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Dentro la Guinza, il tunnel sospeso tra due mari: dalla grande incompiuta al rilancio della E78

Parola ai sindaci e presidenti dei vari comitati: tra speranza e scettisimo
La Galleria della Guinza rappresenta uno dei casi più emblematici delle grandi infrastrutture italiane incompiute, ma anche uno dei cantieri che, negli ultimi anni, è tornato al centro dell’attenzione per il possibile rilancio della cosiddetta E78 “Fano–Grosseto”, più comunemente conosciuta come la Strada dei Due Mari. Un’opera pensata per collegare in modo diretto il versante adriatico e quello tirrenico attraversando l’Appennino centrale, con l’obiettivo di migliorare i collegamenti tra Marche, Umbria e Toscana e favorire lo sviluppo economico delle aree interne. L’idea di un collegamento trasversale tra le due coste italiane risale al secondo dopoguerra, quando si iniziò a immaginare una rete infrastrutturale moderna capace di ridurre l’isolamento delle zone appenniniche. Tuttavia, è tra gli anni ’70 e ’80 che il progetto assume una forma più concreta, fino ad arrivare alla pianificazione della Galleria della Guinza, nel tratto tra la valle del Tevere e il confine marchigiano. La galleria, scavata sotto il valico della Guinza, avrebbe dovuto rappresentare il cuore del collegamento: un tunnel di grande importanza strategica in grado di superare una delle barriere naturali più complesse dell’Italia centrale. I lavori vengono avviati nel 1989, sotto la gestione dell’ANAS e degli enti territoriali coinvolti nel progetto della E78. La realizzazione del tunnel procede inizialmente con entusiasmo, ma ben presto emergono le prime difficoltà tecniche, economiche e amministrative. Il cantiere subisce rallentamenti e interruzioni, tipici di molte grandi opere infrastrutturali italiane. Nonostante ciò, nel corso degli anni ’90 e nei primi anni 2000, viene completato lo scavo della cosiddetta “canna unica”: un tunnel di circa 6 chilometri che attraversa l’Appennino sotto il valico della Guinza. Nel 2004 la struttura risulta completata dal punto di vista civile: la galleria esiste, è percorribile al suo interno dal punto di vista strutturale, ma non è ancora attrezzata per il traffico veicolare. Mancano infatti tutti quelli che sono gli impianti di sicurezza, la ventilazione, l’illuminazione definitiva e soprattutto le infrastrutture di emergenza indispensabili per l’apertura al pubblico. È in questa fase che la Guinza diventa simbolicamente una “grande incompiuta”, di fatto si incaglia: un’opera realizzata solo a metà del suo potenziale funzionale. Lo stop alla messa in esercizio della galleria è legato a diversi fattori. In primo luogo, nel tempo sono cambiate le normative europee e nazionali sulla sicurezza dei trafori stradali, soprattutto dopo alcuni gravi incidenti verificatisi in altri tunnel alpini all’inizio degli anni 2000 oppure quello del marzo 1999 all’interno del tunnel del Monte Bianco quando un autoarticolato belga prese fuoco e provocò 39 vittime oltre a devastare la galleria. Le nuove regole – quindi - impongono standard più elevati in termini di vie di fuga, sistemi antincendio, ventilazione e gestione delle emergenze. A questo si aggiunge la mancanza di opere complementari fondamentali: la Galleria della Guinza, infatti, rappresenta solo un tratto della E78 e non può essere utilizzata senza il completamento dei collegamenti stradali a monte e a valle. Per anni, proprio la frammentarietà del progetto complessivo ha impedito di trovare una soluzione definitiva. Il risultato è stato un lungo periodo di stallo, durante il quale la galleria è rimasta inutilizzata, diventando uno dei simboli più noti delle difficoltà italiane nella realizzazione delle grandi infrastrutture. Tra il 2005 e gli anni successivi, la Guinza è rimasta sostanzialmente ferma. In alcuni periodi si è discusso di possibili riaperture parziali o di utilizzi temporanei per fini tecnici o di manutenzione, ma senza