Opinionisti Giacomo Moretti

La resa davanti al Fast Food

Dopo la II Guerra mondiale lo spettro della guerra torna ad aleggiare nel nostro continente

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In questi ultimi giorni siamo costretti ad assistere ad uno spettacolo indecente. Mi riferisco alla guerra in Europa. Dopo decenni di pace dalla fine della II Guerra mondiale lo spettro orrido della guerra torna ad aleggiare nel nostro continente. Ovviamente in questi giorni si possono leggere fiumi di analisi più o meno reali, più o meno strampalate su quanto sta accadendo. Non sono ne uno stratega militare, men che meno un esperto di geopolitica. Non conosco la Russia e non sono mai stato in Ucraina. Ovviamente sono limiti miei ma tranquilli, per chi volesse reperire informazioni basta andare su facebook dove gli esperti virologi e i frequentatori delle più prestigiose università specializzate in virologia si sono trasformati in addestratori anziani delle più blasonate accademie militari. Sarò sincero un pochino li invidio per questa versatilità non comune in materie complesse e che spesso necessitano di studi lunghi una vita. Ma ci sono persone particolarmente dotate che tra un aperitivo e l’altro riescono a trovare soluzioni per un virus che ancora morde o, visto il momento attuale a preparare tavoli diplomatici ai più alti livelli. Del resto trovare la pace è semplice, che ci vuole? Battute a parte, in tutta questa triste vicenda mi ha colpito una notizia. Non voglio essere frainteso, le notizie che in realtà mi hanno colpito sono tante, forse anche troppe e troppo particolareggiate. Notizie che ci giungono da una copertura mediatica praticamente continua come del resto è giusto che sia. Ma non voglio parlare delle notizie terribili che arrivano dal fronte, o quelle che scaturiscono dai tavoli di trattativa. Ovviamente rispetto a queste ultime siamo tutti in attesa che venga siglata una pace duratura quanto prima. La notizia che mi ha colpito è relativa al pacchetto di misure che ha colpito la Russia, compresa la chiusura di una nota catena di Fast Food americana con molti “ristoranti” nelle città russe. Ristoranti tra mille virgolette avendo io una concezione molto diversa di cibo. Il punto non è questo. Il punto è che si sono formate subito code chilometriche di giovani per acquistare l’ultimo panino e l’ultimo pacchetto di patatine. Quando dico chilometriche intendo davvero chilometriche, nella capitale Mosca ho letto di una coda di automobili lunga più di cinque chilometri. Questo la dice lunga, forse dice tutto. Una guerra in Europa che mette in discussione lo stile di vita europeo, uno stile di vita libero, uno stile di vita che alle dittature non piace ma che ai giovani, alle nuove generazioni con il telefonino in mano piace e anche parecchio. Gli unici che forse non si rendono conto del bene della libertà della quale godiamo siamo noi. I giovani di un paese che dichiara una guerra alla cultura della libertà, si sono messi in coda per comprare cibo spazzatura della potenza ritenuta nemica. Mi ha colpito come il modo di vivere occidentale abbia penetrato radicalmente il modo di fare, i costumi, le aspettative e anche il mangiare. Forse tutto quello al quale stiamo assistendo deriva proprio da questo. La libertà è contagiosa, la libertà della quale godiamo e che talvolta disprezziamo. La libertà di scrivere liberamente senza che la polizia ci sfondi la porta di casa. La libertà di criticare tutto e tutti. Vorrei proprio vedere se molti italiani scrivessero quello che scrivono nelle loro bacheche nei confronti del Governo o delle autorità in genere che fine farebbero in altri paesi. Non so come finirà questa guerra, mi auguro che finisca il prima possibile. Però non mi sarei mai aspettato che qualcuno la perdesse subito tra i suoi abitanti più giovani, giovani che si sono messi in coda per mangiare semplicemente un panino.

Giacomo Moretti
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15/03/2022 09:59:40

Giacomo Moretti

Nato ad Arezzo – Dopo aver assolto agli obblighi di leva comincia subito a lavorare, dalla raccolta stagionale del tabacco passa ad esperienze lavorative alla Buitoni e all’UnoaErre. Si iscrive “tardivamente” all’età di 21 anni alla Facoltà di Giurisprudenza di Urbino dove conseguirà la laurea in corso. Successivamente conseguirà il Diploma presso la Scuola di Specializzazione per le professioni legali. Assolta la pratica forense, nel 2012 si abilita all’esercizio della professione forense superando l’esame di stato presso la Corte d’Appello di Firenze. Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Arezzo esercita la professione forense fino al dicembre 2016. Attualmente si è sospeso volontariamente dall’esercizio della professione di avvocato per accettazione di incarico presso un ente pubblico a seguito della vincita di un concorso. Molto legato al proprio territorio, Consigliere comunale ad Anghiari per due consiliature consecutive. Pur di non lasciare la “sua” Anghiari vive attualmente da pendolare. Attento alla politica ed all’attualità locale e non solo, con il difetto di “dire”, scrivere, sempre quello che pensa. Nel tempo libero, poco, ama camminare e passeggiare per la Valtiberina e fotografarne i paesaggi unici.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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