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Sottosopra: "mettiamo a nudo" Leonardo Franceschi, giornalista e uomo dello spettacolo

Il conduttore radiotelevisivo racconta la sua intensa vita

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Sottosopra, la rubrica dove un personaggio pubblico viene “messo a nudo”. Una chiacchierata a 360° gradi nella quale vengono affrontate numerose tematiche, dalla vita privata al lavoro, dalla politica all’economia e tanto altro. Accendiamo i riflettori in questa puntata con Leonardo Franceschi: anni 70 anni, giornalista, conduttore radiotelevisivo, uomo dello spettacolo e pensionato.

CHI È LEONARDO FRANCESCHI?

“E’ ancora un ragazzo, di Arezzo, di buona famiglia nato al confine tra Sant’Andrea e Colcitrone; piazza San Michele tanto per intenderci. La mia bisnonna era Carmela Capacci, una nobile che riposa oggi a Lippiano: fu diseredata perché sposò un musicista; ma, benché diseredata, gli toccarono cinque poderi in Valtiberina e una casa nel corso di Arezzo. Pensate un po’ questi Capacci cosa potevano avere a Firenze, perché di lì erano originari. Da quel matrimonio nacque Lidia, mia nonna, madre del mio babbo per poi avere me. Ho frequentato geometri, poi architettura seppure non l’ho terminata, ma alla fine ho fatto tutt’altra cosa entrando in televisione. Vuoi sapere come ho fatto? Ero a Firenze, studente dell’ultimo anno, c’era Sterling Saint Jacques (un ragazzo di colore con gli occhi azzurri) che lavorava in Rai: tutti pensavano che aveva le lenti a contatto, io mi trovavo tra il pubblico e il conduttore mi chiese cosa ne pensassi. Gli risposi, testuali parole, ‘io ho le prove che ha gli occhi azzurri, però non è di colore poiché è un maestro di sci della Valtellina verniciato a forno dal Bonarini’. La mia fortuna è stata che in quel momento era presente l’editore in tv, un certo Cioni, che mi fece chiamare e mi ha voluto in tv come caratterista. Presi quindi parte a questa Tele Marte, una delle prime tv libere: dopo poco comprarono Tele Onda di Arezzo e mi chiesero di lanciarla; feci a quel punto la Gioc’onda. I giochi su Tele Onda di Leonardo ed ebbi fortuna, in quel momento mi scoprii uno bravo in diretta. Dopodiché andati prima ad Arezzo Tv e poi a Teletruria e via via”.

COSA RICORDA DELLE SUE ESPERIENZE IN RADIO E DOVE HA LAVORATO?

“La prima è stata Arezzo Radio Tv dei fratelli Martini, ti parlo quindi del 1974: era la prima radio in Toscana e la quinta in Italia. Pensa che con 150 Watt a Poti disturbavamo l’aeroporto militare di Grosseto. Oggi, se vuoi fare Arezzo centro, ne servono quasi 4000 di Watt. Poi Gianfranco Ballerini aveva Radio Diffusione Poppi e volle cambiare insieme a me in Radio Italia 5: da lì Radio Life, Radio Valtiberina e Radio Rai Uno perché con Pupo ho fatto due anni del programma ‘Attenti a Pupo’; però non sono mai voluto andare a Roma. Io credo che una persona deve andare fuori quando non ha il lavoro a casa, non lo ritengo un motivo di vanto andare a lavorare a Milano o Roma. Cosa mi cambia far ridere al Borgo o nella Capitale?”.

SE LE DICO ENZO GHINAZZI COSA MI RISPONDE?

“…in Arte Pupo. Semplice! Sono 30 anni di lavoro, Enzo mi ha voluto con lui. In quel momento stavo collaborando con Ezio Greggio a Milano, per i testi di una trasmissione che si chiamava ‘Drive In’. Pupo venne ospite e mi chiese, essendo entrambi di Arezzo, di andare a lavorare con lui: provammo e quella cosa è andata avanti per 30 anni. Nel frattempo ho lavorato con Marco Masini e Ivan Graziani. Sono quei posti che quando poi sei dentro diventi uno di fiducia. Con Pupo è nato qualcosa di più, una società che ora purtroppo si è rotta: noi eravamo soci finché io non ho rotto la cosa, e mi è dispiaciuto molto, però lo ammetto che non ho un bel carattere. Sono un duro, dico quello che penso, ma purtroppo non penso a quello che dico”. 