mai arrivare a una reale messa in esercizio. Parallelamente, anche il progetto complessivo della E78 ha vissuto fasi alterne, tra finanziamenti intermittenti e nuovi rallentamenti burocratici. Nel frattempo, la galleria ha assunto un valore simbolico sempre più forte nel dibattito pubblico: quello di un’opera incompiuta ma strategica, capace di rappresentare al tempo stesso le potenzialità e le criticità della pianificazione infrastrutturale italiana. Negli ultimi anni lo scenario è cambiato. La E78 è tornata tra le infrastrutture considerate prioritarie a livello nazionale e regionale, con nuovi finanziamenti e un rinnovato interesse istituzionale. In questo contesto, anche la Galleria della Guinza è tornata al centro degli interventi programmati. Sono stati avviati lavori di adeguamento e messa a norma della struttura esistente, con particolare attenzione agli aspetti di sicurezza, ventilazione e impiantistica. Parallelamente si lavora anche sui lotti esterni, indispensabili per garantire poi la piena funzionalità del collegamento viario tra Umbria e Marche. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere percorribile almeno la canna esistente nel medio periodo, aprendo così una prima fase operativa della infrastruttura. Si tratta di un passaggio fondamentale che, se completato, rappresenterebbe una svolta dopo decenni di attesa. Nonostante i progressi, restano ancora aperte diverse questioni. La principale riguarda il completamento dell’intero tracciato della E78 e la possibile realizzazione di una seconda canna della galleria, ipotesi che permetterebbe di adeguare l’opera agli standard più moderni di sicurezza e capacità di traffico. Il dibattito resta aperto anche sul piano economico e politico, ma la direzione sembra oggi più definita rispetto al passato: trasformare la Guinza da incompiuta storica a infrastruttura funzionante e strategica per l’Italia centrale. La Galleria della Guinza, a oltre trent’anni dall’avvio dei lavori, rimane comunque un caso emblematico. Da un lato rappresenta le difficoltà del Paese nel portare a termine grandi opere complesse; dall’altro, però, testimonia anche la possibilità di recuperare infrastrutture esistenti e valorizzarle in una prospettiva di lungo periodo. Se il progetto E78 riuscirà a essere completato, la Guinza potrà finalmente assumere il ruolo per cui era stata concepita: non più simbolo di incompiutezza, ma snodo fondamentale di collegamento tra due versanti strategici dell’Italia centrale. Il 2027, infatti, potrebbe essere l’anno storico della sua messa in funzione.
Se la galleria della Guinza dovesse aprire nei tempi annunciati, quanto cambierebbe il futuro economico e infrastrutturale dell’Alta Valle del Tevere?
FABRIZIO INNOCENTI, sindaco di Sansepolcro
“Per quanto riguarda la Guinza è doveroso sempre usare prudenza fare gli scongiuri. Se ne parla da decenni di questo progetto, e mi piace intanto ricordare che il primo a interessarsene fu un figlio nobile della nostra valle nell’immediato dopoguerra, Amintore Fanfani. Condizioni climatiche particolarmente avverse e, soprattutto, mancati finanziamenti e indecisioni sul tracciato di collegamento con la E45 sul versante umbro, hanno rallentato di parecchio l’opera. Dopo oltre 20 anni di blocco dei cantieri, nel 2024 sono finalmente ripresi gli interventi. Ricordo che questo traforo è fondamentale per la piena fruibilità della Fano-Grosseto o Due Mari, arteria che come si comprende dal nome intende creare un asse trasversale oggi mancante tra il versante adriatico e tirrenico di questa parte d’Italia appenninica. Strada dunque che interessa da vicino la nostra Valtiberina, i suoi collegamenti e la sua economia. L’apertura della Guinza è ora prevista per la fine del 2027, sarei felice fosse anche nei primi mesi del 2028. Certo, sarebbe auspicabile che sia completata nei tempi previsti in entrambi i sensi di marcia, creando un autentico ponte fra Toscana, Umbria e Marche pienamente percorribile”.
