Rubrica Emilia Romagna

Brisighella

Il borgo ha dato i natali ad otto cardinali

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Il borgo si distingue per la spiccata vocazione all’ospitalità e al turismo sostenibile, tanto da essere inserito nel club dei Borghi più belli d'Italia e certificato dal Touring Club Italiano con la Bandiera Arancione.  Vanta inoltre importanti certificazioni quali “Città Slow” e “Città dell’Olio e del Vino”. L’elevato livello dei servizi turistici e la tranquillità dei luoghi, che si mescolano alla storia, alle tipicità enogastronomiche e alle numerose iniziative artistiche e culturali, ne fanno un luogo ideale per un soggiorno dedicato alla cura di se stessi e alla riscoperta di perdute emozioni.

QUANDO ANDARCI E COSA VEDERE

Se ogni periodo dell’anno è favorevole per un soggiorno, se ne consiglia una visita in particolare dalla primavera all’autunno inoltrato. Il paese è posto ai piedi di tre pinnacoli di gesso su cui poggiano la Rocca Manfrediana del XV secolo, la Torre detta dell’Orologio del XIX secolo costruita su un precedente fortilizio del 1290 e il Santuario del Monticino del XVIII secolo.

Il borgo, composto da un dedalo di viuzze acciottolate, tratti di cinta muraria, scale scolpite nel gesso, racchiude l’antica Via del Borgo meglio nota come Via degli Asini per il ricovero che offriva agli animali dei birocciai, una strada sopraelevata e coperta illuminata da archi di differente ampiezza.

A Brisighella, che ha dato i natali ad otto cardinali, numerosi sono gli edifici sacri; su tutti spicca la Pieve di S. Giovanni in Ottavo o Pieve del Thò, suggestiva basilica in stile romanico a tre navate, eretta attorno all’ottavo secolo e ricostruita in forma più ampia tra l’XI e il XII secolo.

Incastonati nei gessi di Brisighella, a pochi chilometri dal paese, il Centro Visite di Cà Carnè e la Grotta Tanaccia rappresentano alcuni tra gli ambienti più belli del Parco Regionale della Vena del Gesso romagnola.

Le numerose feste e sagre che si svolgono nel corso dell’anno contribuiscono a far conoscere i prodotti tipici, l’arte, la storia e l’architettura di questo luogo che conserva immutate tradizioni di fascino e bellezza.

APPUNTAMENTI DI RILIEVO

A maggio, per celebrare il Carciofo Moretto, prende vita la “Sagra del Carciofo Moretto”, una festa per acquistarlo nelle bancarelle dei produttori locali e degustarlo nelle tante ricette di cui è protagonista.

All’inizio dell’estate, a giugno, “Brisighella Romantica” è una speciale occasione per originali cene a lume di candela con tavoli all’aperto nel cuore del paese. A rendere ancora più uniche le serate, oltre ai piatti appositamente elaborati, anche mostre e intrattenimenti musicali sul tema dell’amore.

A novembre invece troviamo le 4 Sagra per 3 Colli. Il primo appuntamento è con la Sagra del Porcello, festa che ricorda l’antico rito contadino dell’uccisione e della successiva lavorazione della carne di maiale; per tutta la giornata verrà data la possibilità di assaporare prodotti come ciccioli, coppa di testa, prosciutti e salumi di Mora Romagnola, pregiatissima razza suina autoctona

La seconda domenica è dedicata alla Sagra della Pera Volpina e del Formaggio Stagionato. Le piccole pere volpine, prodotto autoctono della Valle del Lamone, si possono consumare bollite o cotte in vino o acqua, oppure al forno; magari assaggiando nel frattempo il rinomato formaggio stagionato brisighellese, un pecorino invecchiato in grotte di gesso.

Si continua poi con la Sagra del Tartufo, rivolta a tutti gli estimatori del tubero per eccellenza, un prodotto pregiato e squisito, immancabile per condire certe specialità e ricette. Durante la sagra sono in vendita i caratteristici tuberi nella varietà del bianco autunnale e del tartufo nero.

L’ultimo appuntamento è invece con la Sagra dell’Ulivo e dell’Olio.  La coltivazione dell’ulivo in terra brisighellese risale a tempi antichissimi: già in epoca romana l’ulivo era conosciuto, apprezzato e valorizzato. La sagra celebra e promuove il ricercato olio extravergine, il “Brisighello”, olio al quale è stata assegnata la denominazione d’origine protetta D.O.P. e il raffinato “Nobil Drupa”.

Notizia tratta da vieniviadiqui.it
© Riproduzione riservata
29/12/2020 07:03:21


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