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Mondo Politica: intervista a Laura Chieli consigliere comunale a Sansepolcro

Quando prendo una decisione non mi pongo dalla “parte da cui stare”, ossia se a destra o a sinistra

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Candidato sindaco di Sansepolcro alla sua prima esperienza, Laura Chieli ha corso alle comunali di ottobre appoggiata da Fratelli d’Italia e dalla lista “Sansepolcro Futura”. Saltato l’apparentamento con la coalizione di Fabrizio Innocenti, la maestra elementare siede sui banchi dell’opposizione, occupando l’unico seggio spettante.

Chieli, che cosa l’ha convinta a votare “sì” alle linee programmatiche dell’amministrazione comunale?

“Il fatto che le linee di mandato rappresentano una mera dichiarazione generale di intenti da parte del sindaco eletto sulla quale, piuttosto, trovo essenziale che i consiglieri di opposizione intervengano fattivamente e continuativamente attraverso tutti gli strumenti in loro potere: mozioni, interrogazioni, atti di indirizzo, ordini del giorno … Le linee programmatiche coincidono, giustamente, con il programma elettorale che la maggioranza dei cittadini ha approvato; ed è principalmente nel rispetto di quegli stessi cittadini che ritengo inutile andare a modificare preventivamente le linee programmatiche, un documento - tra l’altro - che rispecchia una pianificazione che in larga misura accomunava tutti e quattro i candidati sindaci. Tutti quanti volevamo che la città potesse migliorare. Io lo voglio ancora. Nel programma di Innocenti non ho ravvisato azioni che collidessero in maniera inaccettabile con la mia visione; da parte mia, trovo molto più proficuo integrare quello stesso programma di volta in volta, proponendo ciò che più mi preme. Io sono molto pragmatica in questo senso. Nelle linee programmatiche possiamo pure scrivere che lotteremo perché l’acqua scorra all’insù. Resta un bel traguardo da raggiungere, poi però c’è la realtà quotidiana, quella vera. Quella dove davvero, anche come consigliere di minoranza posso intervenire con un lavoro concreto ed incidere costruttivamente. A supporto delle mie affermazioni le dico che in molti comuni, da statuto, le linee programmatiche di mandato non vengono neppure messe ai voti, ma semplicemente comunicate in consiglio per ratifica formale”.

E cosa risponde a chi Le imputa di essere stata finora più dalla parte della maggioranza che da quella dell’opposizione?

“Che manca di oggettività e che forse non ha compreso qual è lo spirito con cui io mi pongo nel mio ruolo di consigliere. Quando sono chiamata a decidere su una qualsiasi questione, non mi pongo il problema della “parte da cui stare”, ossia se a destra o a sinistra. Valuto la questione cercando di rispondere ad un’unica domanda: cosa è meglio per il Borgo e per noi cittadini? Certamente - e questo l’ho dichiarato da subito, sin dal primo consiglio - la mia sarà un’opposizione per costruire, per fare. Non per demolire o sabotare; non sono tra coloro che si augurano che questi siano cinque anni fallimentari. Perché se il Comune perde, perdiamo tutti. Mi premono Sansepolcro e il futuro dei nostri bambini, dei nostri giovani. Quando entro in aula consiliare, ricordo sempre a me stessa che non sono lì per me, per un’affermazione personale, ma per contribuire ad amministrare responsabilmente la città. Vede … è proprio come a scuola: sono tanti anni che insegno e le posso dire che può pure succedere di ritrovarsi ad avere colleghi di classe che non siano esattamente nella stessa nostra lunghezza d’onda, ma per il bene dei bambini - che è la priorità assoluta - è d’obbligo, comunque, stabilirvi il più possibile una collaborazione proficua, altrimenti chi ne risentirà saranno proprio gli alunni”.

L’elezione del presidente del consiglio comunale a suo tempo; la richiesta di spostamento della discussione sulle linee programmatiche e la disquisizione sul termine “martiri” invece che “vittime” delle Foibe, con relativa intitolazione di una strada: l’atteggiamento del centrosinistra fa capire che il clima sarà sempre caldo in consiglio?

