Opinionisti Giacomo Moretti

Siamo otto miliardi

Umani che calpestano in tutti i sensi il nostro pianeta

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E così abbiamo superato il record di abitanti sul pianeta Terra. Siamo otto miliardi di umani che calpestano in tutti i sensi il nostro pianeta. Personalmente faccio una fatica enorme a comprendere come possa essere stato fatto un calcolo del genere. Chi è riuscito a fare un simile conteggio? Con quali strumenti? Davanti a queste domande non mi resta che alzare le mani e ammettere la mia ignoranza in materia di anagrafe e statistica. Peraltro mi chiedo come sia stato possibile contare gli abitanti del pianeta in quei paesi dove di anagrafe e statistica non ve n’è traccia alcuna. Ma la straordinaria capacità di chi ha reso noto questo dato non si ferma ad aver contato otto miliardi di persone. Ciò mi fa rimanere letteralmente basito è il fatto che il muro degli otto miliardi è stato raggiunto “esattamente” nella giornata di mercoledì 19 gennaio 2022 alle ore 15:00. Questa affermazione non è stata fatta al bar sotto casa ma è un dato ufficiale emesso dall’agenzia ONU dedicata al controllo demografico. Incredibile! L’ONU, organismo internazionale sparito dai radar dello scenario internazionale (anche a seguito dei fallimenti politici che ha prodotto nel tempo) ricompare con dovizia e precisione annunciandoci un dato che - mi perdonerete - credo rientri in quelle vicende della storia umana incontrollabili e imponderabili. Vicende dove i caschi blu hanno fallito e dove i demografi hanno superato se stessi. Battute a parte, non credo sia importante il dato degli otto miliardi raggiunti, utile al massimo per una prima pagina di giornale. Quello che conta è che noi umani cominciamo ad essere un peso insostenibile per il nostro pianeta. Le motivazioni sono molteplici e complesse e non credo dipendano dall’essere 7.999.999.999 (chissà se ho scritto bene), oppure 8.000.000.000. Risiedono in problemi che la politica, specialmente quella internazionale e per meri interessi di bottega non ha voluto, né saputo, risolvere o perlomeno affrontare. Magari forse è meglio dedicare le prime pagine dei giornali, almeno quelli italiani su dati seri e attendibili, visto che in Italia gli uffici demografici, anagrafici e statistici funzionano bene. E che dicono i dati che confluiscono in questi uffici? Ebbene, oggi in Italia siamo 59milioni e 400mila abitanti. La popolazione residente in Italia è in decrescita. Il 1 gennaio 2020 eravamo 59milioni e 600mila abitanti. Con questo trend nel 2030 saremo 54milioni, nel 2050 47milioni e 500mila. Nel 2048 ci saranno circa 800mila decessi a fronte di 390mila nuovi nati. Questi sono i dati reali, dati che segnano il declino di una nazione, declino che importa a pochi. Nei tanti dibattiti televisivi di tutto si parla, tranne che di questi dati e di ciò che essi comportano. Una popolazione sempre più vecchia e sempre meno assistita. Uno stato sociale da rivedere completamente, basti pensare al sistema pensionistico e a tutta una serie di conseguenze e di cambiamenti che richiedo interventi epocali e cambiamenti strategici radicali. Ma di questi dati reali che definire impietosi è un eufemismo non importa niente a nessuno. Meglio illudersi di saper contare fino a 8miliardi che prendere in mano numeri reali che annunciano un disastro che peraltro molti di noi vivranno in prima persona. La rotta si può invertire? Non lo so. Però davanti a cambiamenti così epocali servirebbe una classe dirigente all’altezza della sfida. Non ci resta che confidare nelle nuove generazioni, anche se il presente dice che essere giovani in Italia oggi è difficile. Il futuro ci indica che in Italia a breve non ci saranno proprio i giovani e magari per qualcuno questo sarà vissuto come un problema in meno.

Giacomo Moretti
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26/01/2022 18:26:14

Giacomo Moretti

Nato ad Arezzo – Dopo aver assolto agli obblighi di leva comincia subito a lavorare, dalla raccolta stagionale del tabacco passa ad esperienze lavorative alla Buitoni e all’UnoaErre. Si iscrive “tardivamente” all’età di 21 anni alla Facoltà di Giurisprudenza di Urbino dove conseguirà la laurea in corso. Successivamente conseguirà il Diploma presso la Scuola di Specializzazione per le professioni legali. Assolta la pratica forense, nel 2012 si abilita all’esercizio della professione forense superando l’esame di stato presso la Corte d’Appello di Firenze. Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Arezzo esercita la professione forense fino al dicembre 2016. Attualmente si è sospeso volontariamente dall’esercizio della professione di avvocato per accettazione di incarico presso un ente pubblico a seguito della vincita di un concorso. Molto legato al proprio territorio, Consigliere comunale ad Anghiari per due consiliature consecutive. Pur di non lasciare la “sua” Anghiari vive attualmente da pendolare. Attento alla politica ed all’attualità locale e non solo, con il difetto di “dire”, scrivere, sempre quello che pensa. Nel tempo libero, poco, ama camminare e passeggiare per la Valtiberina e fotografarne i paesaggi unici.


Le opinioni espresse in questo articolo sono esclusivamente dell’autore e non coinvolgono in nessun modo la testata per cui collabora.


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