Città di Castello e la “città del libro”

Inaugurata la XXVI edizione della Mostra mercato nazionale del libro antico
Città di Castello, la “città del libro”: pagine rare ingiallite dal tempo, opere originali di alto livello e garantite, cartografiche e vedutistica di pregio, codici manoscritti e miniati, incunaboli, testi scientifici, prime edizioni letterarie, incisioni di antichi maestri, grafica moderna di artisti di livello internazionale. Inaugurata oggi a Città di Castello, nella suggestiva dimora rinascimentale di palazzo Vitelli a Sant’Egidio, la XXVI edizione della Mostra mercato nazionale del libro antico e della stampa antica (promossa dall’Associazione Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, con i patrocini di comune, regione, fondazione cassa di risparmio di città di castello) punto di riferimento della bibliofilia nazionale e internazionale, con 40 espositori distribuiti il 30 stand, tra i più qualificati del panorama nazionale. A far sognare i bibliofili attesi da tutta Italia e anche dall’estero ci sono pezzi in vetrina di rarissimi e di grande valore selezionati dal coordinatore scientifico e curatore della mostra Giancarlo Mezzetti con il presidente dell’associazione Palazzo Vitelli a Sant’Egidio Fabio Nisi. Accanto al meglio della produzione libraria, autentiche rarità dell’incisione e della cartografia provenienti da tutto il mondo anche una inedita sezione, la prima in Italia di questo genere dedicata alle Sante e Beate Francescane presso il Monastero di clausura di Santa Veronica Giuliani. La manifestazione, fra le prime del settore a livello nazionale, punta a conservare la memoria e di valorizzare il pregio delle opere dell'ingegno e dell'arte lasciate nella storia da importanti autori letterari, maestri incisori e cartografi. Fra le rarità delle opere in vetrina, “Grafica multipli” ben tredici di Alberto Burri, tra cui due “cretti neri” e una “combustione” e poi una grafica originale di Lucio Fontana con taglio eseguito dal maestro, tre xilografie originali di Albrecht Durer, una acquaforte di Rembrandt. E poi una sezione riservata ad opere scientifiche con Newton, Renè Descartes, Robert Boyle, Cristoforo Clavio, Euclide, Biringuccio. Ed ancora un Libro d’Ore (Giuseppe Solmi studio bibliografico), autentica perla della storia, stampato da Antoine Verrard a Parigi nel 1510 e poi miniato: un ibrido tra manoscritto e stampa. Contiene 18 immagini miniate grandi e 29 più piccole, quotato oltre 20mila euro. E poi tre rarissime edizioni su rame dei primi sec. XVI (Il Muro di Tessa – Milano), Durante Castore (Gualdo Tadino, 1529 – Viterbo 1590), Herbario novo di Castore Durante, medico, Chartolarivs Perugia, insieme di opere scientifiche rare. Clavio, Biringuccio, Joannes de Sacrobosco. Fra le rarità sotto i riflettori, GEORGIUS AGRICOLA (BAUER GEORG), Glauchau, Sassonia 1494-Chemnitz 1555, DE RE METALLICA, Tradotto dalla prima edizione in latino del 1556 da Herbert Clark Hoover e Lou Henry Hoover con l'aiuto del prof. di latino Henry Rushton Fairclough. London, The Mining Magazine, 1912 editore. Albert Frost & Sons, Rugby - stampatore. L'esemplare è un "unicum" in quanto arricchito da una dedica autografa di H.C.Hoover al prof. H.R. Fairclough come ringraziamento. E' presente anche l'ex libris del destinatario. H.Clark Hoover (1874-1964) è stato Presidente degli U.S.A. dal 1929 al 1933. L’opera fondamentale in campo scientifico, è ritenuta essenziale per la nascita della mineralogia. E' il primo tentativo, insuperato nei due secoli successivi, di collegare la natura dei minerali alle loro proprietà fisiche (la chimica al tempo non esisteva). l'Autore, AGRICOLA GEORGIUS (BAUER GEORG-1494-1555), tedesco di nascita, dopo aver studiato medicina a Lipsia, esercitò la professione a Joachminstal, un importante centro minerario boemo. Li', la sua curiosità scientifica stimolò il suo interesse per le attività delle miniere, sia sotto l'aspetto tecnologico e mineralogico che sotto l'aspetto medico, cioè riguardante la salute dei minatori. Le conoscenze acquisite sono descritte nel suo lavoro, la cui realizzazione richiese circa venti anni causa le difficoltà per la preparazione