Rincari shock in Italia, dalle mele ai farmaci fino agli smartphone

I prodotti che pagheremo di più con la crisi in Iran e la chiusura di Hormuz
La chiusura dello Stretto di Hormuz, scatenata dagli attacchi Usa e Israele all’Iran, non colpisce solo il petrolio. I rincari si estendono a una gamma sorprendentemente ampia di prodotti, con il settore agroalimentare in prima linea e la carenza di gas elio già tangibile. Da Prosecco e mele a farmaci e smartphone, l’impatto sui prezzi è globale e immediato.
Prodotti deperibili sotto assedio
Il made in Italy soffre: Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, mercati strategici per l’export agroalimentare italiano, sono bloccati dalla crisi. Prosecco, mele e altri prodotti deperibili rischiano di far perdere all’Italia circa 2 miliardi di euro, come spiegava il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, il 10 marzo scorso. La filiera agroalimentare teme effetti duraturi se la situazione non tornerà alla normalità.
Fertilizzanti: raccolti a rischio
La crisi si estende ai fertilizzanti, in particolare all’urea agricola, essenziale per grano e cereali. Lo Stretto di Hormuz blocca ingenti quantità di concimi, con un effetto immediato sui prezzi della filiera agricola globale. La pressione sui costi dei cereali potrebbe crescere rapidamente, innescando un effetto domino su molti altri prodotti alimentari.
Elio e alluminio: tecnologia in tilt
Il Qatar, fonte di oltre un quarto dell’elio mondiale, esporta attraverso Hormuz. Il blocco dei trasporti ha già fatto lievitare i prezzi, con conseguenze su smartphone, computer e dispositivi medici, come le macchine per risonanza magnetica. L’alluminio, già colpito dai dazi di Donald Trump, potrebbe subire ulteriori rincari visto che il 20% della produzione mondiale passa dal Medio Oriente.
Materie plastiche: packaging più caro
Anche le materie plastiche aumentano: secondo Coldiretti, i fornitori hanno annunciato rialzi significativi legati ai prodotti derivati dalla raffinazione del petrolio. L’aumento dei costi di packaging si tradurrà in rincari alimentari diffusi, pesando direttamente sul portafoglio dei consumatori.
Farmaci: rincari anche nel settore sanitario
Il conflitto colpisce anche il mercato farmaceutico. Riccardo Zagaria, Ceo di Doc Pharma, evidenziava già il 10 marzo un aumento dei costi di trasporto, che si traduce in prezzi più alti per farmaci off-patent, con conseguenze sulle famiglie e sulle strutture sanitarie.
Biglietti aerei: voli alle stelle
La guerra in Iran raddoppia il prezzo del carburante per aerei, con interruzioni sulle principali rotte globali. Di conseguenza, aumentano i costi dei biglietti aerei, colpendo viaggiatori e turismo internazionale.
Tutela dei consumatori: esposti contro le speculazioni
Il Codacons ha presentato esposti in 104 Procure italiane contro le speculazioni sui prezzi. L’associazione denuncia rincari significativi in settori strategici come energia, agricoltura, alimentare e industriale, dopo lo scoppio della crisi iraniana.
Immagine simbolo creata con Chatgpt

Commenta per primo.