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Il patto fra Israele e Stati Uniti per l’attacco all’Iran e le probabili date

Michel: "Chiediamo a tutte le parti di esercitare la massima moderazione"

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"L'Ue condanna l'attacco dell'Iran contro Israele. Occorre fare tutto il possibile per contribuire a portare stabilità nella regione ed evitare un'escalation. Chiediamo a tutte le parti di esercitare la massima moderazione". Lo scrive su X il presidente del Consiglio Europeo a vertice concluso. L'Ue s'impegna a collaborare con i partner per porre fine alla crisi di Gaza, anche attraverso: il cessate il fuoco immediato, il rilascio incondizionato degli ostaggi, la garanzia di un accesso illimitato agli aiuti umanitari". I leader europei hanno deciso inoltre di imporre delle sanzioniCharles Michel lo ha annunciato al termine del vertice Ue. "L'idea è di colpire le compagnie che servono per i droni e per i missili ma avremo più dettagli dopo il lavoro del Consiglio".

G7, stretto coordinamento per ogni futura misura su Iran

"Ribadiamo la condanna all'attacco senza precedenti contro Israele da parte dell'Iran. Assicureremo il massimo coordinamento su ogni futura misura che riduca la capacità dell'Iran di acquisire, produrre o trasferire armi", ha affermato il G7 dei ministri finanziari e dei governatori delle banche centrali, che si dice "preoccupato per la crisi a Gaza dopo l'attacco terroristico di Hamas contro Israele del 7 ottobre. Continueremo a lavorare per consegnare più aiuti umanitari ai palestinesi".

Possibile attacco all'Iran alla fine della Pasqua ebraica

Intanto, stando ad una fonte egiziana che non trova però conferme ufficiali, gli Stati Uniti avrebbero concordato un piano per un'azione militare a Rafah in cambio di un attacco limitato all'Iran. La risposta all'attacco missilistico ci sarà, ma non prima della fine della Pasqua ebraica che comincia lunedì 22 aprile e termina il 29. A sostenerlo una fonte statunitense che ha tuttavia voluto aggiungere della possibilità che il piano possa anche cambiare. Poi ha sottolineato che i comandanti dei Pasdaran e l'altra leadership iraniana sono ancora in una situazione di allarme elevato, con alcuni nascosti in case sicure e strutture sotterranee. 

Netanyahu va per la sua strada e prepara la risposta

Benyamin Netanyahu va avanti per la sua strada e prepara la risposta all'attacco dell'Iran nonostante le forti pressioni internazionali contrarie, con gli Usa e il G7 che puntano sulla leva delle sanzioni contro Teheran.

Ma nel frattempo si infiamma lo scontro con gli Hezbollah al confine nord di Israele, che oggi ha visto in Galilea 18 israeliani feriti: 4 civili e 14 soldati, di cui 6 gravi.

"Apprezzo tutti i tipi di suggerimenti e consigli ma voglio che sia chiaro: prenderemo le nostre decisioni e lo Stato di Israele farà tutto il necessario per difendersi", ha chiarito il primo ministro dopo aver incontrato il ministro degli Esteri britannico David Cameron e la collega tedesca Annalena Baerbock, arrivati a Gerusalemme per chiedere di evitare un'escalation nella regione. Cameron ha usato un argomento che da giorni molti analisti israeliani, e anche ministri, invocano nell'invitare Netanyahu alla prudenza.

"Intelligenti piuttosto che duri"

"Meglio essere intelligenti piuttosto che duri. La vera necessità - ha osservato il responsabile del Foreign Office - è tornare a concentrarsi su Hamas, sugli ostaggi, sull'arrivo degli aiuti, su una pausa nel conflitto a Gaza". Un ragionamento proposto anche dal ministro Arieh Deri del partito religioso Shas, che siede, come uditore, nel ristretto gabinetto di guerra israeliano. "Meglio non aprire più fronti" in questo momento, ha detto Deri, ricordando che "c'è una campagna non finita a Gaza e che lì ci sono ancora gli ostaggi".

"Ho chiarito nei colloqui in Israele che il Medio Oriente non deve scivolare in una situazione che non ha una fine certa. Occorre la massima moderazione. Non è cedere ma evitare una guerra regionale", ha esortato anche la responsabile della diplomazia tedesca Baerbock. Ma l'altolà arrivato da Netanyahu fa intendere come la decisione sia ormai presa.

L'Iran intanto ha evacuato alcune basi in Siria

Intanto l'Iran ha completamente evacuato alcune sue basi in Siria, mentre altre lo sono solo di notte, quando Teheran teme che sia più probabile che abbia luogo un attacco israeliano. Lo sostiene il Wall Street Journal che cita delle fonti. Secondo Wsj, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha adottato "misure di emergenza" per le sue strutture in tutta la Siria. Le fonti hanno detto che solo alcuni membri sono rimasti a guardia degli arsenali di armi, mentre la maggior parte è stata evacuata.

Iran minaccia ancora: "Risposta feroce a minima aggressione"

L'Iran minaccia di reagire con una risposta "potente e feroce" al minimo atto di aggressione sul suolo iraniano. A dichiararlo, mentre si susseguono le notizie sui tempi e la portata di una potenziale rappresaglia israeliana, è stato il presidente iraniano Ebrahim Raisi intervenendo durante la parata annuale dell'esercito. L'evento, diversamente dagli scorsi anni, non è stato trasmesso in diretta dalla tv di Stato e inoltre si è svolto in una caserma a nord della capitale, e non nella sua sede abituale, alla periferia meridionale della città.

"Pronti a colpire i nemici con i jet supersonici"

"Consigliamo ai nemici di non commettere alcun errore strategico perché l'Iran è pronto a colpirli, soprattutto con i caccia Sukhoi-24, i bombardieri tattici supersonici russi". Lo ha dichiarato il comandante delle forze aeree iraniane, Hamid Vahedi. Oltre ai Sukhoi-24, la flotta aerea di Teheran è dotata di caccia più avanzati ed è "pronta a sferrare un tale colpo ai nemici, che non saranno in grado di compensare", ha aggiunto Vahedi.

Notizia e Foto tratte da Tiscali
© Riproduzione riservata
18/04/2024 13:52:21


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