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Intervista esclusiva al dottor Andrea Casciari, direttore generale della Asl n.1 Alta Umbria

"Maggiore integrazione fra ospedale e territorio"

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Dal febbraio di quest'anno, il dottor Andrea Casciari, 45 anni di Perugia (per l'esattezza, risiede a Casa del Diavolo), è il nuovo direttore generale dell'azienda sanitaria locale n. 1 Alta Umbria dopo essere stato direttore amministrativo della stessa Asl. L'incarico gli è stato affidato dalla giunta regionale su proposta della presidente Catiuscia Marini e il dottor Casciari è subentrato al dottor Emilio Duca poiché quest'ultimo è stato nominato direttore alla Salute, Coesione Sociale e Società della Conoscenza della Regione. Il dottor Casciari è una figura senza dubbio conosciuta nel Tifernate per aver ricoperto il ruolo di dirigente dell'amministrazione comunale nel settore dei servizi sociali. Sentiamo un po' cosa ci ha detto in un'intervista esclusiva:

Dovesse esprimere con un voto l'attuale situazione della sanità a Città di Castello e in Altotevere Umbro, cosa scriverebbe nella ipotetica pagella ?

"Di fatto mi sta chiedendo di darmi un voto?"

Quanto la manovra economica può influire sul futuro della sanità in generale ?

"Per rispondere a questa domanda si dovrebbero differenziare i termini: il futuro della sanità in generale è ovviamente legato alla consistenza del Fondo Sanitario Nazionale che, se si ridurrà ulteriormente, potrebbe determinare la riduzione di servizi in quanto la possibilità di razionalizzazione ha dei limiti oltre i quali non si può andare se non riducendo, appunto, i servizi stessi. Se invece si parla di salute, si può affermare che la manovra potrebbe determinare un peggioramento dello stato di salute dei singoli e della collettività".

Ci sono molte critiche a livello nazionale sul funzionamento della sanità in Italia rapportate agli investimenti economici effettuati. Qual è la sua opinione?

"Sicuramente sappiamo che il funzionamento della sanità in Italia non è uniforme; resta comunque il fatto che la sanità umbra, così come confermato anche dalla recente valutazione della performance dei servizi sanitari regionali, pubblicata sul sito del Ministero della Salute, è riconosciuta essere tra le migliori".

Politica, valore aggiunto per la sanità oppure spesso una palla al piede?

"La politica sanitaria è sicuramente un valore aggiunto".

Scendiamo nel locale. Qual è, al momento, la problematica più importante della ASL n. 1 che nel suo ruolo si ritrova a dover fronteggiare?

"La problematica più importante in questa fase è sicuramente rappresentata dall'integrazione tra ospedale e territorio. In pratica, tenendo conto dell'incremento della vita media e del conseguente incremento delle patologie croniche, sempre più i servizi ospedalieri sono chiamati a garantire la erogazione delle prestazioni nella fase acuta, in genere di breve durata, mentre poi è necessario che il cittadino "venga preso in carico" e accompagnato fino alla completa guarigione o, nel peggiore dei casi, fino alla migliore condizione di vita possibile. E' evidente che da tutto ciò deriva la opportunità-necessità di sviluppare sempre più il rapporto tra gli operatori sanitari (esempio, i medici di medicina generale ecc.) che lavorano nel territorio e gli operatori degli altri servizi aziendali per realizzare quella che conosciamo come "continuità assistenziale".

Se disponesse adesso dei fondi necessari, quale priorità realizzerebbe per l'azienda che dirige?

"Sicuramente il potenziamento della dotazione tecnologica e dei sistemi di comunicazione".

Organizzazione logistica, dotazione tecnologica e organico a disposizione dell'azienda sanitaria: in quale dei tre aspetti occorre a suo giudizio un potenziamento?

