Rubrica Lettere alla Redazione

Lettera aperta al sindaco di Cortona

"La smetta di fare tutto da solo e di non ascoltare i consigli"

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Al sig. Sindaco di Cortona Luciano Meoni

 Dovrà riconoscere la circostanza che, ad ogni nostro incontro, le ho sempre suggerito di mettere da parte astio e odio politico verso i suoi avversari, come di evitare l’impulsività che contraddistingue i suoi interventi, e anche di cercare di costruire una squadra per farsi aiutare da persone capaci, esperte e competenti a gestire le varie situazioni.

La lettera aperta che mi ha scritto è l’ennesima dimostrazione che non accetta consigli, non ascolta e vuole fare tutto da solo. Il risultato, per chi lo sa analizzare correttamente, è purtroppo visibile sia nella forma che nella sostanza: imbarazzante.

Solo per fare un esempio, lei cita un incontro avvenuto «nel suo ufficio» alla presenza di due pubblici ufficiali, omettendo di specificare che uno di questi, è lei medesimo (testimone di sé stesso. Sigh!), oltre al fatto che l’ufficio a cui Lei fa riferimento, è quello della sua azienda. Questo a dimostrare che confonde il suo ruolo di Sindaco e di privato cittadino, nel caso di specie era al di fuori delle sue funzioni specifiche, anche il secondo «suo» testimone perderebbe il «valore» essendo Consigliere comunale, anche io potrei citare la mia qualifica di Agente di Polizia Giudiziaria e/o PS, o avvalermi della considerazione dovuta alle mie due decorazioni, (al valore e al merito) concesse dal ministro dell’interno dott. Pisanu e l’altra dal Presidente Napolitano, come una forma autoreferenziale in ogni semplice discussione, ma ritengo sia davvero mortificante e si scenderebbe ad un livello di basso squallore, cosa che non intendo fare.

Riguardo alle dimissioni dalla ipotetica, a suo dire quasi insignificante lista, le ricordo che questa è stata deliberata con un atto di giunta che pertanto, ad ogni modifica sostanziale (vedi dimissioni del dott. Santiccioli e altri consulenti) dovrebbe essere quantomeno aggiornata. Questo impedirebbe che, questi nominativi (o almeno il mio) non possa essere mai associato a scelte che non mi hanno coinvolto e dalle quali mi dissocio, e per chiarezza, avvenute anche in tempi pre-covid. Sono sempre più contento di aver preso le distanze da lei e dal suo modo di pensare e operare, molto diverso, quando non addirittura opposto al mio. Rispetto il suo ruolo, avendo chiaro cosa rappresenta, sarebbe auspicabile ne avesse più coscienza anche Lei, ma mi rendo conto che purtroppo ognuno di noi deve fare i conti con i limiti personali del proprio carattere che spesso rendono impossibili miglioramenti, diversamente facili. Le auguro di realizzare una carriera piena di soddisfazioni, non la vedrò come prova del mio errore di valutazione, ma se porterà dei benefici alla comunità, ne sarò sinceramente contento- Distinti saluti, Vecchio Roby… (come mi chiamava Lei prima che avessi osato criticarla)

Redazione
© Riproduzione riservata
21/01/2021 17:56:41


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