del testo e soprattutto dell'apparato iconografico costituito da quasi 300 matrici silografiche di grande formato. La pubblicazione avvenne l'anno dopo la sua morte. Questa edizione è la prima traduzione inglese della edizione latina del 1556 e si deve a Herbert Clark Hoover (1874-1964) presidente U.S.A. dal 1929 al 1933, ed alla moglie Lou Henry, entrambi ingegneri minerari. La presente copia, edita nel 1912, è arricchita da una dedica autografa a Henry Rushton Fairclough (1862-1938), professore di latino a Stanford, come ringraziamento, peraltro esplicitato anche alla fine della prefazione, per il suo determinante contributo nella traduzione dal latino all'inglese. Altro “unicum” di grande pregio sia per i contenuti che per la sontuosa coperta, “Vita della Beata Margherita da Cortona”, manoscritto in 8°(cm 20x14) - Cortona 1704 (?) - cc. (348). Legatura rigida in piena pelle marrone, decorata a secco con motivi fitomorfi e volute. Una losanga centrale, fronteretro, con figura. All'interno nota autografa di possesso coeva: Giuseppe Parghi (forse riconducibile al francescano Giuseppe Antonio Paghi da Foiano). L’appuntamento di Città di Castello, fino a domani domenica 6 settembre, inaugura, dopo la pausa estiva, il ciclo delle grandi rassegne dedicate al libro e alla stampa antica e ne anticipa per certi aspetti alcune peculiarità e tendenze di un settore in continua crescita come ha confermato Gabriele Maspero, presidente, A.L.A.I. (Associazione Librai Antiquari d'Italia), fondata nel 1947, che raggruppa attualmente 101 librerie sparse su tutto il territorio nazionale. “La Mostra del Libro Antico di Città di Castello, svolgendosi a fine estate, apre la nuova stagione dell’antiquariato librario e ne segnala le tendenze: molti operatori ne osservano affluenza e riscontri per pronosticare l'andamento dell'autunno.” Come è ormai tradizione la rassegna ad ogni edizione intende ricordare un personaggio che appartiene alla storia della città. E’ la volta di Veronica Giuliani, badessa del monastero delle clarisse cappuccine di città di castello (appartenente al secondo ordine francescano) proclamata santa da Papa Gregorio XVI nel 1839, della quale peraltro l’anno prossimo si celebrerà il terzo centenario della morte. Nel pomeriggio di oggi alle ore 17:30 verrà inaugurata la mostra all’interno del chiostro del Monastero Santa Veronica Giuliani. Proprio per la presenza di una comunità di Sorelle Cappuccine, è sembrato opportuno agli organizzatori della Mostra del Libro antico che l’esposizione di questi testi avvenisse all’interno del Monastero: i libri antichi che verranno esposti, non raccontano soltanto un glorioso passato, ma sono testimoni di un passaggio di consegne che è arrivato fino a noi oggi attraverso la presenza viva e vitale di donne che hanno scelto di abbracciare il Vangelo come fecero Francesco e Chiara 800 anni fa. I testi che provengono dall’archivio del Monastero Santa Veronica Giuliani, dall’Archivio diocesano e dalla collezione privata dell’Avvocato Paolo Tiezzi. Il titolo che è stato dato all’evento è “Donne di Dio tra silenzio e parola”. Interverrà Alessandra Bartolomei Romagnoli, docente di Storia della vita religiosa e Letteratura agiografica e mistica nella Pontificia Università Gregoriana. La professoressa offrirà un contributo di alto livello sul tema: Mistiche francescane, tra Medioevo ed Età moderna. A completare questo viaggio all’interno dell’universo femminile francescano, ci sarà l’esposizione di preziose incisioni antiche insieme ad alcuni acquerelli dei luoghi francescani presenti nell’Alta Valle del Tevere. “Con l'occasione dell'omaggio a Santa Veronica Giuliani l'Associazione Palazzo Vitelli a Sant'Egidio – ha dichiarato il presidente, Fabio Nisi - intende anche sottolineare che le sante francescane furono capaci di crearsi spazi di autonomia spirituale e intellettuale all'interno di una chiesa fortemente gerarchica. D'altra parte i Gender Studios, a proposito delle sante francescane, richiamano la rottura degli schemi di genere e ridiscutono la classica visione della subordinazione della donna all'uomo nell'ordine francescano, considerando piuttosto "collaborazioni