"In pratica ho già risposto a questa domanda. Visto che l'organizzazione logistica e l'organico sono ormai ad un livello più che soddisfacente, resta ovviamente solo la dotazione tecnologica che esige un costante potenziamento dovuto anche alla velocità con cui quella esistente diventa obsoleta".

E la situazione a livello di territorio?

"La risposta alle domande precedenti è riferita alla Asl nella sua interezza, per cui non credo ci sia nulla da aggiungere".

Quali patologie sono in crescita nel territorio e quali sono le cause scatenanti?

"Per quanto riguarda le patologie, il nostro territorio non presenta differenze rispetto al resto dell'Umbria e dell'Italia: sono in incremento le patologie croniche sia di origine cardiovascolare (esempi: aterosclerosi e ipertensione), sia metaboliche, come il diabete e i tumori, che sono tipiche della nostra civiltà. L'entità dell'incremento è comunque all'interno dei valori medi regionali e nazionali".

Posti letto a Città di Castello: sono sufficienti o vi è la necessità di implementarli?

"I posti letto sono più che sufficienti e in linea con gli standard regionali e nazionali".

Tempi di attesa per un esame o per una visita: dove sono brevi e dove invece si pone l'esigenza di accorciarli?

"Le criticità relative ai tempi di attesa sono uno degli aspetti sui quali da tempo stiamo lavorando - e più recentemente - anche su base regionale; la soluzione applicata è stata la utilizzazione dei R.A.O. - Raggruppamenti di Attesa Omogenei - in base ai quali viene individuata la maggiore o minore urgenza di fruire di una determinata prestazione (visita o esame strumentale). Tale metodologia è stata già applicata alle visite oculistiche, ortopediche, urologiche, neurologiche e cardiologiche, nonché agli esami strumentali quali elettroencefalogramma, elettrocardiogramma, elettromiografia, ecocolordoppler dei tronchi sovraortici e valutazione senologica. Questa metodologia garantisce l'accesso alle prestazioni in funzione della effettiva necessità. Entro breve tempo tale metodologia sarà estesa anche ad altre prestazioni quali l'ecografia dell'addome, l'ecocolor doppler cardiaco e l'elettrocardiogramma da sforzo".

E i tempi medi delle degenze?

"Per quanto riguarda la degenza media in ricovero ordinario, il nostro valore aziendale - consolidato nel tempo - è pari a 5,4 giorni, in perfetta linea con gli standard qualitativi regionali e nazionali. Nel caso della degenza media pre-operatoria il nostro standard è inferiore a un giorno, così come richiesto dai più recenti standard organizzativi".

Indici di attrazione della struttura sempre invariati?

"In realtà, i dati di attività relativi al primo semestre di quest'anno evidenziano un incremento della capacità di attrazione delle nostre strutture, in particolare verso i residenti di altre regioni. E' però necessario tenere presente che il mandato della nostra Asl, quale parte integrante del Servizio Sanitario Regionale, è in particolare quello di rispondere ai bisogni di salute dei nostri cittadini evitando che si realizzi la necessità che questi debbano cercare risposte fuori dal territorio regionale".

Quante sono le richieste annuali di visite specialistiche?

"Nell'anno 2010, le visite più esami strumentali su richiesta del medico curante sono state complessivamente 448.774 e gli esami di laboratorio 1.424.441, per un totale di 1.873.215 prestazioni che corrispondono ad una media di quasi 14 prestazioni per ogni cittadino residente nel territorio di competenza della Asl".

Che cosa manca (se manca) a Città di Castello per diventare punto di riferimento per la sanità del centro Italia?

"Tenendo conto che questa azienda sanitaria può contare sulla qualità dei propri servizi e su professionalità consolidate, riteniamo di poter essere e rimanere il punto di riferimento per i cittadini".

I progetti per la struttura nell'immediato futuro?

"Sicuramente, l'adeguamento e la riorganizzazione dell'accoglienza del servizio di Pronto soccorso dell'ospedale di Città di Castello".

Redazione
© Riproduzione riservata
12/10/2011 10:55:24


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