Anghiari torna sul grande schermo con "Le Voci del Tevere"

Un cast tutto umbro, parte delle riprese effettuate tra Renicci e il Castello di Sorci
Ad Anghiari, nei giorni scorsi, sono state girate alcune scene de "Le voci del Tevere": il film è già stato selezionato per il Festival del Cinema di Venezia e di Roma. Anghiari a distanza di qualche anno torna nuovamente protagonista sul grande schermo. “Le Voci del Tevere” è prodotto dallo Studio Lumiére di Perugia: la troupe, composta da professionisti del settore di residenza Umbra, ma dal curriculum professionale realizzato nel cinema nazionale, conta di circa 25 elementi divisi in reparti. Due le scene che sono state girate ad Anghiari: la prima al Castello di Sorci e l’altra a Renicchi; altre ne erano state programmate, non andate poi in porto per mancanza di tempo. Altre immagini anche lungo il Tevere in una zona di confine con Sansepolcro e poi una nel territorio di Pieve Santo Stefano. Anche ‘Anghiari Centro Studi’ ha contributo alla realizzazione del film “Le Voci del Tevere” – ha un cast tutto umbro - nella fase conclusiva direttamente e indirettamente cogliendo, di fatto, un’ottima occasione per esaltare il ruolo di primo piano storico e culturale del paese che ha dato i natali al condottiero Baldaccio. La trama, infatti, racconta dell’adolescente Celesia che vive sofferente con sua nonna Nora in una casa sulle rive del fiume Tevere. I suoi genitori infatti sono scomparsi lungo le sponde del fiume alla ricerca del “libro delle voci”. Celesia non ha mai superato il trauma ed è spesso in conflitto con Nora. Una notte, durante il corso di una malattia, Celesia, febbricitante, è attratta dal suono delle acque del fiume, al quale si mescola il suono lontano di un antico canto. Celesia inizia così un viaggio atemporale lungo la spina dorsale dell’Umbria, tra sogno e realtà, attraversando, con numerosi incontri, tradizioni, antichi mestieri ed eventi storici che il fiume, nel suo tragitto, custodisce. Il viaggio di Celesia è anche un viaggio onirico alla fine dell’adolescenza, durante il quale si dovrà riconciliare con le sue sofferenze, ma potrà farlo solo attraverso un viaggio nella memoria, che attraversa spazio e tempo fino al magico ritrovamento del libro delle voci. La narrazione intorno a Celesia costituisce la “scusa narrativa” e poetica per raccontare il Tevere non solo nelle sue connotazioni di bellezza naturale, ma anche per la gente che lo ha popolato e lo popola, alla scoperta di usi e tradizioni locali. Tanti i personaggi ricavati da una ricerca nel territorio, affacciandosi anche sul lato toscano: dagli uncinatori di Pretola alle ultime impagliatrici, dal processo alla strega Matteuccia ad un moderno “Bartoccio”, che, negli anni settanta, continua la sua protesta contro le ingiustizie allarmando la popolazione sui problemi ambientali del fiume. Dalla leggenda del pesce siluro, proveniente dalla mitologia antica dei mostri marini, alla contemporanea Isabella Dalla Ragione, che, interpretando se stessa, mostra a Celesia il suo orto archeologico nei pressi di Città di Castello. L’immagine di Anghiari e della Valtiberina Toscana è quella della campagna e degli animali da cortile: da ricordare che sempre Anghiari, nel 2007, era stato protagonista con Leonardo Pieraccioni del film “Una moglie bellissima”.

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