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Dopo la caduta, l'orgoglio: l'Ascoli per ritrovare l'anima amaranto

A Marassi l'onda lunga dei Mille tornati a Quarto senza Garibaldi

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Reduce da una decina di giorni a Milano, ho saltato il Benevento e lo Stadio dei Marmi, per mia fortuna.  Rientrato in città i commenti di colleghi e tifosi, all'ora delle streghe, mi hanno fatto passare il sonno. Cosi' è venuto fuori questo contributo notturno, dovuto un po' all'insonnia e un po' alla situazione. Vado controcorrente, come i salmoni, dopo la discesa con la Storia. A Marassi l'onda lunga dei Mille tornati a Quarto senza Garibaldi, cullava il popolo amaranto e la squadra s'è addormentata sugli allori . Poi la cronaca  ha richiamato tutti due volte alla realtà, in vista dell'Ascoli. Proprio vero che il destino si diverte a giocare con noi, come fosse il Benevento, o la Carrarese. Nel caso dei piceni, è stato cinico, ma non è detto che sia anche baro. Spesso il calcio si diverte ad andare controcorrente, come me. Il fiero avversario della promozione, potrebbe insomma risvegliare l'orgoglio ferito, il cuore in avaria, la mente affogata nel porto di Genova. Alle volte basta il nome, come in una famosa reclame, per andare in bagno..
L'Ascoli non è Falqui, ma è l'occasione speciale, per riportare il sole ai piedi dell'etrusco colle, in una domenica.  Viceversa grandineranno chicchi grossi come uova di struzzo, su Arezzo e l'Arezzo. Ricoverate pertanto le auto nei garages, per uscire in Caroselli per le strade cittadine, come fosse il giorno del ritorno in serie B. Certovlbquesto è ancora l'Arezzo di Cutolo e Bucchi. Insieme loro l'hanno rifatto in C, insieme lo hanno riportato in B dopo 16 anni. Impossibile scindere meriti e colpe dei due, come nell'Arno l'acqua da quella del Vingone, o della Chiana. Chi non fa il mago o il chiromante, può solo affidarsi alla antica saggezza contadina, che aspettavano la pioggia dopo il sereno e viceversa. Tornato da Milano a notte fonda, sul Web, ho scoperto che si è passati dalle stelle alle stalle in dieci giorni! Così va il calcio made in Italy da sempre. Mai abbiamo imparato i suoi misteri, che sono la sua bellezza.  Con l'Ascoli in arrivo, passato e presente si mischiano in un fiume di passioni, che riempiranno il Città di Arezzo, il cuore in gola e, alla fine, si svelerà un pezzo di futuro. Ci è caduto in testa due volte il pietrone di Piazza Grande e le conseguenze ci hanno dipinto il corpo di un amaranto viola, che fa male e non ci piace. Come non ci piace il "Tutti a Casa" senza Alberto Sordi, che va di moda dopo Carrara. Non si è perso la guerra del quindicidiciotto, ma due partite, sia pur con disonore. Togliamoci pertanto dal petto le medaglie di Marassi, resuscitando l'antica saggezza contadina e l'orgoglio ghibellino, in vista dei papalini del Piceno.

Redazione
© Riproduzione riservata
31/10/2026 11:32:57


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