COSA RICORDA CON PIACERE DELLA SUA INFANZIA?

“Ricordo sicuramente San Michele, Colcitrone, la Giostra del Saracino e io sono per Porta Crucifera. Benché ero al confine tra Sant’Andrea e Colcitrone, io dovevo essere per i biancoverdi di Sant’Andrea però c’era il famoso ‘Chita’ che tutti i giorni mi cazzottava e alla fine mi convinse ad essere di Porta Crucifera. Però ricordo che si giocava al pallone in piazza San Michele, per il corso che ancora era a due sensi; Arezzo, in quegli anni, era ancora un paesone non c’erano i franchising come oggi. C’erano le botteghe, i negozi: in piazza San Michele ho avuto anch’io un negozio di abbigliamento, il Banana Diffusion”. 

A CHE ETA’ HA FATTO SESSO LA PRIMA VOLTA?

“E chi se lo ricorda. Oramai sono vecchio. Bo, forse a 18 anni”.

DOVE SI DIFFERENZIA IL SUO LAVORO TRA TELEVISIONE E LA RADIO?

“Tutta un’altra cosa, la radio è la culla della fantasia mentre la tv è il posto dove devi far vedere ciò che fai. Certamente, a mio avviso, è più stimolante la radio perché puoi far credere alla gente quello che vuoi. Purtroppo c’è una disparità di guadagno: chi fa questo lavoro in televisione lo fa perché guadagna troppo di più. Oggi radio e tv soffrono, l’emittenza locale è diventata un problema”.

CON QUALI PERSONAGGI DELLO SPETTACOLO, CON CUI HA COLLABORATO NELLA SUA CARRIERA È RIMASTO IN BUONI RAPPPORTI?

“Con tutti, perché con Masini mi sono molto divertito. Ivan Graziani veniva spesso a Lippiano e c’era un ottimo rapporto. Io ho fatto tutte le mie sigle televisive a Cattabrighe, in provincia di Pesaro, dove aveva lo studio Graziani con il bassista di Lucio Dalla, Domenico Loparco; questo in certe emittenti locali con cui ho lavorato e collaborato non è mai stato capito. Non mi è mai stato riconosciuto, la tv si fa in un altro modo”.

MOLTI LA ETICHETTANO COME UN GRANDE “TOMBEUR DE FEMME”: LEI COSA RISPONDE?

“Una volta, da ragazzo, mi chiamavano banana, ora c’è rimasta solo la buccia. La posso riassumere così”.

LEI NON A FIGLI, UNA SCELTA O NON CI SONO STATE OCCASIONI?

“Un mix delle due cose: prima di tutto ero preoccupato che venissero come me, poi quando ho capito che forse era il caso ero troppo grande. Sono cose che capitano, diciamo così”.

HA MAI PENSATO DI ENTRARE IN POLITICA?

“No, assolutamente no nonostante mi sia stato anche proposto. Molti pensavano che fossi fascista, mentre altri un comunista: proposte mi sono arrivate da entrambe le parti, pensate un po’. Non ho mai ceduto, anche perché mi sono accorto che uno di questi due partiti voleva sfruttare la mia figura a livello cittadino. Non vado a votare, l’ho fatto l’ultima volta a Monterchi proprio perché Romanelli è un amico di famiglia; l’ho votato come persona, non credo ai politici”.

QUAL È IL PROGRAMMA CONDOTTO CHE RICORDA CON AFFETTO?

“Sicuramente ‘Perizoma, vivere per un pelo’ insieme ad Antonello Antonelli. Abbiamo fatto cose che se le avessimo fatte ora si andrebbe dritti in galera. Era veramente divertente. Poi purtroppo morì Jacopino e di recente anche il ‘professor Zichiccheri’ (Luigi Nazzareni). Sono i più bei ricordi che ho: noi si trasmetteva e tutte le sere, insieme ai miei collaboratori, si andava poi a cena fuori. Altri tempi”.

SCELGA I NOMI DI TRE PERSONE CHE CONSIDERA VERAMENTE AMICI

“Antonello Antonelli, Augusto Tocci e il terzo lo lascio in sospeso, perché ce ne sono tanti altri. Non mettetemi in difficoltà”.

