Rubrica Lazio

Il castello Odescalchi sulle rive del Lago di Bracciano

Una delle più belle dimore rinascimentali d’Europa

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Il Castello Orsini-Odescalchi di Bracciano è una struttura che potrebbe essere definita un palinsesto di storia e architettura, una sorta di organismo vivente a riferimento delle sue tante trasformazioni, adattamenti, restauri e espansioni. In sintesi si possono rintracciare quattro principali campagne di committenza.

Prima, la costruzione della Rocca Vecchia cioé il fulcro tardo medievale del castello costruito dai prefetti di Vico, che amministrarono una buona parte della Tuscia tra Roma e Viterbo, intorno al 1200.

Secondo, dopo il passaggio dai Vico agli Orsini si assiste all’espansione e trasformazione totale del castello voluta da Napoleone e suo figlio Gentil Virginio Orsini tra il 1470 e 1496. Questo è il momento in cui probabilmente prima Giovannino de Dolci –l’architetto della Cappella Sistina-, poi Francesco di Giorgio Martini e Antoniazzo Romano e forse Andrea Bregno e Giovanni Dalmata rispettivamente costruiscono, fortificano e decorano l’edificio. E’ proprio in questo momento che i più monumentali palazzi del primo rinascimenti vengono edificati (il Palazzo Ducale di Urbino, Palazzo Medici a Firenze, il Castelnuovo di Napoli, Palazzo Venezia a Roma), edifici e committenti che gli Orsini conoscono e desiderano in qualche modo emulare. Quasi contemporaneamente gli Orsini restaurano e costruiscono edifici a Roma (Montegiordano e Campo de Fiori), a Tagliacozzo, a Vicovaro, Avezzano, Scurcola Marsicana etc., ma Bracciano sembra diventare sempre di più il simbolo di una potenza militare in crescendo. La terza fase di committenza riguarda la trasformazione da fortezza a palazzo gentilizio voluta da Paolo Giordano Orsini nel momento in cui Bracciano diventa ducato (1560) e il primo duca sposa Isabella de Medici (1558).

A fasi alterne, Paolo Giordano convoca a corte gli architetti Giacomo del Duca e Nanni di Baccio Bigio e i pittori Taddeo e Federico Zuccari che, come testimoniato dal Vasari dipinsero alcune tra le loro opere più preziose proprio in questo castello. Infine, la crisi delle famiglie baronali in età barocca condusse gli Orsini a vendere il Castello alla famiglia Odescalchi alla fine del seicento durante il papato di Innocenzo XI.

Venduto ai Torlonia per un breve periodo il maniero fu riacquistato per jus redimendi di nuovo dagli Odescalchi nella seconda metà dell’800 grazie ad un fortunato matrimonio tra Livio Odescalchi e la principessa polacca Sofia Branicka. Nel 1890 il raffinato principe Baldassarre Odescalchi apportò cambiamenti con il suo architetto di fiducia Raffaele Ojetti. Insieme, committente e architetto, in una ideale sintonia restaurarono il castello ispirandosi alle teorie John Ruskin e quanto più possibile al rinascimento.

Aperto al pubblico dal 1952 per volontà del principe Livio IV Odescalchi, grazie all’attuale gestione della Fondazione a lui dedicata viene sostenuto un sapiente e costante lavoro di tutela e restauro.

La storia del castello Odescalchi: una delle più belle dimore rinascimentali d’Europa

La costruzione del Castello Odescalchi di Bracciano, forse su progetto dell’architetto Francesco di Giorgio Martini, inizia nel 1470 su commissione di Napoleone Orsini e viene ultimata nel 1485 sotto la guida del figlio Gentile Virginio.

Nel corso dei secoli l’edificio subisce profonde trasformazioni e a causa della sua posizione strategica si trova spesso al centro di aspre contese tra le più importanti casate nobiliari di Roma, come i Colonna e i Borgia. Papa Alessandro VI Borgia giungerà persino a confiscare il Castello nel 1496. I primi interventi pittorici di rilievo risalgono proprio a questi anni travagliati.

Celebre è il ciclo di dipinti dedicato alla donna, che illustra momenti della vita di corte legati allo scorrere del tempo e delle stagioni, ricorrendo a canoni ancora tardo-medievali. Di particolare pregio è l’affresco del Trionfo di Gentile Virginio Orsini di Antoniazzo Romano, illustre pittore del Quattrocento.

Solo con la fine del pontificato del vendicativo Borgia, la famiglia Orsini rientra finalmente in possesso della dimora, dedicandosi costantemente al suo abbellimento e ampliamento.

Sul finire del XVI secolo, l’architetto e scultore Giacomo del Duca, allievo di Michelangelo, realizza una serie di interventi in occasione del sontuoso matrimonio tra Paolo Giordano Orsini ed Isabella de’ Medici.

I fratelli Taddeo e Federico Zuccari, raffinati interpreti della pittura tardo-rinascimentale, realizzano per l’occasione gli affreschi con l’oroscopo dei due sposi e gli emblemi delle due insigni casate e decorano alcune sale, tra cui quella che ospitò nel 1481 Papa Sisto IV della Rovere in fuga dalla peste che aveva colpito Roma.

Nel 1696 alla famiglia Orsini subentra la famiglia Odescalchi, antica casata di origini comasche, il cui prestigio si accresce ulteriormente con l’ascesa al soglio pontificio di uno dei suoi membri con il nome di Innocenzo XI (1676-1689). Il nipote del Papa, Livio, diviene Principe del Sacro Romano Impero sotto l’Imperatore Leopoldo I d’Asburgo, per i servigi resi nella guerra contro i Turchi.

Durante l’occupazione francese il Castello viene saccheggiato dei suoi preziosi arredi e poi ceduto con diritto di riscatto alla famiglia romana dei Torlonia; solo nel 1848, il Principe Livio III Odescalchi lo riscatta dal Duca Marino Torlonia. Il figlio Baldassarre, personaggio di spicco della Roma ottocentesca, ne recupera l’antico splendore attrverso un sapiente recupero architettonico a opera dell’architetto e restauratore romano Raffaello Ojetti.

Notizia e Foto tratte da dimorestoricheitaliane.it/
© Riproduzione riservata
23/11/2019 05:25:20


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