Musica Curiosità

Emma canta e parla: “Ora sì che mi diverto”

Di sassolini, nelle scarpe tacco dodici, ce ne sono tanti e lei li tira fuori uno a uno

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Emma apre il suo tour “Essere Qui” al Palalottomatica di Roma e nello stesso tempo si apre al nuovo, a quello che lei pretende sia innovativo nella sua vita professionale. E non tace nulla. Di sassolini, nelle scarpe tacco dodici, ce ne sono tanti e lei li tira fuori uno a uno, sul palco, a favore di un pubblico trasversale per dato anagrafico, che riempie buona parte del palazzetto. Emma si è scoperta musicista, autrice, fustigatrice e persino sexy. 

S’affaccia in quello che dovrebbe essere lo scheletro di un locale notturno, un locale underground per il quale «mi sono fatta un sogno psichedelico», l’Exit (“Perché ne sono uscita”) ricreato da lei a immagine e somiglianza di quelli frequentati da ragazzina quando tentava, spesso inascoltata, di suonare e di provarsi su un palco. S’affaccia e in controluce si spoglia di personaggi e di vestiti per indossare, live, altri caratteri capaci di scatenare nuove sonorità. Gli abiti, corti, trasparenti e glitterati non esaltano il suo fisico e questo è palese ma dietro c’è l’effetto è sapientemente ricercato: Emma è cresciuta, è come quei costumi raffinati, ecco l’immagine che ancora non è riuscita a restituire e che alberga dentro di lei, slanciata, bella, sensuale, giusta per la musica che oggi propone.  

Un domani tanto lavoro la porterà ad essere, anche esteticamente, perfettamente corrispondente al suo carattere. «Adesso inizio a divertirmi dopo otto anni vissuti da pazza - infatti confessa durante il dopo show -. Più si matura e più si diventa autonomi e io ora mi sento un fiume in piena. Ho talmente tanta energia che sono pronta per un nuovo disco e non è detto che non ci sia già. Questo però è lo show più sincero che abbia mai prodotto. Mi sono rivelata per quella che in realtà sono. Gli artisti oggi sono sottoposti a pressioni che anni fa erano impensabili. Io ho fatto un lavoro su me stessa e mi sono liberata dalle insicurezze, più musicista e meno personaggio, ho alzato la mia asticella. Sulla musica ci ho lavorato tanto perché io faccio dischi per poter passare ai live. I concerti mi esaltano, mi mettono in presa diretta con il pubblico, mi arrivano le loro sensazioni. Per questo mi spoglio e mi rivesto, sempre in scena. Non voglio nascondermi neanche quando entro ed esco dai personaggi: la tutina di paillettes con la quale apro, tratta della mia quotidianità e sta bene con “L’amore non basta”, “Trattengo il fiato”, “Portami via da te”. Poi il vestito più raffinato, per temi più delicati e autoriali come “Calore”, “Quando le canzoni finiranno”. L’ultimo cambio mi fa diventare la regina della notte e mi regala una scarica di adrenalina che riverso sul pubblico, “Il paradiso non esiste”, “Cercavo amore”, “La mia città”. 

E siccome anche le canzoni hanno un significato preciso se cantate nel momento giusto, Emma intona “Malelingue” non a caso: «Si sono dette tante cose sul mio album, che non aveva venduto quanto sperato e di peggio. E poi contro il tour prima ancora che partisse. Ma io qui ho ritrovato quanto immaginato per mesi nella mia testa». E lo sfogo a favore ovazione: «E chi se ne frega se il terzo anello del Palasport non è pieno. Per quanto mi riguarda mi interessa più la qualità che la quantità». Ai suoi fan si confessa emozionatissima e giura, anche goffa: «Quando devo parlare mi viene da piangere e mi si strozza la voce in gola». Però parla lo stesso e affronta temi caldi: la violenza sulle donne, l’aborto, l’omofobia. «Lancio spunti, se già dieci dei cento ragazzini che vengono a vedermi poi approfondiscono, chiedono ai genitori, per me è un successo». Non è impacciata quando imbraccia la chitarra e per due brani suona con la sua band composta da musicisti di razza: «Sbagli e mandi tutto in aria. Ma è andata bene». 

Applausi, bis, un bicchiere di vino rosso per l’after show e gli amici a brindare con lei: Giuliano Sangiorgi che le ha dato due canzoni, Edoardo Leo, un imbarazzatissimo Marco Travaglio che ad inizio concerto sfoggiava la faccia dell’impiccato, poi battimano con testa tentennata a tempo e sul finire si è prodotto persino nella “ola”, bissata. C’erano i bambini, senza vino, dell’ospedale Bambino Gesù estasiati che Emma ha salutato commossa e poi Valeria Solarino, Salvatore Esposito, Miriam Leone, Tea Falco, Paola Turci. Domani Emma canterà al Mediolanum Forum di Assago-Milano, sabato al Pala Alpitour di Torino e poi Padova, Firenze, Catania e Napoli. 

La Stampa
© Riproduzione riservata
18/05/2018 10:49:57


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