Notizie Locali Comunicati

Arezzo, estate in standby: "TempoBello svanito nel nulla"

Pd: "Un progetto che negli anni scorsi ha rappresentato un sostegno per le famiglie"

Print Friendly and PDF

Siamo al 5 maggio e su “TempoBello” è calato un silenzio assordante. Un progetto che negli anni scorsi ha rappresentato un sostegno per le famiglie e un’opportunità educativa per bambini e ragazzi oggi sembra svanito nel nulla. Nessun bando, nessuna comunicazione, nessuna apertura delle iscrizioni. Un vuoto che non è solo amministrativo, ma politico.

Eppure, appena un anno fa, a fine aprile tutto era già avviato: enti e associazioni coinvolti, famiglie pronte a iscrivere i propri figli, un sistema che, pur con limiti, funzionava. Oggi invece Arezzo appare immobile, mentre a livello nazionale le risorse ci sono eccome. Per il 2026 sono stati stanziati 59 milioni di euro destinati proprio al potenziamento dei centri estivi e delle attività socioeducative per minori. Fondi reali, già comunicati ai Comuni. Allora dove si è inceppato il meccanismo?

La domanda è semplice e al tempo stesso pesante: Arezzo ha scelto di non utilizzarli o non è stata in grado di farlo? In entrambi i casi, la responsabilità è politica. Perché mentre altrove si programmano servizi e si sostengono le famiglie, qui si lascia tutto sospeso, scaricando sulle persone il costo dell’inefficienza.

Le conseguenze sono già evidenti. Le famiglie aretine si trovano senza alternative, strette tra lavoro e cura dei figli, mentre servizi come “Giocoquando” diventano di fatto inaccessibili a causa di criteri assurdi. Pretendere una dichiarazione del datore di lavoro che attesti l’impossibilità di usufruire delle ferie non è solo irrealistico: è un requisito che sfiora l’assurdo giuridico e mina diritti fondamentali. Nessun datore di lavoro serio si assumerebbe una simile responsabilità, e infatti il risultato è uno solo: escludere.

Questa non è cattiva burocrazia. È una scelta. Una scelta che colpisce soprattutto le famiglie più fragili e i bambini con disabilità, proprio coloro che dovrebbero essere al centro delle politiche pubbliche.

Il punto non è più chiedere “cosa è successo”, ma pretendere risposte immediate. Le risorse ci sono, i bisogni anche. Quello che manca è la volontà – o la capacità – di trasformarli in servizi. E in politica, quando manca questo, non ci sono scuse che tengano.

 

Valentina Vaccari consigliera comunale Partito Democratico

Redazione
© Riproduzione riservata
05/05/2026 14:27:42


Potrebbero anche interessarti:

Ultimi video:

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Bisogna essere registrati per lasciare un commento

Crea un account

Crea un nuovo account, è facile!


Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui ora.


Accedi

0 commenti alla notizia

Commenta per primo.

Archivio Comunicati

Umbertide, il 28 maggio atto finale dell’iniziativa di beneficenza pro-Unicef “Piantine solidali” >>>

Al via la quarta edizione di “Arezzo e le sue vallate” >>>

Geometra in pensione dona all'istituto di Soci un modellino del polo scolastico >>>

Dagli Stati Uniti all’Altotevere alla scoperta del tartufo >>>

Legge aree idonee Emilia-Romagna: cresce il fronte di associazioni e comitati contro le speculazioni >>>

Unicommercio prende posizione su disagi per i cittadini che utilizzano la tratta Perugia-Roma >>>

Grazie al CeSQ l’Alta Valle del Tevere riscopre le proprie radici >>>

Sangue, Arezzo è la provincia con più donatori: oltre 10mila per Avis Toscana >>>

Studenti a Sestino tra orti e frutteti a tu per tu con l'agricoltura pulita >>>

Ato Sud Toscana, Marcelli: "Ancora una volta penalizzati i piccoli Comuni e le aree interne" >>>