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Malanni d'autunno e disturbi da raffreddamento: come affrontarli

Sbalzi di temperatura? Primi freddi? I malesseri sono sempre in agguato

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Nell'aria si spande il sentore della legna bruciata. Le foglie danzano dagli alberi per poi, fragranti, ricoprire il suolo di sfumature calde e avvolgenti. Se la magia dell'autunno è un balsamo per l'anima, lo stesso non si può dire per il corpo.

Con l'aria che si fa frizzante, con gli inevitabili sbalzi di temperatura tipici della stagione, sono in agguato i primi malanni. Mal di gola, naso che cola e starnuti, testa dolorante, stanchezza e malessere generale. Responsabili di questi sintomi, che possono anche complicare e rendere difficoltosa la quotidianità, i virus parainfluenzali. Di certo non esiste un criterio universale in grado di garantire a tutti di non ammalarsi. Vi sono, però, alcune abitudini e vari rimedi che possono rappresentare un valido aiuto per prevenire e curare i malanni autunnali.

A tal proposito Assosalute, Associazione nazionale farmaci di automedicazione (parte di Federchimica) ha stilato una serie di utili consigli per affrontare in serenità i mesi a venire.

Quali sono i malanni autunnali e cosa li provoca

Come già accennato, i malanni autunnali sono causati nella maggior parte dei casi dai cosiddetti virus parainfluenzali. Si contano oltre 250 patogeni differenti. I più diffusi appartengono alla famiglia Paramyxoviridae, ma nell'elenco compaiono anche gli adenovirus, i coronavirus, gli enterovirus e il virus respiratorio sinciziale.

La trasmissione dell'infezione avviene soprattutto per via aerea attraverso l'inalazione delle goccioline di saliva e delle secrezioni respiratorie che si disperdono nell'aria attraverso colpi di tosse e starnuti. Non bisogna poi sottovalutare il contatto indiretto che si verifica con le strette di mano e con l'uso di oggetti contaminati. La diffusione di questi microrganismi è favorita in particolar modo dagli sbalzi termici, ma esistono anche delle situazioni particolari che favoriscono il contagio, tra cui gli stati di malnutrizione, l'inquinamento ambientale, la carenza di vitamina A, gli ambienti sovraffollati.

A provocare i malesseri stagionali, tuttavia, non sono solo i virus influenzali. Spesso si sente parlare di "colpo d'aria". In cosa consiste esattamente? Quando si verifica un cambio repentino della temperatura, l'organismo reagisce attivando un complesso sistema di termoregolazione. Però, se gli sbalzi sono bruschi, il meccanismo va in tilt. A risentire di questo blackout sono soprattutto i tessuti muscolari del collo e della schiena che, contraendosi, danno luogo a indolenzimento e vero e proprio dolore.

Malanni d'autunno, come si manifestano?

Quando i malanni stagionali sono l'esito dei virus parainfluenzali, l'avvento dei disturbi si verifica dopo il cosiddetto periodo di incubazione, variabile da uno a sette giorni. Cosa succede, dunque, quando ci si ammala? Ad essere colpito è l'apparato respiratorio e quello gastrointestinale. Nel primo caso si accuseranno stanchezza, rinorrea, cefalea, tosse secca, qualche linea di febbre (mai superiore a 38°) e mal di gola.

Nel secondo caso, invece, è possibile sperimentare vomito, diarrea, febbricola e dolori addominali. I primi freddi e gli improvvisi sbalzi di temperatura, inoltre, potrebbero favorire l'insorgenza dell'herpes labiale. Questa infezione virale scatenata dal virus herpes simplex è più probabile in presenza di situazioni stressanti o di una dieta non equilibrata.

Spesso è facile confondere i malanni d'autunno provocati dai virus parainfluenzali con i sintomi dell'influenza. È bene sapere che quest'ultima è un'infezione stagionale acuta che esordisce in maniera rapida; non solo la temperatura corporea è elevata, ma i vari disturbi, che possono persistere per una settimana (dolori articolari e muscolari, malessere generale, mal di testa), sono assai più intensi.

Malanni d'autunno, i consigli per evitarli

La medicina popolare è sempre una fonte di utili consigli, anche in caso di malanni autunnali. Il primo aiuto arriva dalla dieta. Frutta e verdura sono alimenti preziosi, soprattutto se contengono alte concentrazioni di vitamina C.

Noto anche come acido ascorbico, questo prezioso elemento previene e riduce i sintomi da raffreddamento grazie al suo elevato potere antiossidante. È ormai risaputo che, quando le infreddature delle alte vie respiratorie stimolano la produzione di muco a livello della mucosa nasale bloccando così il libero passaggio dell'aria, le nostre nonne solevano adottare contromisure decongestionanti di vario tipo. Dai classici suffumigi, all'impiego di infusi con erbe naturali (ad esempio la salvia), fino all'applicazione di impacchi curativi in prossimità delle vie respiratorie.

Oggi, oltre ai rimedi casalinghi, è possibile ricorrere ai farmaci da banco, tra cui gli antinfiammatori non steroidei, i decongestionanti nasali, gli antisettici del cavo orale. Se usati correttamente, seguendo con attenzione i consigli del proprio medico curante e/o farmacista e leggendo il foglietto illustrativo, questi medicinali permettono di alleviare l'intensità della sintomatologia. Gli antinfiammatori non steroidei, ad esempio, combattono l'infiammazione della mucosa nasale e i disturbi correlati. Non devono però essere usati per lunghi periodi di tempo. Per l'herpes labiale, invece, sono indicati i farmaci di automedicazione ad azione antivirale da applicare localmente per limitare la durata e la gravità delle lesioni.

Redazione
© Riproduzione riservata
09/11/2021 20:15:14


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