LE “CAZZATE” PIU’ GROSSE CHE HA FATTO IN AMORE E NEL LAVORO?

“Se c’è tempo, posso stare qui 3 mesi a raccontarle. In amore è stata lasciare per un certo periodo mia moglie che è la donna adatta a me: con la Lilli sono sposato dal ‘92-’93, ci siamo allontanati e poi ritrovati. È stata la mia prima fidanzata, vera, seria. Sul lavoro ne ho fatte tante, per esempio venire via da Radio Italia 5: il tutto è avvenuto per motivi di principio, perché Gianfranco Ballerini non comunicava più direttamente con me, ma per interposta persona; siccome mi aveva assunto lui, quando mi sono accorto che dovevo rendere conto ad un comitato non mi è più interessato”.

QUAL È IL LUOGO PIU’ BIZZARRO DOVE HA FATTO L’AMORE?

“Non mi ricordo, forse davanti alla biblioteca di Arezzo: dove adesso ci sono i giardini pubblici, ben curati, una volta c’era un boschetto; oltre che quello più strano, è stato anche il posto in cui ho fatto la figura di m… più grande”.

COSA NE PENSA DEI SOCIAL E DEI LEONI DA TASTIERA?

“Per l’amor di dio. Pensate che ciò il Brondi come telefono. L’altro giorno una signora, all’interno di un ufficio, mi disse di scaricare l’App… gli risposi che al massimo posso avere l’appetito; se mi invitava a cena glielo dimostro. I leoni da tastiera sono dei ‘deficienti che una volta venivano emarginati nei bar’. Dico che è gente molto pericolosa, sarebbe bene regolarizzarla”.

CON QUALE DONNA DELLO SPETTACOLO LE PIACEREBBE ANDARE A CENA?

“Premetto che le donne comiche non mi fanno ridere. Potrei andare a cena con la Berlinguer, anche se è un po’ troppo impostata”.

QUAL È IL CAPO DI BIANCHERIA INTIMA CHE LE PIACE PARTICOLARMENTE IN UNA DONNA?

“La guepiere, chiaro! Se uno non è scemo. Che vuoi che dica, i calzettoni da giocatore?”.

QUALI SONO I SUOI HOBBY PREFERITI?

“Le passeggiate. Sono un ex cacciatore che purtroppo ha subito la morte di due cani, bravissimi, nell’arco di 6 mesi: come con Jacopino e Zichiccheri ho smesso la radio, ho fatto la stessa cosa con la caccia. Mi piace però molto camminare, quasi tutti i giorni almeno un’ora lo faccio che sia nel bosco o lungo il Cerfone”.

HA INGOIATO DEI “ROSPI” NELLA SUA CARRIERA CHE OGGI NON ACCETTEREBBE?

“No, purtroppo se ingoiavo qualche rospo potevo anche essere il direttore del New York Time. Di occasioni ne ho avute davvero tante. Per fare un esempio quando facevo la trasmissione ‘Attenti a Pupo’, questa Barbara Condorelli che era la regista Rai di tutte le trasmissioni, più volte mi ha detto che dovevo trasferirmi a Roma perché due giorni alla settimana erano un po’ pochi: la mia risposta sai qual è stata? ‘Signora, io posso venire il martedì e il venerdì… perché c’è il silenzio venatorio. Io gli altri giorni vado a caccia’. Con Maurizio Bianconi, l’allora onorevole aretino, ho scritto 4 programmi per Italia Uno: abbiamo vissuto sei mesi insieme in una casa di Arezzo con la damigiana del vino sulla tavola la notte a scrivere i programmi. Ho scritto due canzoni per Pupo che danno il titolo ad un album, ‘Quello che sono’, che è in tutto il mondo però non mi sono mai vantato. Io penso che il successo sia un participio passato, è successo. Inutile andare a cercarlo a 70 anni: il rischio è di andare a dar solo fastidio ai giovani”. 

CI DICE CON LA MASSIMA SINCERITÀ I SUOI PREGI E I SUOI DIFETTI?

“Ripeto una frase di prima: dico quello che penso e non penso a quello che dico. Qui, purtroppo, c’è tutto: il pro e il contro. A me piace molto la toscanità, la gente schietta”. 

QUAL È LA PARTE FISICA CHE LA ECCITA PIÙ IN UNA DONNA?

