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Covid, il Papa: invece di lamentarci delle restrizioni, facciamo qualcosa per chi ha bisogno

Francesco all’Angelus: "Il consumismo ci ha sequestrato il Natale!"

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«Il consumismo ci ha sequestrato il Natale». E nella «frenesia» di comprare regali e «fare cose, cose, cose», unita quest’anno alle lamentele per le restrizioni imposte dalla pandemia, dimentichiamo di fare qualche gesto concreto per il fratello che soffre. Pochi giorni prima di Natale, e pochi giorni dopo il nuovo Dpcm con le nuove strette sulle festività, Papa Francesco all’Angelus richiama l’attenzione di tutti i fedeli, distratti dalle ultime compere o dalle discussioni su cenoni e visite ai parenti, per chiedere loro di spendere questo importante tempo dell’anno compiendo gesti concreti in favore di chi, già da prima del Covid, è privato delle cose più essenziali della vita. «In questo tempo difficile, anziché lamentarci di quello che la pandemia ci impedisce di fare, facciamo qualcosa per chi ha di meno: non l’ennesimo regalo per noi e per i nostri amici, ma per un bisognoso a cui nessuno pensa!», dice Jorge Mario Bergoglio, affacciato dalla finestra del Palazzo Apostolico, in una piazza San Pietro soleggiata e, nonostante tutto, gremita. «Guardiamoci intorno, guardiamo soprattutto quanti sono nell’indigenza. Il fratello che soffre, dovunque si trovi, ci appartiene. Quello che soffre è Gesù nella mangiatoia... Incontreremo davvero il Redentore nelle persone che hanno bisogno». 

«Prepariamo il cuore, andiamo a pregare, non ci lasciamo portare avanti dal consumismo: ah devo comprare i regali, devo fare questo! Quella frenesia di fare cose, cose, cose. L’importante è Gesù», rimarca ancora il Pontefice, sulla scia dell’appello di mercoledì scorso dopo l’udienza generale con cui chiedeva di approfittare delle restrizioni «per purificare il modo di vivere il Natale, uscendo dal consumismo», rendendolo «più religioso e vero». Quello che realmente conta, secondo il Papa, è la compassione, la generosità, la solidarietà. La stessa solidarietà che - come ha scritto in un tweet postato sull’account @Pontifex mezz’ora prima dell’Angelus, in occasione del Human Solidarity Day dell’Onu - «si esprime concretamente nel servizio, che può assumere forme molto diverse nel modo di farsi carico degli altri. Servire significa avere cura di coloro che sono fragili nelle nostre famiglie, nella nostra società, nel nostro popolo». 

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
20/12/2020 15:29:56


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