ENEA PALADINO, sindaco di Citerna
“L’apertura della prima canna della galleria della Guinza rappresenterebbe un passaggio importante per l’Alta Valle del Tevere e per l’intero collegamento tra Adriatico e Tirreno. Dopo oltre trent’anni di attese, si inizierebbe finalmente a mettere fine a una delle grandi incompiute infrastrutturali del nostro Paese. È giusto riconoscere quindi che questo risultato arriva grazie all’impegno del Governo Meloni, che ha dimostrato attenzione verso opere strategiche rimaste bloccate per troppo tempo. Lo sblocco della Guinza sarebbe infatti un segnale concreto per cittadini, imprese e amministrazioni locali che da decenni attendono infrastrutture moderne ed efficienti. Detto questo, occorre distinguere il giudizio sulla Guinza da quello relativo al progetto attualmente previsto per il tratto della E78 nel Comune di Citerna. La nostra amministrazione ha sempre sostenuto la necessità di completare la E78, ma continua a ritenere fortemente critiche le soluzioni progettuali sviluppate negli anni passati, nell’ambito dell’impostazione voluta dal Governo Conte e Draghi e dall’ex commissario straordinario Simonini. Non siamo contrari all’opera, ma a un tracciato che riteniamo eccessivamente impattante sotto il profilo paesaggistico, ambientale e dello sviluppo futuro del territorio. Per questo continuiamo a chiedere una revisione del progetto secondo le soluzioni alternative che negli anni sono state condivise dai sindaci della vallata e che consentirebbero di coniugare le esigenze infrastrutturali con la tutela del paesaggio e delle comunità locali. L’apertura della Guinza sarebbe quindi una buona notizia. La sfida successiva sarà completare la E78 nel modo giusto, realizzando un’infrastruttura utile senza penalizzare il territorio che la ospita, ma soprattutto focalizzare le energie per la creazione della seconda canna della Guinza”.
STEFANO VESCHI, sindaco di San Giustino
“Per quanto riguarda la riapertura della galleria della Guizza, i tempi annunciati sono già stati disattesi: si parlava del 2026 e, ancora oggi, i lavori risultano molto indietro. Inoltre, l’intervento riguarda soltanto la marcia dalle Marche verso l’Umbria a senso unico. È vero che così si realizza un collegamento tra Marche e Umbria, ma in modo molto limitato: dalla E78 ci si aspetta ben altro. Questa apertura, di fatto, non cambierà quasi nulla; anzi, rischia di produrre effetti negativi sulla Provinciale 200, che non è ancora pronta a sostenere una mole di traffico significativa. Sarebbe invece auspicabile la realizzazione della seconda canna, così come il collegamento dalla Toscana alla E45 e il tratto tra Selci-Lama e la Guizza. Sono queste le opere davvero importanti per la nostra comunità e per l’economia del territorio. La mia posizione è netta: questa strada deve essere completata nel più breve tempo possibile”.
LUCA SECONDI, sindaco di Città di Castello
“I lavori alla Guinza sono un segnale che si auspica sia di ripartenza nei confronti dell'intera infrastruttura, ma ovviamente il rifacimento di un'unica canna non è sicuramente soddisfacente in linea generale, perché la necessità della struttura viaria complessiva porta a considerare necessario e fondamentale avere intanto due canne in modo tale che ci sia una doppia viabilità dalle Marche verso Umbria e dall'Umbria verso le Marche. In particolare è necessario il completamento della E78 del tratto umbro: perché attualmente se non seguono ulteriori lavori di avanzamento dell'infrastruttura, porta il traffico in un'unica direzione dalle Marche verso l'Umbria e limitatamente al traffico leggero poiché l'infrastruttura finisce su una provinciale che ha una carreggiata estremamente ristretta. Quindi, se i lavori della Guinza sono l'avvio di un percorso che può essere letto positivamente anche se non vedendo ancora ulteriori fondamentali sviluppi di finanziamento dell'intero infrastruttura, sicuramente questo desta preoccupazione”.
