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Mondo Politica: intervista a Laura Chieli consigliere comunale a Sansepolcro

"Pietra e non cotto in Piazza Torre di Berta: una vittoria del buon senso"

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Consigliere comunale di opposizione a Sansepolcro e consigliere provinciale ad Arezzo. Laura Chieli rappresenta Fratelli d’Italia-Sansepolcro Futura a Palazzo delle Laudi e ad Arezzo è titolare delle deleghe a programmazione rete scolastica e pubblica Istruzione, rapporti con i dirigenti scolastici; politiche giovanili e rapporti con la Consulta Provinciale degli studenti Provinciali; politiche attive del lavoro e formazione scolastica e post diploma. Gli argomenti di attualità con Lei non mancano di certo.

Chieli, l’assessore Riccardo Marzi ha annunciato che per la ripavimentazione di strade e piazze si adopererà la pietra e non il cotto, anche in via Piero della Francesca. Una vittoria politica, per Lei, oppure è la vittoria del buon senso?

“La pavimentazione in pietra di Via Piero della Francesca era già prevista nel progetto originario; per quanto riguarda invece la pavimentazione delle piazze è ormai da questa estate che sappiamo essersi affermata l’opzione “pietra”, nella quale - ormai è ben noto - come partito e anche personalmente abbiamo sempre creduto convintamente e attivamente; ciò premesso, per rispondere alla domanda, direi che se c’è qualcuno che ha vinto è Sansepolcro. Questa non era una partita ma, se di vittoria si vuol parlare, direi che è stata la vittoria del buon senso e al contempo della politica, poiché tra le due dimensioni non dovrebbe esservi distinzione: la vera politica altro non è che la messa in pratica del buon senso; quello che, valutati tutti i pro e i contro di una possibile azione, fa decidere per la scelta che maggiormente tutela il bene pubblico e l’interesse comune”.

Il trasferimento del biennio del liceo “Città di Piero” nel plesso dell’Ite all’ex seminario, ha creato qualche malumore fra gli studenti, che settimane addietro hanno scioperato e anche fra qualche insegnante. Non vi era un’altra alternativa percorribile?
“Certamente avrebbero potuto esserci altre strade percorribili che però, per il buon senso appena menzionato nella risposta precedente, non sono state scelte. L’opzione del trasferimento del biennio del liceo “Città di Piero” al Pacioli da parte della Provincia è stata maturata e condivisa sin dall’inizio con la dirigenza dell’istituzione scolastica e con i vertici territoriali d’ambito, tenendo come obiettivo prioritario quello di dare alle studentesse e agli studenti la sistemazione provvisoria più dignitosa e funzionale possibile; non capita quasi mai che gli alunni che si è costretti a sgomberare dal plesso di appartenenza possano essere trasferiti in un’unica sede che, per giunta, sia già “scuola” e quindi dotata di tutti i comfort del caso: dalle utenze ai servizi.
Teniamo in conto che il numero complessivo degli alunni attualmente collocati al Pacioli in via Piero della Francesca - comprensivo delle classi dell’Istituto tecnico commerciale e di quelle del liceo - è ancora al di sotto del totale che negli anni passati si raggiungeva quando la cosiddetta “Ragioneria” aveva attivate il massimo storico delle sezioni; e teniamo pure in conto che, al di là di tutto, nella scuola vi sono ancora degli spazi che sono restati vuoti.
Lo sciopero di cui lei parla non è stato una sorpresa, poiché durante l’ultimo consiglio comunale, a seguito della risposta dell’assessore Mario Menichella all’interrogazione che la sinistra aveva fatto sulla questione, il consigliere Andrea Laurenzi lo aveva preannunciato. Colgo anzi l’occasione per ringraziare lo stesso Menichella che - sia nella situazione appena citata che durante la visita istituzionale della Provincia all’Ite Pacioli - con onestà intellettuale e dati oggettivi alla mano, ha sostenuto la bontà della scelta effettuata”.

I rapporti con la parte di maggioranza del Comune di Sansepolcro rimangono tesi, oppure qualcosa nel frattempo si è un tantino smorzato?

“Da parte nostra - intendo mia e di Fratelli d’Italia - preferiamo sempre ed in ogni caso la via della condivisione e della collaborazione; laddove questi presupposti manchino, le battaglie - se crediamo giusto che siano fatte - le facciamo e le dichiariamo manifestamente, senza nascondimenti; è anche evidente che se veniamo ingiustamente aggrediti, reagiamo - noi e i nostri superiori - per raccontare la nostra verità, come del resto è accaduto in occasione del “cotto”. Detto questo, manteniamo sempre fermo un punto: si attaccano i problemi e non le persone. Questo modus operandi ci rende liberi e al tempo stesso non ci permette di generare acredine e risentimento nei confronti delle persone fisiche, consapevoli del fatto che in politica girarsi indietro può essere molto pericoloso, che dobbiamo guardare avanti e che, ognuno nel proprio ruolo, siamo tutti chiamati a svolgere un’opera di servizio alla comunità. Poiché credo che questa nostra impostazione e correttezza con il passare del tempo emergano sempre più chiare anche all’interno della stessa maggioranza - quantomeno all’interno di quella parte di maggioranza che più ci interessa - penso di poter dire che parlare di rapporti tesi non sia congruo”.

Viabilità e sanità, due temi sui quali vi state battendo: è il caso da parte di Fratelli d’Italia di tornare sugli argomenti con qualche altra iniziativa di rilievo?

“È sempre il caso di tornare su argomenti di tale portata e Fratelli d’Italia non abbassa mai la guardia su temi che costituiscono una priorità assoluta non solo per Sansepolcro, ma per tutti i comuni della Valtiberina; lo facciamo continuando ad operare alacremente con strategie diplomatiche non subitamente visibili e, in modo particolare, anche attraverso i consiglieri che ci rappresentano in Regione, con atti d’indirizzo, mozioni e interrogazioni.
L’ultima azione sulla viabilità locale risale proprio al mese di ottobre; si tratta della mozione a risposta scritta - di cui siamo in attesa - presentata in consiglio regionale dal nostro esponente, Gabriele Veneri, su mia proposta, circa la possibilità di stanziare dei fondi per contribuire alla ristrutturazione della provinciale 208 che collega Pieve Santo Stefano con Chiusi della Verna.
A seguito infatti delle interlocuzioni avute con Luca Gradi, assessore del Comune di Pieve Santo Stefano, circa lo stato strutturale di uno dei più bei percorsi viari del territorio che - oltre che collegare direttamente la Valtiberina con il Casentino e sostenere continuativamente il passaggio di pullman turistici per il Santuario della Verna - ospita la famosa storica gara automobilistica dello Spino, abbiamo ritenuto giusto attivarci come partito; infatti, per quanto la strada sia a titolarità provinciale, l’ente Provincia non dispone certo di fondi tali da poter provvedere agli onerosi costi previsti.
Ad ogni modo, ribadisco che sul tema “sanità” a muoversi assieme a noi, nei confronti della Regione, devono essere i cittadini e gli utenti. Le azioni politiche di questa portata, quando si è in opposizione, se non sono supportate dalla gente restano molto difficoltose”.

Redazione
© Riproduzione riservata
13/11/2023 12:30:02


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