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La città di Arezzo ospiterà i Play The Games 2027

La più importante manifestazione di Special Olympics sarà organizzata da All Stars Arezzo Onlus
La città di Arezzo ospiterà i Play The Games 2027, la più importante manifestazione nazionale targata Special Olympics. La responsabilità di organizzare questo grande evento è stata conferita ad All Stars Arezzo Onlus che ha già attivato una rete di sinergie con istituzioni, aziende, società sportive, associazioni e scuole per arrivare ad accogliere oltre seicento atleti e atlete con disabilità intellettiva che arriveranno da tutta Italia. L’appuntamento è fissato da giovedì 3 a domenica 6 giugno quando la città sarà protagonista di quattro giornate dedicate allo sport e all’inclusione con l’obiettivo di promuovere valori quali autodeterminazione, autonomia, partecipazione e condivisione.
I Play The Games di Arezzo saranno una sorta di campionato italiano del circuito Special Olympics per atletica leggera, bocce, pallavolo unificata e nuoto. Tra i momenti di riferimento della manifestazione rientreranno la cerimonia di apertura di venerdì 4 giugno con una sfilata tra le vie cittadine e la festa di chiusura con le premiazioni di sabato 5 giugno, inoltre verranno promosse occasioni per scoprire le bellezze di Arezzo con visite guidate rivolte ad atleti, tecnici, famiglie e operatori. In ogni giornata, ovviamente, saranno previste le gare delle diverse discipline: l’atletica leggera sarà ospitata allo stadio “Tenti” in virtù della collaborazione con l’Alga Atletica Arezzo, le bocce alla Bocciofila Comunale con l’Asd Bocce Arezzo, la pallavolo unificata al PalaMecenate con l’Asd Volley Arezzo e il nuoto al palazzetto Centro Sport Chimera con la Chimera Nuoto. «I Play The Games - commenta Claudia Del Tongo, presidente di All Stars Arezzo Onlus, - erano già stati organizzati ad Arezzo nel 2013 e nel 2019, ma quella del 2027 sarà l’edizione più significativa per il numero di atleti attesi e per le discipline previste. La volontà è che questa manifestazione diventi un’opportunità per tutta la città, capace di lasciare un segno e di rafforzare una cultura sempre più inclusiva».

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