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Mondo Economia: intervista all'imprenditore biturgense Claudio Mazzoni

Quando si parla di due ruote a Sansepolcro uno dei punti di riferimento è Mazzoni Moto

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La realtà che ha messo in piedi con gli anni è diventata una concessionaria di moto a tutti gli effetti, perché è in grado con la sua struttura di offrire tutto al cliente. Quando si parla di due ruote a motore, a Sansepolcro e in Valtiberina uno dei grandi punti di riferimento è Mazzoni Moto, azienda creata nel 1983 a Gricignano, frazione del Comune biturgense, che nel 2000 si è trasferita nell’attuale sede della zona industriale di Santafiora, lungo la Senese Aretina. Assieme a Claudio, ci sono la moglie Antonella e, dal 2012, il testimone è passato alle figlie Claudia e Michela, con lui che rimane sempre la figura di riferimento.

Mazzoni, quali ripercussioni ha avuto questo ultimo anno nella vostra attività?

“Devo dire che la seconda ondata del virus non ha provocato particolari sconvolgimenti. Anzi, abbiamo semmai registrato un incremento di fatturato; è un po’ diminuito il lavoro in officina, ma siamo ugualmente abbastanza contenti. La moto è un “prodotto” che per fortuna attrae e anche stavolta crediamo che nella seconda parte dell’anno l’officina registrerà un maggior volume di lavoro”.

Al proposito, quali sono le moto che attualmente vanno per la maggiore, non dimenticando gli scooter?

“A dominare la scena sono quelle da enduro delle case più note: Ducati, Bmw, Honda e Yamaha, ma anche Suzuki, Beta e Sym. Gli scooter sono più richiesti per muoversi nelle grandi città, più caotiche e trafficate, mentre in realtà di provincia come la nostra – più scorrevoli sotto questo profilo - vi è una maggiore propensione per le moto. Siamo poi dietro a marchi molto importanti per avere la concessione”.

Quanto è importante, oltre alla vendita, fornire l’assistenza ai vostri clienti?

“Direi che è fondamentale. Possiamo contare su due meccanici di lunga esperienza, abbiamo il centro revisioni interno, garantiamo assistenza e riparazione su tutte le marche e cambio gomme. Un pacchetto di servizi a 360 gradi che fa di noi una vera e propria concessionaria in piccolo o – per meglio dire – una concessionaria di moto. L’assistenza è da una parte il nostro valore aggiunto e dall’altra un passaggio di fatto obbligato: se vendi e basta, senza offrire servizi, non vai da nessuna parte”.

Anche il mercato dell’usato è da considerare un valore aggiunto?

“Assolutamente sì. Diciamo che il mercato dell’usato sta andando tantissimo, tanto che preferisco ritirare l’usato piuttosto che fare sconti sul nuovo. Si tratta di un segmento trainante ed è proprio grazie all’usato che il cliente viene in concessionaria. Poi, non dimentichiamo che lavoriamo molto con internet: il nostro bacino di utenza arriva fino ad Arezzo, Perugia e Rimini, quindi un raggio abbastanza ampio, per cui chi ci contatta e poi chi si reca qui a Sansepolcro deve sapere che da noi trova tutte le risposte che cerca per ciò che riguarda la sua moto”.

L’azienda è oramai vicina al compimento dei 40 anni di attività: come sono cambiate le dinamiche economiche durante questo periodo, considerando anche i momenti di difficoltà che si sono avvicendati?

“Abbiamo compiuto i nostri passi, trasferendoci da Gricignano all’attuale sede della zona industriale. Di cambiamenti ne abbiamo vissuti diversi, ma lo shock principale è stato quello conseguente alla grande crisi finanziaria del 2008: il mondo è stato letteralmente stravolto, con il serio rischio di non riprendersi più. Una situazione più pesante di quella attuale, perché con la pandemia abbiamo comunque lavorato, allora no: è stato come se per tre anni il mondo si fosse fermato”.

E adesso siamo in attesa di una nuova piena ripartenza. Che sarà quando?

“Dico intanto che ripartiremo: sono ottimista e lo sono assai più di dieci anni fa. Comprendo in pieno chi non lavora, però allo stesso tempo dico che il virus c’è e che deve essere combattuto. All’inizio sono stati commessi degli errori con le vaccinazioni; adesso, dobbiamo cercare di riaprire evitando di essere costretti a richiudere, per cui credo che la mossa più efficace sia quella di isolare i piccoli focolai. Personalmente – lo ripeto – non vedo nero e invito ognuno di noi a prendere consapevolezza del fatto che ripartiremo tutti”.

Redazione
© Riproduzione riservata
27/04/2021 07:29:56


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