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A Roma le buche vincono il Giro d’Italia: una figuraccia

L’ultima tappa neutralizzata, i tempi fermati al terzo giro per non creare pericoli ai ciclisti

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Avrebbe dovuto essere un trionfo mediatico, l’arrivo del Giro d’Italia per la prima volta tra il Colosseo e i Fori Imperiali. Era la chiusura del cerchio tra Città Sante dopo la partenza da Gerusalemme ma per l’Italia era anche l’occasione di dare ai ciclisti quel fascino storico-patriottico che da sempre caratterizza il Tour de France con il suo arrivo sugli Champs Elysèes tra due ali di folla in festa e un tripudio di bandiere tricolori.  

La sindaca Virginia Raggi aveva messo al lavoro le sue truppe di operai per rattoppare le centinaia di buche presenti lungo il percorso. Ancora poche ore prima della partenza gli operai stavano chiudendo in fretta tutto quello che c’era da chiudere. Contenti i romani, finalmente avrebbero avuto delle strade meno pietose. Entusiasta la sindaca: «Siamo contentissimi di avercela fatta, di aver portato a Roma l’ultima tappa del Giro d’Italia. Roma è una città che vuole essere amica dello sport e della mobilità dolce. Seguiremo con attenzione ogni pedalata e che vinca il migliore». 

Hanno vinto le eterne buche di Roma e la capitale ne è uscita a pezzi, «una figuraccia in mondovisione», commentano le opposizioni politiche. Le pedalate sono state una fatica senza precedenti per gli atleti non abituati a un manto stradale in condizioni così disastrose. La «città amica dello sport e della mobilità dolce» secondo Virginia Raggi, per i ciclisti era un pericolo. Dopo i primi due giri gli atleti hanno iniziato a rallentare e a protestare. La maglia rosa Chris Froome e la maglia ciclamino Elia Viviani hanno parlato con gli ufficiali di gara per avvertire che sarebbe stato un rischio eccessivo continuare. L’organizzazione del Giro d’Italia ha accettato: hanno deciso di neutralizzare al termine del terzo giro la 21esima e ultima tappa per le strade di Roma di 115.0 km. I tempi, quindi, vengono fermati a sette giri dalla fine nel circuito cittadino previsto, a circa 80 km. dal termine ufficiale della gara.  

Gli Champs Elysèes sono lontani e il trionfo mediatico sembra soltanto l’usuale tonfo di una capitale che sembra incapace di suscitare il minimo orgoglio. 

La Stampa
© Riproduzione riservata
27/05/2018 22:16:17


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