“Non so. Io vado dritta per la mia strada. E auspico che la raccomandazione rilasciata ultimamente dall’ex sindaco Daniela Frullani - in occasione dell’elezione a presidente del Pd - sia tenuta nella dovuta considerazione: “in consiglio … il teatrino delle parti non serve a nessuno”. D’altronde, è logico pensare che la mia opposizione non potrà essere la stessa della sinistra; ho sempre sostenuto di essere una donna di centrodestra e ricordo che il partito che rappresento è Fratelli d’Italia. Se poi il clima sarà sempre caldo non spetta a me dirlo … non posso prevedere le azioni altrui. Però posso dire, per quanto riguarda me, che ci sono questioni non negoziabili. La condanna assoluta della violenza e della discriminazione è una di quelle. Quelli delle foibe certo che sono martiri! Ma che stiamo scherzando? Sono martiri come lo sono quelli dei lager, come lo sono quelli dei gulag. Martiri della libertà, martiri della follia genocìda, martiri della stupidità e della bestialità umana. Sindacare sul termine “martire” per sostituirlo con “vittime” non è certo una questione puramente nominalistica, quanto un tentativo pretestuoso e ideologico per classificare morti ammazzati di serie A e morti ammazzati di serie B; strada pericolosissima questa, perché basata sul giustificazionismo che è il primo passo verso il negazionismo”.

Quella contro la privatizzazione dei servizi pubblici locali sarà la sua grande battaglia, oppure sarà determinata anche su altri versanti?

“Il tema dei servizi pubblici locali ci sta a cuore in modo particolare. La gestione delle acque in primis. È di questi giorni la notizia che la richiesta partita da Fratelli d’Italia e da me per il cambio di connotazione giuridica dell’invaso di Montedoglio sia approdata in Regione grazie al consigliere Gabriele Veneri e abbia visto l’approvazione unanime in seno alla commissione consiliare preposta; ciò mi riempie di soddisfazione. La gestione pubblica delle acque sarà certamente una nostra battaglia, seppure al momento si possa fare ben poco … se non giocare d’anticipo, preventivamente …affinché quando scadrà la concessione della gestione a Nuove Acque non ci faremo trovare impreparati. Ricordo comunque che tale battaglia dovrebbe essere combattuta da tutti, visto anche che l’articolo 8 bis dello statuto del Comune di Sansepolcro rimarca con forza il principio della proprietà e della gestione pubblica del servizio idrico integrato. Detto ciò, la mia azione sarà certamente diretta su tutti i fronti di pubblica utilità come la sanità, la scuola, la disabilità, la sicurezza, la cultura, l’urbanistica… Inutile elencarli uno ad uno: tutti quei temi che di volta in volta, anche in base alle evidenze emergenti e alle sollecitazioni dei cittadini, valuteremo come più rilevanti … Del resto mi pare di averlo già dimostrato, sia con la mozione relativa all’attivazione dei Puc per i percettori del reddito di cittadinanza, sia con quella riguardante l’intitolazione di un sito urbano ai martiri delle foibe, giustappunto”.

È stata eletta consigliere provinciale ad Arezzo. Sarà la referente della Valtiberina assieme a Matteo Del Barba?

“Certamente! Io e Del Barba saremo i referenti della Valtiberina; la nostra vallata è l’unica ad avere nella maggioranza del consiglio provinciale due rappresentanti … e non è cosa da poco, poiché in quanto tali siamo ambedue delegati, quindi svolgiamo un ruolo attivo e diretto: sia nella governance dell’intero territorio aretino che nel raccordo/coordinamento delle esigenze e delle istanze dei comuni valtiberini con l’ente Provincia. Colgo l’occasione per ringraziare nuovamente la presidente Silvia Chiassai per l’attestazione di stima dimostratami, assegnandomi una delega particolarmente delicata e importante, specie in questa delicata fase pandemica che stiamo ancora attraversando; essa incontra appieno il mio profilo professionale e la mia personale sensibilità: “Pubblica Istruzione, Programmazione Scolastica e Rapporti con i Dirigenti Scolastici”. È il mio ambito fisiologico, che mi vede profondamente motivata e coinvolta. Con entusiasmo mi sono attivata immediatamente per l’avvio di un progetto che interessi operativamente la secondaria di secondo grado nella celebrazione della Giornata della Memoria (27 gennaio) e quella del Ricordo (10 febbraio), riscontrando nei dirigenti scolastici e nei docenti coinvolti una disponibilità sollecita e altamente collaborativa. Plurimi e variegati sono i progetti che spero di poter approntare nel tempo per tutti gli ordini e gradi di scuola, affinché la nostra Provincia conquisti un posto di primo piano nella prevenzione di ogni forma di devianza sociale, nella promozione della cittadinanza attiva e, soprattutto, nel riconoscimento e nell’esaltazione dell’impareggiabile apporto che le nuove generazioni possono dare alle nostre comunità, nel futuro - certamente - ma anche in questo nostro presente”.

Redazione
© Riproduzione riservata
14/01/2022 10:05:48


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