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Alessio Ferranti: "La politica, per me, non è ambizione personale ma impegno quotidiano"

"Importante é ascoltare, trasformando le idee in azioni concrete al servizio della comunità”
Generazione Futuro è lo spazio dedicato ai giovani che non aspettano il cambiamento, ma lo costruiscono ogni giorno. Ragazze e ragazzi che si distinguono per talento, impegno e visione, lasciando il segno nei più diversi ambiti. Storie di passione, idee innovative e scelte coraggiose che parlano di futuro: dalla cultura all’innovazione, dallo sport al sociale, senza tralasciare la politica; volti e idee che fanno la differenza. Un racconto autentico di chi crede nei propri sogni e lavora per realizzarli. Perché il domani ha già un volto, ed è quello delle nuove generazioni.
Mi presento: “Mi chiamo Alessio Ferranti, ho 23 anni e sono studente di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Perugia. Da giugno 2023 sono anche consigliere comunale del Comune di Umbertide. Lavoro presso la Croce Bianca Tifernate di Città di Castello”.
1. ORIGINE
Da dove parti: qual è il contesto personale, sociale o culturale che ti ha formato?
“Parto da un contesto personale e sociale molto concreto, fatto di relazioni dirette e attenzione ai problemi quotidiani delle persone. Sono cresciuto in un ambiente in cui la comunità conta davvero e dove la politica non è mai stata qualcosa di astratto, ma uno strumento per dare risposte reali. Ho iniziato a fare politica a 16 anni, avvicinandomi alla Lega, spinto dal desiderio di capire come funzionano le istituzioni e di incidere sulle decisioni che riguardano il territorio. Quell’esperienza mi ha formato sia dal punto di vista umano che culturale: mi ha insegnato l’importanza dell’impegno, dell’ascolto e del confronto, anche duro, ma sempre legato alla realtà delle persone che rappresenti. Da lì è nato un percorso di crescita che unisce studio, lavoro, impegno amministrativo e militanza politica, con l’obiettivo di trasformare le idee in azioni concrete al servizio della comunità”.
2. DIFFERENZA
In cosa senti di distinguerti davvero rispetto ai tuoi coetanei?
“Non ci sono i presupposti per distinguermi dai miei coetanei né di considerarmi diverso. Ognuno ha il proprio modo di essere e il mio è solo uno tra tanti, fatto di sensibilità, riflessione, ascolto e di un percorso personale che continuo a costruire nel tempo”.
3. SCELTA
C’è stata una scelta, controcorrente o rischiosa, che ha segnato il tuo percorso?
“Una scelta che ha segnato il mio percorso è stata la candidatura alle elezioni comunali del 2023 come consigliere a Umbertide. Non è nata da un’ambizione personale, ma da una richiesta che mi è stata fatta da tante persone e che ho deciso di accogliere come una sfida: mettermi in gioco, assumermi una responsabilità e provare a dare un contributo concreto, pur con consapevolezza dei limiti e della complessità del ruolo”.
4. RESPONSABILITÀ
Quando hai capito che il tuo impegno non riguardava solo te, ma aveva un impatto sugli altri?
“Con il tempo, attraverso l’impegno quotidiano sul territorio, ho capito che ciò che facevo non riguardava solo me stesso, ma aveva un significato più ampio. Ogni piccolo gesto, ogni presenza e ogni ascolto contribuivano, anche in modo semplice, al bene della comunità nel suo insieme, facendomi comprendere che l’impegno vero è sempre condiviso”.
5. COMPETENZA
Qual è la competenza (o il valore) che ti ha permesso di emergere più degli altri?
“Non credo ci sia un valore o una competenza che mi faccia emergere più degli altri. Credo piuttosto che il fatto di prestare costantemente attenzione alle problematiche del territorio e di rispondere a tutti, anche a chi la pensa diversamente da me, mi abbia permesso di svolgere il mio ruolo al servizio di tutta la comunità, e forse questo ha contribuito al riconoscimento che ho ricevuto”.
6. OSTACOLI GENERAZIONALI
Qual è l’ostacolo più grande che la tua generazione deve affrontare oggi negli ambiti in cui sei impegnato?
“In ambito politico, l’ostacolo più grande è la crisi di fiducia: sfiducia nelle istituzioni, forte polarizzazione, diffusione della disinformazione e incapacità della politica di rispondere con rapidità a problemi sempre più complessi. Questo rende difficile un confronto democratico credibile ed efficace”.
7. CREDIBILITÀ
Come si conquista credibilità quando si è giovani, soprattutto in contesti dominati da figure più esperte?
“La credibilità, quando si è giovani in contesti politici dominati da figure più esperte, si conquista secondo me con competenza, coerenza e responsabilità, dimostrando di conoscere a fondo i problemi reali, di saper ascoltare prima di parlare e di mantenere nel tempo posizioni chiare e motivate, così che l’impegno quotidiano, la serietà delle proposte e la capacità di trasformare le idee in azioni concrete diventino più forti dell’età anagrafica”.
8. FALLIMENTO
Hai mai fallito in modo visibile? Cosa ti ha insegnato sul tuo ruolo e sui tuoi limiti?
“Fino ad oggi non ho mai fallito in modo visibile, però il ruolo che ricopro insegna che non si possono promettere mari e monti, perché non tutte le segnalazioni possono essere risolte subito. Alcune trovano risposta rapidamente, altre sono più complesse, richiedono tempo, passaggi istituzionali e collaborazione. Questa esperienza rafforza il senso di responsabilità, aiuta a comunicare con maggiore onestà e ricorda che il compito di chi rappresenta non è creare illusioni, ma lavorare con serietà, trasparenza e costanza”.
9. VISIONE
Che idea di futuro stai cercando di costruire, nel tuo lavoro o nella società?
“L’idea di futuro che cerco di costruire è quella di una società equilibrata e solidale, capace di guardare alle nuove generazioni offrendo loro opportunità reali nel mondo del lavoro, senza però dimenticare chi è più fragile. Un futuro che investe sui giovani in termini di formazione, dignità e prospettive, ma che allo stesso tempo tutela gli anziani, sempre più esposti alla precarietà economica e sociale, riconoscendone il valore e garantendo protezione, servizi e rispetto. Solo un modello che unisce crescita e cura può essere davvero sostenibile”.
10. EREDITÀ
Se tra dieci anni qualcuno dovesse ricordarti, per cosa vorresti essere ricordato?
“In ambito politico, tra dieci anni vorrei essere ricordato non tanto per una singola opera o decisione, ma per essere stato una persona sempre disponibile, presente e raggiungibile sul territorio, capace di ascoltare, di esserci nei momenti importanti e di rappresentare un punto di riferimento concreto per la comunità”.

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