Riflessioni sulla mia città: Sansepolcro

Stiamo barattando la nostra autenticità in cambio di un'apparenza vuota
Oggi voglio esprimere alcune considerazioni su quello che vedo quotidianamente guardandomi intorno e dove faccio fatica a riconoscere il mondo in cui viviamo e, ancora di più, le persone che lo popolano.
Chi mi conosce sa perfettamente che vivo da sempre a Sansepolcro, il nostro Borgo, come usiamo dire noi che siamo nati e vissuti in questo splendido paese che ha dato i natali a grandi artisti come Piero della Francesca e Luca Pacioli. Un luogo che è profondamente cambiato negli ultimi anni, nella gente, nei profumi che si respiravano nei suoi vicoli, a livello economico, ma soprattutto nel modo di rapportarsi con gli altri.
Ho l'impressione che la gentilezza, la coerenza e la meritocrazia siano diventatati un lusso raro in questa città, sostituita da arroganza e una superficialità disarmante, con una corsa continua verso l'apparire anziché verso l'essere, naturalmente non possiamo fare di tutte le erbe un fascio, ma la “gramigna”, se non si elimina velocemente, “infesta” tutto il terreno.
Ognuno è concentrato unicamente sul proprio orticello, senza avere nessun interesse a lavorare per mettere insieme i vari orti, trasformandoli in una bella fattoria, perché se non si uniscono le forze, nella società di oggi si va poco lontano. La fretta e l'egoismo sembrano aver preso il sopravvento, soffocando l'ascolto e il rispetto reciproco. Ci si giudica con troppa facilità e ci si comprende con troppa poca pazienza. Ho come la sensazione che stiamo barattando la nostra autenticità in cambio di un'apparenza vuota, perdendo per strada i valori fondamentali che ci definiscono come persone.
Mi rifiuto di pensare che non è possibile cambiare questo modo di agire e pensare, ma soprattutto non mi piace che vadano avanti solo gli “Unti dal Signore”. Vorrei veder premiata la meritocrazia e detesto vedere la mia città in mano a una decina di “urlatori”, che vogliono imporre i loro pensieri.
Come è possibile che persone che hanno fatto poco o nulla nella vita o per questa città, riescono a tendere sotto scacco una collettività?
Cosa si nasconde dietro questi comportamenti?
C’è qualcuno che li manovra?
Nonostante tanta delusione, mi rifiuto di spegnere la speranza. Continuo a credere che esista ancora chi sa guardare oltre, chi sa ascoltare senza pregiudizi e chi ha il coraggio di andare diritto per la sua strada, per il Borgo, con la sua cultura, storia e tradizioni, per i figli, i nipoti e non per gli interessi dei “soliti noti”.
Punti di Vista
Imprenditore molto conosciuto, persona schietta e decisa, da sempre poco incline ai compromessi. Opera nel campo dell’arredamento, dell’immobiliare e della comunicazione. Ha rivestito importanti e prestigiosi incarichi all’interno di numerosi enti, consorzi e associazioni sia a livello locale che nazionale. Profondo conoscitore delle dinamiche politiche ed economiche, è abituato a mettere la faccia in tutto quello che lo coinvolge. Ama scrivere ed esprimere le sue idee in maniera trasparente. d.gambacci@saturnocomunicazione.it
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