Rubrica Lettere alla Redazione

Le opere d'arte devono tornare al Borgo

Le precisazioni di Bruno Tredici

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Sansepolcro è riconosciuta città d'arte non solo per la presenza del grande Piero dello Francesca, ma anche per le innumerevoli opere d'arte di vari artisti locali e non che sono custoditi nel museo e nelle numerose chiede cittadine e spesso anche nei palazzi gentilizi del centro storico. A questo proposito vorrei portare all'attenzione della città che molti anni fa, io e mia moglie, in una domenica di bel tempo ci recammo al Santuario della Verna e nell'occasione visitammo una bella mostra di pitture antiche di Madonne con il Bambino. Fummo comunque colpiti in particolare per un quadro (un grande tondo) raffigurante Madonna con Bambino e non restaurato. Ma quello che ci colpì era la provenienza (Proveniente dalla Cattedrale di Sansepolcro): noi non sapevamo che in Duomo ci fosse tale opera e incominciai a fare domande a destra e manca per sapere se qualcuno sapesse di questo tondo. Ora posso dire che il tondo è ad Arezzo, presso il deposito del Museo Nazionale di Arte Medioevale e Moderna. Ma perché è lì? Sa quanti anni è lì? Perché non ritorna a Sansepolcro? Se deve stare chiuso in un deposito ad Arezzo può rimanere a Sansepolcro in un deposito, sennò che lo restaurino e ce lo ridiano. Un altro pezzo di storia è ad Arezzo da quando venne in visita San Giovanni Paolo II che dormì proprio nel vescovado aretino. L'allora vescovo, Monsignor D'Ascenzi, volle inserire nella camera da letto dell'allora pontefice un bellissimo crocifisso che apparteneva al tesoro della Cattedrale di Sansepolcro e precisamente opere che erano del vescovo Costaguti di cui abbiamo tutto, escluso questo crocifisso. Il prestito temporaneo sembra diventato definitivo (come al solito) ma io credo invece che quello che appartiene a Sansepolcro debba ritornare alla città, dunque a distanza di anni ancora nessuno ha pensato di riportare questo crocifisso nel luogo dove è stato prelevato. Detto questo spero che chi di competenza intraprenda tutte quelle iniziative atte a fare in modo che sia il tondo presso il deposito del museo che il crocifisso del Costaguti presso il vescovado aretino, ritornino a casa loro e che il tesoro del Costaguti si ricomponga nella sua interezza. Non facciamo in modo che tutto vada nel solito raccapricciante dimenticatoio come spesso avviene.

Bruno Tredici

Redazione
© Riproduzione riservata
28/04/2026 16:01:12


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