spirituali paritarie" relazioni come ad esempio quella fra San Francesco e Santa Chiara.” Nell’ambito dei festeggiamenti del centenario della libreria editrice Paci La Tifernate è presente un “assaggio” della mostra 100 anni di storia di libri belli, già allestita a giugno presso la biblioteca “Carducci” con alcuni volumi pubblicati nel corso di un secolo di storia. La Mostra Mercato di Città di Castello è anche particolarmente apprezzata per le attività a latere originali, di contenuto elevato, con autori e relatori specialisti della materia trattata. Subito dopo il taglio del nastro questa mattina alla presenza del sindaco, Luca Secondi, dell’assessore al Commercio e al Turismo, Letizia Guerri, della consigliera regionale, Letizia Michelini, di Fabio Nisi, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello e della Associazione Palazzo Vitelli a Sant’Egidio e di Giancarlo Mezzetti, curatore della mostra e di autorità istituzionali, civili e militari, si è svolta la presentazione della pubblicazione, “Loca Franciscana”, con descrizione ed immagini originali all’acquerello di alcuni significativi luoghi dell’alta del Tevere. Sono intervenuti, Fabio Nisi, Suor Chiara Sebastiano, presidente Fondazione Santa Veronica Giuliani ETS, don Andrea Czortek, vicario generale della diocesi di Città di Castello, Paolo Tiezzi Maestri, Massimo Tosi e Mara Radicchi. “Quello di inizio settembre a Città di Castello si conferma uno degli appuntamenti di settore più attesi in Italia che abbiamo la fortuna di poter ospitare da 26 anni e sul quale come amministrazione comunale continuiamo a investire con orgoglio”, hanno dichiarato il sindaco Luca Secondi, l’assessore al Commercio e al Turismo Letizia Guerri e il presidente del consiglio comunale, Luciano Bacchetta, ricordando l’indimenticato dirigente del comune, Gualtiero Angelini (ideatore e promotore instancabile della mostra che) e ringraziando il presidente dell’associazione Palazzo Vitelli a Sant’Egidio Fabio Nisi e il curatore della mostra Giancarlo Mezzetti “per il presidio culturale e scientifico che da sempre assicurano e che è uno dei fattori di successo della manifestazione”. Luogo della mostra: palazzo Vitelli a Sant’Egidio, fino a domenica 6 settembre: orari di apertura al pubblico, dalle ore 13 alle ore 19,30. Per informazioni: Segreteria Mostra 3389779751 / 075 855 5757, mail: libroanticocdc@gmail.com sito: www.mostralibroantico.it., www.cittadicastelloturismo.it.
Palazzo Vitelli a San Egidio Splendido edificio costruito intorno alla metà del XVI secolo per Paolo II Vitelli (1519-1574), celebre condottiero a servizio dei Farnese di Parma e dell’imperatore Carlo V. La facciata verso il giardino mostra un alto porticato a cinque arcate sostenute originariamente da colonne che, danneggiate dal terremoto del 1789, sono state inglobate nei grandi pilastri. Nelle ampie volte dell’ingresso e del porticato si possono osservare particolari architettonici e decorazioni pittoriche che richiamano modelli toscani. Non si conosce con certezza l’architetto, anche se alcuni studiosi ipotizzano l’intervento dell’Ammannati. Attraverso un’ampia scala, con volta affrescata da Prospero Fontana, si raggiunge il salone del piano nobile, un tempo vastissimo, che dopo un incendio nel 1686 venne ridotto nelle proporzioni attuali. Sulle pareti lo stesso artista, coadiuvato da Cristofano Gherardi, detto il Doceno, da Orazio Samacchini e dal Pomarancio ha illustrato le imprese della famiglia Vitelli. Seguono una serie di stanze, dagli splendidi soffitti cinquecenteschi a lacunari, intagliati, dorati e dipinti, o coperte a volte decorate con stucchi e pitture del ‘500 e del ‘600. Il Palazzo prospetta su quello che un tempo era uno splendido giardino all’italiana, dove troviamo ancora un boschetto di lecci e un ninfeo. Il vasto giardino è recintato a nord-est dalle antiche mura urbiche e in fondo, su un rialzo, appare l’elegante architettura della Palazzina Vitelli, costruita attorno ad una torretta medievale. La loggia è affrescata dal Fontana e dai suoi allievi con paesaggi, festoni di frutta e fiori e una scena mitologica.

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