Centrodestra scatenato in Regione Umbria: andiamo dal prefetto, si devono dimettere

Tesei: "Bugie sulla manovra, ecco i dati che non vi hanno mostrato"
Conferenza stampa di Donatella Tesei e tutto il centrodestra schierato per smontare il piano di rientro da 323 milioni per il disavanzo sanità. "Nessun buco, c'è un avanzo di 14 milioni"
La conferenza stampa del centrodestra a Palazzo Cesaroni
"Falsità", "bugie", "carte mistificate", "pagine volutamente omesse". "Procurato allarme". Una serie di accuse durissime per cui "le autorità preposte daranno le proprie valutazioni. Intanto noi oggi andiamo dal prefetto per spiegare tutto e chiedere di controllare". La richiesta è quella di "dimissioni" di tutta la giunta di Palazzo Donini. Parole dell'ex governatrice, oggi consigliere Lega, Donatella Tesei: con tutto il centrodestra di Palazzo Cesaroni schierato con lei, al terzo giorno di occupazione dell'aula, davanti a decine di consiglieri comunali e dirigenti di partito, in conferenza stampa ha provato a smontare pezzo per pezzo la stangata fiscale (323 milioni in 3 anni di extra gettito con aumento di Irpef, Irap e bollo auto) del centrosinistra targato Stefania Proietti.
Come? Con un foglio inedito, la pagina 5 del report Kpmg commissionato dalla giunta in carica con 135 mila euro, in cui c'è scritto chiaro che "la perdita finale" della sanità umbra, se ai -90 milioni di sbilancio 2024 si aggiungono 22,7 milioni di pay-back farmaceutico e i 33 milioni di premialità, è in realtà di "-34,2 milioni". "Non solo, non si tiene conto che c'è anche il pay-back per i dispostivi medici previsto dal decreto legge 30 marzo 2023, articolo 8, tabella A, pari a 48 milioni", ha evidenziato Tesei, "che porterebbe a un avanzo di 14 milioni. Quindi nessun buco, nessun rischio commissariamento, il bilancio della sanità si può chiudere in equilibrio come abbiamo sempre fatto noi".
Tesei calca la mano sulla "spudoratezza di aver omesso in conferenza stampa di leggere una pagina di una relazione costata 130 mila euro. Questo è gravissimo. E' procurato allarme. Si è in malafede. Tutti si devono dimettere perché tutti hanno la consapevolezza di aver detto il falso, solo così salveranno l'Umbria", ha concluso Tesei.
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