: nel 1998, l’album “Amore dopo amore” vende un milione e mezzo di copie e il suo pezzo forte, “Cercami”, è uno fra i più belli in assoluto di Renato Zero, capace di suscitare grandi emozioni anche a distanza di oltre venti anni. E del 1998 è anche il singolo Il coraggio delle idee/Matti, con quest’ultimo pezzo che continua ancora oggi a essere la sigla del programma “Ciao Darwin” su Canale 5, condotto da Paolo Bonolis con assieme Luca Laurenti. Nel 2000, Renato Zero è conduttore del programma “Tutti gli zeri del mondo” nelle vesti di showman, ma per lui c’è anche una grana: l’accusa di lesioni e minacce verso un ex dipendente. Sarà assolto dopo cinque anni; intanto, nel 2001, rivede la vetta delle classifiche discografiche con “La curva dell’angelo” e nel 2002 tocca il mezzo milione di spettatori con il tour “Prove di volo”, caratterizzato dal “picco” di Roma: oltre 70mila biglietti venduti e tutto esaurito allo stadio Olimpico. Ospite del varietà “Stasera pago io”, condotto da Fiorello, Renato Zero si esibisce ne “La carroza”, versione spagnola de “Il carrozzone”. Nuovi successi di vendite discografiche a fine 2003 con l’album “Cattura”, che contiene non solo un altro suo grande successo, “Magari”, ma anche brani quali "Come mi vorresti", “Figlio” (dedicato a Roberto, il giovane da lui adottato legalmente proprio quell'anno), “L'altra sponda” (in cui si invitano i gay e gli "esclusi" a non vergognarsi di sé stessi) e “Naturalmente strano”. Ancora tour di straordinario successo nel 2004 con Cattura il sogno/Il sogno, superato soltanto da quello degli U2; il doppio tutto esaurito allo stadio Olimpico gli fa meritare l'ironico titolo di "nuovo imperatore di Roma". Il dvd " Figli del sogno" risulta il più venduto dell'anno, poi il 2 luglio 2005 partecipa al  Live8  romano al Circo Massimo, eseguendo “Cercami” e “Nei giardini che nessuno sa” e duettando con Claudio Baglioni e Laura Pausini sulle note de "I migliori anni della nostra vita" davanti a 700mila persone e in diretta mondiale sui canali Bbc e Cbs. Anche “Il dono” scala la vetta della hit parade e delle classifiche di vendita, pur senza la promozione dei passaggi radiofonici: i grandi network non trasmettono i suoi brani e lui compone il polemico brano “Radio o non radio”. Particolari gli eventi datati 2004: scrive “Il nostro festival”, che gareggia allo Zecchino d’Oro e in dicembre viene ricevuto in Vaticano, nell’aula Paolo VI, dove canta “la vita è un dono”, dedicata a papa Giovanni Paolo II.

