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Stati Uniti, sciopero del sesso contro la legge anti-aborto in Georgia

Hollywood si mobilita contro un provvedimento molto restrittivo

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Sciopero del sesso contro la legge sull’aborto emanata in Georgia. Hollywood si mobilita e mette in campo una serie di iniziative per protestare contro le limitazioni all’interruzione di gravidanza prevista dalla cosiddetta legge ’heartbeat’, promulgata giovedì dal governatore repubblicano Brian Kemp. Dal boicottaggio delle riprese fino allo sciopero del sesso lanciato dall’attrice, e paladina del #MeToo, Alyssa Milano. «I nostri diritti riproduttivi sono stati cancellati. Finché noi donne non avremo il diritto di disporre dei nostri corpi non possiamo correre il rischio di una gravidanza», ha twittato l’attrice, lanciando l’hashtag #SexStrike con cui invita ad astenersi dai rapporti sessuali “finché non recupereremo la nostra autonomia”. La nuova legge restrittiva sull’aborto vieta l’interruzione di gravidanza non appena si possa individuare il battito del cuore del feto, ossia dopo circa sei settimane. Ma molte donne non si accorgono di essere incinta se non dopo nove settimane. La legge mira a mettere alla prova i limiti della sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti ’Roe v. Wade’ che, nel 1973, ha riconosciuto il diritto delle donne di abortire fino a quando il feto non è considerato vitale.

Leggi simili, approvate in Kentucky e in Mississippi, sono state bloccate dai tribunali ed è probabile che la legge della Georgia subirà lo stesso destino. Lo Stato ha già fatto sapere che in questo caso farà appello, sperando di far valere il suo caso dinanzi alla Corte Suprema, dove i giudici conservatori hanno la maggioranza dopo l’arrivo di due giudici nominati dal presidente Donald Trump.

In attesa dell’esito di questa battaglia, Alyssa Milano, star di ’Streghe’, ha esortato le donne a rifiutare qualsiasi rapporto sessuale. “La storia dimostra che gli scioperi del sesso sono molto efficaci”, scrive rispolverando l’idea di Lisistrata, la protagonista della celebre commedia di Aristofane dove le donne ateniesi negano il sesso ai loro mariti per mettere fine alla guerra del Peloponneso. Stesso caso, ma qui è la storia a parlare, avvenne in Liberia molto più recentemente dove un ampio movimento femminista, che univa digiuni, preghiere e scioperi sessuali, aiutò a porre fine alla seconda guerra civile del 2003. La sua promotrice, l’assistente sociale Leymah Gbowee, è stata insignita del Nobel per la Pace nel 2011. L’appello di Alyssa Milano, molto discusso sui social network, non ha ricevuto però la stessa accoglienza. Mentre alcune voci, come l’attrice Bette Midler, l’hanno sostenuta, molte altre si sono levate per deridere o condannare la sua iniziativa. I conservatori hanno scherzato sulla “buona notizia: i progressisti smetteranno di crescere”.

Più seriamente, le femministe hanno accusato l’attrice di avere una lettura troppo ’machista’ del sesso. “Dovrei privarmi del sesso, e partecipare alla finzione che sia solo uno strumento di contrattazione per le donne?”, ha commentato l’autrice Kristi Coulter, sostenendo di essere stata penalizzata abbastanza dalla “società patriarcale”.

D’altro canto, l’invito a boicottare le riprese in Georgia, uno Stato che ha sedotto Hollywood con regimi fiscali molto allettanti, ha ricevuto un’analoga accoglienza. Molte star come Alec Baldwin, Don Cheadle, Ben Stiller, Mia Farrow, Amy Schumer, si sono unite alla Milano per chiedere all’industria del cinema di ritirarsi dallo Stato, dove solo nel 2018 vi sono state oltre 450 produzioni.

I produttori indipendenti e il sindacato degli sceneggiatori americani hanno fatto propria la protesta, ma i principali studi si sono ben guardati dal prendere posizione. La stessa stella nascente democratica, Stacey Abrams, che per un pelo non è diventata governatrice della Georgia, ha implorato le star di non boicottare il suo Stato. “Apprezzo le richieste di contrasto alla legge - ha detto, ma il popolo della Georgia che lavora duramente per il cinema per guadagnarsi da vivere non dovrebbe essere penalizzato”.

Avanzando una soluzione di compromesso, i registi Jordan Peele e JJ Abrams hanno continuato a girare la loro nuova serie “Lovecraft Country” in Georgia, ma hanno annunciato che doneranno il 100% dei loro diritti alle associazioni che combattono contro la nuova legge anti-aborto.

Quanto ad Alyssa Milano, l’attrice è obbligata contrattualmente a completare in Georgia le riprese della serie TV ’Insaziable’, in programma per un altro mese.

Notizia e foto tratte da La Stampa
© Riproduzione riservata
12/05/2019 21:42:50


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