Opinionisti Alessandro Ruzzi

Il luna park di Arezzo Fiere Congressi

Una attrazione dopo l'altra

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Non era stato difficile prevedere che il consiglio d'amministrazione di Arezzo fiere congressi (AFC) del 25 gennaio sarebbe stato rinviato ed anche il rinvio si sarebbe concluso con un niente di fatto.

Ne riparleremo il 16 febbraio, se va bene. Perché il rinvio del rinvio pare dovuto a "questioni tecniche", mica seghe.

E' evidente che esistono grandi differenze fra il socio di maggioranza (Regione Toscana, circa 41%) e gli altri, quindi meglio parlare di questioni tecniche. Perché sennò si potrebbe capire che qualcuno non vuole vedersi indicare come quello che deve mettere i soldi, specialmente da quelli che soldi non ci vogliono mettere (perché non può per legge, perché non ce li ha, perché spera che ce li metta un altro, perché vuole soltanto incassare tributi, eccetera eccetera) e quindi aveva intenzione di portare in fondo il nuovo contratto con la cessione delle fiere orafe a favore di Italian exibition grop (Ieg). Comunque anche la Regione Toscana non può mettere i soldi in una società che fa acqua e in questa i soci si vergognano dei conti arrivando a continui rinvii dell'approvazione dei bilanci.

Certo che a Firenze veder circolare nomi evidentemente non concordati quali presidente del polo fieristico aretino deve aver spinto a rompere ogni indugio. Anche perché Comune di Arezzo e Provincia di Arezzo sono in mano a amministratori politicamente non allineati alla giunta regionale toscana, quindi l'esagerato attivismo del Sindaco di Arezzo che anche in fiera Vicenza ha organizzato riunioni con aziende orafe di sua scelta (quasi fosse lui il padrone che decide le sorti di AFC) ha contribuito a esacerbare gli animi.

In particolare difficoltà sarà la camera di commercio con un vicepresidente molto vicino all'amministrazione comunale aretina e con un presidente che invece è vicino al presidente della regione.

Quindi parecchio meglio parlare di questioni tecniche: ma in che mani siamo?

Ma soprattutto la gran parte degli orafi aretini come sta vivendo questa situazione paradossale?

Perché, magari approfondendo il discorso su quelli che hanno partecipato alle riunioni carbonare ad Arezzo o a Vicenza perché hanno degli interessi diretti e propri, gli altri hanno intuito che la Regione non ha intenzione di salvare le fiere orafe aretine per fare il favore alle amministrazioni locali (che poi dopo ci si farebbero belle).

Ossia, se oroArezzo e goldItaly devono continuare a vivere di vita propria, non avverrà attraverso i soldi della Regione Toscana.

Il presidente della Provincia di Arezzo in un comunicato fuoco e fiamme ha detto che la Regione insieme al presidente di AFC hanno portato avanti e concluso l'accordo con Ieg: perché sorprendersi, visto quanto gli altri soci hanno fatto? Ci sarebbe anche da chiedersi come immagina la presidenza della Provincia di ridurre lo stock di debito, una sua illuminazione su questo aspetto forse mi farebbe cambiare idea.

La Regione, che su questo accordo era appoggiata dalle precedenti gestioni sia di Provincia che di Cciaa, deve cavarsi questa castagna dal fuoco, e lo deve fare inventandosi una soluzione. Soluzione che poi sarebbe sempre la stessa che vale in tutte le situazioni in cui i conti non tornano: piccioli, ci vogliono i piccioli; mettere i soldi in cassa insomma.

Qui tutti vogliono botte piena e moglie ubriaca, ma non hanno neanche i soldi per comprare il vino. Perché Tizio vuol fare presidente, perché Caio vuol fare il consigliere, ma sempre soltanto con il culo, ossia i quattrini, degl'altri.

Considerato che in questi mesi nessuno ha fatto un briciolo di riflessione su quali sono gli obiettivi di questo polo fieristico (assistere ad un trasmissione locale -che secondo loro fa tendenza- è stato indicativo del buio pesto sui temi fondamentali), non sentire identificare neanche il più minimo contributo alla soluzione, direi che non ci sono altre situazioni: regaliamo quello scatolone a Rimini (Ieg) e andiamo a mangiare un panino al mercatino.

Per il prossimo Natale potrebbero allestire la mostra delle renne di babbo natale ad Arezzo fiere congressi. Perché di manifattura ad Arezzo non se ne parla più, oramai siamo lanciati verso i servizi più raffinati, si dovrà considerare la città del mercatino.

Redazione
© Riproduzione riservata
31/01/2019 08:42:08

Alessandro Ruzzi

Aretino doc, ha conseguito tre lauree universitarie in ambito economico-aziendale, con esperienza in decine di Paesi del mondo. Consulente direzionale e perito del Tribunale, attento osservatore del territorio aretino, ha cessato l'attività per motivi di salute, dedicandosi alla scrittura e lavorando gratuitamente per alcune testate giornalistiche nelle vesti di opinionista. alessandroruzzi@saturnonotizie.it


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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