“Le mani, i piedi e le labbra: la prima cosa che guardo in una persona, uomo o donna che sia, sono le mani perché si nota la cura che ha di sé stesso e degli altri. Dopo è ovvio, non disprezzo il seno e il sedere”.

LA SUO PARTNER LE CHIEDE DI PROVARE UNO SCAMBIO DI COPPIA, COME REAGISCE?

“Come si dice: piglio le uova e gli dico ‘fatte dare quelle de nana che noi gli se da quelle di pollo’. Che voi fare?”.

QUAL È IL PIATTO CHE A TAVOLA NON MANGEREBBE MAI E QUELLO INVECE CHE PREFERISCE?

“Ne preferisco una vasta gamma. Diciamo che il primo è sicuramente la carbonara poi sono i rognoni (il rene degli animali). Ce ne sono diversi anche di piatti che non apprezzo, per esempio la polenta non mi fa impazzire”.

TRE PERSONAGGI DELLO SPETTACOLO CHE NON SOPPORTA?

“Non sopporto Lino Banfi perché mi mette tristezza, Fabio Fazio e la Mannoia: lei mi piaceva un tempo ma oggi si ‘pontifica’ un po’ troppo”.

QUALI SONO I VALORI PIU IMPORTANTI CHE LE HA TRASMESSO LA SUA FAMIGLIA?

“Non mi ha trasmesso molti valori perché i miei si sono divorziati che io avevo 12 anni. Io avevo le chiavi di casa e uscivo per Colcitrone di notte, a quell’ora c’erano solo i delinquenti: non a caso erano tutti miei amici. Però sono stato molto fortunato, perché evidentemente essendo di famiglia benestante avevo degli amici con valori familiari buoni che mi hanno trasmesso; ero anche un ragazzino molto pauroso”.

C’E’ QUALCUNO DEI VIZI CAPITALI CHE NON HA? (SUPERBIA, AVARIZIA, LUSSURIA, IRA, GOLA, INVIDIA, ACCIDIA)

“No, quelli li ho tutti”.

COSA HA TROVATO IN SUA MOGLIE RISPETTO ALLE ALTRE DONNE CON CUI HA AVUTO DELLE RELAZIONI?

“Mia moglie è una persona splendida, una donna estremamente colta e intelligente. Appartenente ad una famiglia antica e all’antica. Poi, ovviamente, ha difetti come tutti: è vegetariana, mentre a me piace la ciccia. Cosa rappresenta mia moglie ora, a 70 anni? La mia mamma mi ha dato la vita, la vita mi ha dato mia moglie. È la catena più fortunata che mi potesse capitare”.

NEGLI ANNI COME È CAMBIATO IL MONDO DELLE RADIO, TELEVISIONI E DELLO SPETTACOLO?

“Totalmente. Una volta si faceva la cena della radio, oggi quello che trasmette prima di te neppure lo conosci. Prima c’era una sorta spirito di corpo, oggi non esiste più niente”.

C’E’ UNO SPETTACOLO O UNA TRASMISSIONE CHE LE SAREBBE PIACIUTO FARE MA CHE PER VARI MOTIVI NON CI SONO STATE LE CONDIZIONI?

“Si, ho avuto anche un invio a partecipare a ‘Quelli del calcio’ che era una trasmissione della Gialappa's che a me piace tantissimo. Fui segnalato dalla proprietaria di una radio che gli dette una mia cassetta e loro mi invitarono, però presupponeva che io firmassi un’esclusiva: la trasmissione durava sei mesi e io gliela dovevo dare per due anni; capisci che, se poi non funzioni, diventa un problema. Ecco, mi piacerebbe lavorare con la Gialappa's perché fanno la tv in maniera radiofonica”.

 COSA VORREBBE FARE DA GRANDE?

“Voglio stare tranquillo, proprio per questo sono venuto ad abitare in questo angolo di Toscana. Mia moglie sta a Lippiano, mentre io a Monterchi perché in casa mia vigeva una regola: la mia mamma con il suo marito vivevano in due case diverse; perché litighi meno, ogni volta che ti vedi è come se fosse la prima volta che ti vedessi. Voglio stare tranquillo e voglio leggere l’Eco del Tevere”.

Redazione
© Riproduzione riservata
04/03/2026 07:59:05


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