TOUR, VENDITE E SOLIDARIETA’: E’ SEMPRE UN SUCCESSO

I suoi tour hanno sempre il successo garantito: anche “Zeromovimento”, nel 2006, è caratterizzato dal tutto esaurito e intanto, in febbraio, rifiuta il premio alla carriera che avevano intenzione di dargli al Festival di Sanremo. “Renatissimo!” è la raccolta con la quale festeggia i 40 anni di carriera ed esce il 17 novembre 2006 in tre diverse versioni: copertina color oro, copertina color argento ed edizioni limitate. Il 2007 è l’anno in cui due sue canzoni vanno a Sanremo con interpretazione di Al Bano e di Jasmine e lui fa il 60% di share a notte inoltrata sul palco dell’Ariston. Il 2008 vede Renato Zero nell’inedito ruolo di “stilista”, che lancia la sua prima linea di occhiali dal titolo “Nero d’Autore”, per poi partecipare a “Carràmba che fortuna”, ma il 2009 l’anno della novità: il suo nuovo album, “Presente”, contiene 17 brani inediti e nel videoclip compaiono vip quali Paola Cortellesi, Massimo Ghini, Asia Argento e Giorgio Panariello. “Presente” si porta appresso una novità: non ha appresso alcuna casa musicale. È la prima volta nella storia della discografia che un artista importante non si avvale di una major o di una etichetta indipendente affermata per la produzione, il marketing e la distribuzione del proprio album; la raccolta di Renato Zero è superata solo da Tiziano Ferro a livello di vendite ed entra direttamente al primo posto in classifica con il triplo disco di platino conquistato in soli sette giorni. In giugno, Renato Zero organizza un concerto allo stadio Olimpico di Roma in favore dei terremotati dell’Aquila e in ottobre parte lo ZeroNoveTour, il suo ennesimo tour e “Presente” riesce nel 2010 a conquistare il disco di diamante. Il 2010 è anche del 60esimo compleanno, che festeggia con concerti capaci di superare i 100mila spettatori paganti in 11 giorni, ma non si dimentica ancora della solidarietà: nel dicembre del 2011 con un concerto al 105 Stadium di Genova, il cui ricavato viene devoluto alle vittime dell’alluvione di novembre e nel settembre del 2012, in favore dei terremotati dell’Emilia. In entrambe le circostanze, ci sono con lui altri celebri artisti dello spettacolo. Nel 2013, esce l’album “Amo – Capitolo I” e il 4 marzo si esibisce nel concerto di Rai Uno per celebrare quello che sarebbe stato il 70esimo compleanno di Lucio Dalla, cantando “L’anno che verrà”. Il 9 settembre è ufficializzato il secondo capitolo di “Amo” e in novembre è la volta del terzo. Il 2014 è l’anno che lo vede protagonista di un bando di concorso che per finalità quella promuovere e valorizzare i contenuti, le strutture e il valore sociale dei suoi testi e il 2015 è caratterizzato dalla partecipazione ad “Amici”, il talent show di Maria De Filippi, nella veste di giudice della prima puntata, ma anche dal concerto di agosto al Teatro del Silenzio di Lajatico (Pisa), nel quale duetta con Andrea Bocelli sulle note de “Il carrozzone”. Il 2016 inizia con la partecipazione al Festival di Sanremo in qualità di “super ospite”, che ripropone una carrellata dei suoi grandi successi: La favola mia/Più su/Amico/Nei giardini che nessuno sa/Cercami/Il cielo/I migliori anni della nostra vita e su richiesta di Carlo Conti  esegue due versioni di Triangolo e Mi vendo. Infine, rivela il titolo del 28º album in studio "Alt", in uscita l'8 aprile 2016, ed esegue il brano inedito Gli anni miei raccontano. “Alt” sarà certificato dalla Fimi come disco di platino. Il 17 settembre 2016 torna in televisione, su Rai 1, dopo 16 anni per condurre uno show tutto suo dal titolo "Arenà - Renato Zero" si racconta. Sono presenti anche alcuni ospiti tra cui Francesco Renga, Emma Marrone, Elisa, Sergio Castellitto, Carlo Giuffrè ed il trio toscano Pieraccioni-Conti-Panariello. E siamo agli ultimi anni: maggio 2017, esce "Zerovskij"...Solo per amore" e nel 2018 vengono pubblicati due cofanetti live: il primo, "Zerovskij solo per amore live" che raccoglie i momenti più salienti del live in due cd, con un'anteprima nelle sale cinematografiche del concerto a metà marzo 2018; il secondo si intitola "Alt in tour" ed esce a novembre 2018. Nel corso degli ultimi mesi del 2018 annuncia l'uscita di una raccolta ("Mille e Uno Zero") composta da 33 uscite settimanali attraverso TV Sorrisi e Canzoni. A inizio 2019, Renato Zero vola a Londra, dal produttore Trevor Horn, già partecipe nella realizzazione di "Amo" (2013), per realizzare il nuovo lavoro Zero il folle, uscito il 4 ottobre 2019 e seguito da un tour. L'album è anticipato, ad inizio maggio, dal singolo "Mai più da soli", presentato dal cantautore nella penultima puntata di Amici di Maria De Filippi, il giorno dopo l'uscita. Il videoclip del singolo, girato a Londra, è diretto da Gaetano Morbioli. Il 4 ottobre viene pubblicato il disco “Zero il folle” in 4 copertine: è il suo 30esimo album in studio. E siamo all’ultimo attuale capitolo: in occasione del lockdown per il Covid19, l’artista collabora gratuitamente con il Ministero degli Esteri per diffondere nel mondo un messaggio video di promozione della cultura italiana assieme ad Andrea Bocelli, Alberto Angela, Mezzotono, Tiziano Ferro, Massimo Ranieri,  Mario Biondi, Noa, Gilberto Gil, Paolo Conte  e Uto Ughi. Questo personaggio, più o meno amato e più o meno apprezzato, ha comunque imposto il suo modo di fare, gli ha dato ragione e davanti alle sue iniziative di solidarietà anche i non ammiratori gli hanno riconosciuto i meriti: solo i “grandi” sono capaci di fare questo.

Redazione
© Riproduzione riservata
09/08/2020 12:57:16

Giulia Gambacci

Giulia Gambacci - Studentessa universitaria, si sta laureando presso l’Università degli Studi di Siena in Scienze dell’Educazione e della Formazione. Ama i bambini e stare insieme a loro, contribuendo alla loro formazione ed educazione. Persona curiosa e determinata crede che “se si vuole fare una cosa la si fa, non ci sono persone meno intelligenti di altre, basta trovare ognuno la propria strada”. Nel tempo libero, oltre a viaggiare e fare lunghe camminate in contatto con la natura, ama la musica e “pasticciare” in cucina.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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