Vandalismo a Sansepolcro, scuola e sede dell'Unione ripuliti: avanti con le indagini

L'assessore regionale Monia Monni: "Chi lavora per il bene collettivo va tutelato"
Idropulitrice, spazzola d’acciaio e tanta volontà. A distanza di qualche giorno a Sansepolcro sono state portate a termine le delicate operazioni di ripulitura dei luoghi colpiti dal raid vandalico. Una serie di scritte, realizzate con vernice rossa, che contenevano messaggi pesanti e riferimenti espliciti alla vicenda della cosiddetta “famiglia del bosco” di Caprese Michelangelo e già al centro dell'attenzione nelle scorse settimane anche per episodi di protesta registrati a Vasto. Ditte incaricate hanno lavorato sulla facciata della scuola elementare De Amicis e in quella della sede dell’Unione dei Comuni della Valtiberina Toscana: un lavoro complesso, manuale e che ha richiesto tempo; sta di fatto, però, che la vernice rossa è stata rimossa sia dall’intonaco delle facciate che nelle zone in pietra, soprattutto le cerchiature dei portoni. È stato applicato del fissativo e poi stesa nuova vernice. Nei prossimi giorni, poi, l’INPS proprietaria dell’immobile del Convitto Regina Elena dove ha sede il Liceo San Bartolomeo provvederà a fare la stessa cosa nelle zone colpite. Un episodio che ha destato malessere in città: oltre allo spray rosso, infatti, sono stati affissi dei manifesti con le facce degli assistenti sociali e di alcuni dipendenti dell’ente montano. Il tutto riporta la firma W cerchiata. Se da una parte proseguono le indagini da parte dei carabinieri della Compagnia di Sansepolcro che stanno visionando le telecamere pubbliche presenti in vari punti del centro, dall’altra continua la solidarietà sia nei confronti delle istituzioni che delle persone fisiche coinvolte. C’è anche la posizione dell’assessore regionale toscano, Monia Monni. “Le scritte e i simboli nazisti comparsi a Sansepolcro sono inaccettabili. Su edifici pubblici. Scuola, questura e servizi sociali. Sui volti delle e degli assistenti sociali, deturpati con svastiche. Un odio che non ha precedenti e che porta una firma che negli anni ha rappresentato no vax, no green pass, complottismo di varia natura. Una violenza che non ha giustificazione. Le e gli assistenti sociali svolgono ogni giorno un lavoro delicato, in contesti complessi, per garantire diritti, protezione e dignità alle persone più fragili. Colpirli significa colpire lo Stato nella sua funzione più alta e questo non è tollerabile. Alle e agli assistenti sociali coinvolti va la mia vicinanza e l’impegno della Regione a garantire condizioni di lavoro sicure e serene. Perché chi lavora per il bene collettivo va tutelato”.

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