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Mondo Politica: intervista a Tommaso Fiorucci consigliere comunale a Umbertide

"Vogliamo andare come Pd a governare la Regione Umbria"

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Studente della facoltà di medicina impegnato in politica: ha soli 24 anni Tommaso Fiorucci, consigliere comunale di opposizione a Umbertide, eletto nelle file del Partito Democratico nella consultazione dello scorso maggio. Componente della I e della II commissione consiliare (bilancio la prima cultura la seconda), Fiorucci è un “esordiente” dal punto di vista istituzionale ma non certo come attività politica.

Fiorucci, come sta procedendo questa prima esperienza da esponente istituzionale?

“Sono un iscritto del Partito Democratico dall’età di 18 anni, ma a 16 ero entrato nei Giovani Democratici, rimanendo impegnato con lo studio, poi la scorsa primavera si è presentata la possibilità di dare una mano, tantopiù che il candidato sindaco Sauro Anniboletti è un amico. Mi è stata proposta la candidatura a consigliere e ho accettato volentieri: anche gli altri candidati della coalizione erano molto preparati. Venivamo da cinque anni di amministrazione del centrodestra con l’attenuante del Covid-19, ma al di là di questo non era stato fatto molto per Umbertide a livello di progettualità. Il consiglio si è riunito in giugno per l’insediamento, poi una sessione straordinaria in luglio e le ultime due sedute si sono tenute in settembre e ora in novembre, dove abbiamo portato tre ordini del giorno su base sia locale che nazionale. Il primo è relativo alle autonomie differenziate, ma non vi sono state risposte esaustive ed è facilmente comprensibile, trattandosi di un’amministrazione guidata dalla Lega”.

Più prettamente locali le questioni legate a Tari e stadio “Città di Torino”. Per quali motivi?

“Sulla tassa dei rifiuti, il nostro ordine del giorno è stato apprezzato, anche se la risposta della giunta non è andata oltre. Della serie: bella cosa, ma non ci sono i soldi per poterla realizzare, quindi nessuna attenzione verso la fascia di reddito inferiore o uguale a 16mila euro, per la quale avevamo proposto una riduzione. Per ciò che riguarda lo stadio “Città di Torino”, un tempo era il fulcro del calcio umbertidese e adesso è purtroppo chiuso da sei anni senza che si trovi una quadra. Si parlava di esproprio, ma per via del Covid-19 i tempi sono inevitabilmente rallentati; ora sono scaduti e quindi niente. Si sta tentando di recuperare gli eredi e i legittimi proprietari, per cui fra una questione e l’altra siamo arrivati a sei anni, ma nel frattempo l’impianto è finito in malora: debbono essere rifatti la tribuna, gli spogliatoi, il manto erboso e la rete di irrigazione. Questa la situazione”.

Da studente in medicina, immagino che un’attenzione particolare la rivolga alla sanità. Si sente preoccupato per il futuro della sanità umbra?

“L’argomento è stato affrontato anche a livello di autonomie differenziate. Non abbiamo ricevuto risposte e sono preoccupato per l’ospedale di Umbertide, che fino a qualche tempo fa era una eccellenza, ma che ora viene lasciato a sé stesso. C’è il serio rischio che possa trasformarsi in ospedale di comunità, quando attorno a esso c’è un bacino di utenza che arriva a Trestina (nonostante sia nel Comune di Città di Castello, qualcuno spesso viene da noi) e che abbraccia anche Montone e Pietralunga. La questione è problematica e, nonostante le proposte avanzate, non vi sono abbastanza soldi stanziati per questo capitolo; la giunta comunale segue una linea della sanità regionale che si rivolge verso il privato, a scapito della componente pubblica”.

Anche per i motivi che Lei ha appena spiegato, fra circa un anno il centrosinistra potrà riconquistare il governo della Regione dell’Umbria?

“Se dimostra coesione, il centrosinistra – unendo insieme tutte le proprie anime – ha la possibilità di farcela, perché il malcontento nei confronti della giunta Tesei c’è e mi riferisco appunto in primis al servizio sanitario regionale, che era fra i migliori su scala nazionale e che adesso è diventato fra i peggiori. Mi duole dirlo, ma i servizi sono stati tagliati e si sono verificate fughe di medici da Perugia in Toscana e nel nord Italia. Abbiamo perso servizi e personale, questa la sconfitta più grossa. Dico allora che proprio sulla sanità si giocherà la grande partita della campagna elettorale per le regionali; il centrodestra ha capito che su questo versante potrebbe avere problemi e quindi sta tentando di recuperare terreno, come dimostrano alcune recenti proposte di collaborazione fra pubblico e privato”. 

Redazione
© Riproduzione riservata
28/11/2023 11:54:55


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