Opinionisti Giorgio Ciofini

La questione femminile

È proprio vero che dietro a un grande uomo c’è sempre una grande donna?

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Dicono che, dietro a ‘n grande uomo, c’è sempre una grande donna. Il detto travalica le nostre antiche mura. Manco la grande muraglia e il vallum Adriani l’han fermato e, oramai, passa pe‘na verità rivelata. Sarà, ma a me mi puzza di bruciato e, se fossi una de loro, gli darei ‘na controllatina, come a l’omini che fanno tardi la sera ‘n ufficio. Dietro? Intanto anche ‘n amore son’i maschi che, di solito, se piazzon lì, soprattutto quelli ‘n po’ strutti, ma non mi fare ripetere ‘l proverbio relativo, sennò mi tocca mettere il parental controll e un so neanche come se fa.  A parte certi casi a luci rosse, ‘n casa son sempre le donne a sta’ ddavanti, ma fori da’le mura domestiche reston sempre de dietro. Da qui è nata la questione femminile, che non c’entra niente col diritto di voto, le pari opportunità e tutte quelle stronzate che gliàn fatto credere. Le donne, oramai lo sanno tutti, sono il vero sesso forte e campano anche più de noialtri, ma hanno un paio di lati deboli ‘n cui l’omini s’infilano come le carie nei denti. Praticamente son sempre ‘nnamorate e, quando ci s’innamora si perde ‘l capo. Ma loro voglion esse’ bbelle e piacenti anch’a novant’anni e, tra de sé, sono com’ il cane e ‘l gatto.  Meno male, però, che ciànno ‘ste debolezze, sennò l’omini farebbon la fine de l’api maschi.  Ora è notorio che quelli de ‘Rezzo sono sempre stati di sinistra dai tempi di Mario e Silla, che perciò ci rase al solo. Lasciando stare l’Etruschi, sono perciò più di dumila anni che si riflette su “la questione femminile”. Però, emancipati come siamo da dumila anni, l’aretine famose si contano su’le dita d’una mano e un ce n’è manc’una affrescata ‘n Sala dei Grandi. C’è stata, è vero, ‘na certa Sulpicia, poetessa romana ispirata dall’aria di Subbiano ch’affidò al verso le su’ pene d’amore d’esiliata ‘n una sperduta provincia della romanità, ma ancora Cristo ciaveva da nascere. Poi vennero le sante martiri Flora e Lucilla, Ippolita de l’Azzi, l’eroina del dopo Campaldino che pu’ non è manco esistita, Margherita Redi che dicono beata, ma chi lo sa, e Modesta Rossi l’eroica donna de la Resistenza, che non per via del nome ebbe una gloria molto più modesta di quella che si meritava. ‘Nsomma quattro o cinque e le più nobildonne, perché le plebee non avevano ‘l tempo di far le potesse e le beate men che meno, con tutto quello ch’avevano da fare ‘n casa. Eppure furono le donne del popolo, coi vecchi e i loro citti a difendere Arezzo dopo Campaldino. E l’omini allora ch’han fatto? Hanno ‘nventato n’Ippolata de l’Azzi perché le plebee, come si sa, son bone solo a fa’ lla calza. Perciò di loro ‘n tutta la nostra storia non si trova manco l’ombra. Direte che stanno tutte dietro, a l’ombra di tutti i grandi omini d’Arezzo? Ma allora unn’era meglio stare a quella d’un ombroso faggio a sonare il piffero, come faceva Titiro e fa ‘l maestro Fabbriciani? Ora tutto se pol dire, ma non che non ci piacia fare la festa a’le donne e, per la verità, piace anch’a loro, tant’è che s’è istituito l’8 marzo e ce si cava co ‘n mazzo di mimose. In pratica, a’ Rezzo, le donne se dividono in du’ parti. Di qua ce sono la mama, la moglie e’ ventuali sorelle, de là tutte quel’altre che son di facili costumi. Ora, dopo dumila anni, ci sembra venuto ‘l momento di fare ‘n po’ di giustizia e d’innalzare a tutte le donne, che son rimaste anonime a far l’angeli del focolare, ‘n monumento a l’angelo ignoto che s’onora su l’altare de’la patria, ch’almeno sarà sempre pieno di corone e di fiori, ch’a loro piacion tanto.

Redazione
© Riproduzione riservata
27/11/2019 16:25:12

Giorgio Ciofini

Giorgio Ciofini è un giornalista laureato in lettere e filosofia, ha collaborato con Teletruria, la Nazione e il Corriere di Arezzo, è stato direttore della Biblioteca e del Museo dell'Accademia Etrusca di Cortona e della Biblioteca Città di Arezzo. E' stato direttore responsabile di varie riviste con carattere culturale, politico e sportivo. Ha pubblicato il Can da l'Agli, il Can di Betto e il Can de’ Svizzeri, in collaborazione con Vittorio Beoni, la Nostra Giostra e il Palio dell'Assunto.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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