ALFIERO MARCHETTI, sindaco di Mercatello sul Metauro
“Il completamento di questa infrastruttura contribuirà alla crescita economica e culturale del territorio. Oggi il legame con le realtà locali è diventato fondamentale: sempre più turisti scelgono destinazioni meno conosciute per immergersi nella cultura, nelle tradizioni e nell'autenticità dei luoghi, alla scoperta delle bellezze del territorio e delle persone che lo abitano. Una viabilità più moderna e scorrevole valorizza le attività economiche, favorisce lo sviluppo sociale e rende il territorio più attrattivo. Si tratta di un fenomeno in costante crescita, apprezzato anche da quei visitatori che fino a pochi anni fa privilegiavano esclusivamente le località più famose e affollate. La galleria Guinza, lunga circa sei chilometri, parte dal versante marchigiano e termina in quello umbro. Da qui la E78 prosegue verso San Giustino e la Valtiberina toscana. Il nuovo tratto consentirà di ridurre sensibilmente i tempi di percorrenza, evitando il valico di Bocca Trabaria, posto a 1.049 metri di altitudine e caratterizzato dalle difficoltà tipiche di una strada di montagna. Un collegamento più diretto, senza deviazioni né rallentamenti, renderà gli spostamenti più rapidi e sicuri, alleggerendo inoltre il traffico nei numerosi centri abitati attraversati dall'attuale percorso. Per i mezzi pesanti, invece, al momento non sono previste modifiche: il transito nel nuovo tratto non è ancora consentito. Esistono progetti per la realizzazione della seconda galleria, ma al momento sono ancora in fase di studio”.
GIANLUCA CIRIGNONI, comitato “Apriamo la Guinza”
“Innanzitutto speriamo che si apra nei tempi annunciati perché in questi decenni di annunci ne abbiamo sentiti tanti, di tutti i tipi e buoni per tutte le necessità politiche di chi li ha pronunciati; fondamentalmente poi si sono rivelati quello che erano, cioè pura propaganda. Come politico, come portavoce del Comitato interregionale Apriamo la Guinza che raccolse migliaia di firme a sostegno dell’apertura della galleria della Guinza continuo a ribadire che il collegamento della galleria della Guinza e delle infrastrutture ad essa connesse, almeno con la viabilità ordinaria di fondovalle, costituirebbe un eccezionale volano di sviluppo economico per territori già storicamente intimamente legati. Le terre di Piero della Francesca - ossia l’Alta Valle del Tevere, l’Alta Valle del Metauro, l’Alta Valle del Foglia l’entroterra cesenate e le città di Arezzo e Urbino - costituirebbero un super territorio finalmente ben collegato da sud a nord e da est a ovest con grandi potenzialità turistiche, economiche e produttive che in un futuro prossimo potrebbe anche pensare ad un’unità amministrativa. Per lo sviluppo sono necessari i collegamenti veloci e comodi e la galleria della Guinza costituisce proprio un collegamento veloce comodo e sicuro tra le nostre valli e quindi imprescindibile che sia messa al servizio dei nostri territori, come è imprescindibile che sia risolta la questione del tratto toscano della E45: un altro asse essenziale della nostra viabilità che giace ormai da decenni in una situazione di perenne cantierizzazione con tutti i pericoli e i disagi che ne conseguono per i cittadini per gli utenti e il danno anche di immagine per i nostri territori che invece sono operosi e fieri della propria identità. Ribadisco che il tratto toscano della E45 e la Guinza essendo opere fondamentali per i nostri territori, bisognerà per il futuro immaginare una gestione diversa da quella di Anas istituendo un unico ente gestore partecipato dagli enti locali quali i Comuni, e Province che queste infrastrutture attraversano. Grazie alla galleria della Guinza e ad un E45 moderna e sicura, porteremo le terre di Piero al loro Rinascimento”.

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