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Balestra, la prima volta al Palio di Claudio Boncompagni

Il valido tiratore biturgense conquista la vittoria alla 76esima partecipazione

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La giornata di gloria è arrivata finalmente anche per lui! Balestriere dal 1972, al suo 76esimo Palio disputato il veterano Claudio Boncompagni riesce nell’impresa di aggiudicarselo e di colmare così il vuoto rimasto nel suo palmares personale. Un vuoto peraltro importante, perché per ogni tiratore di Gubbio e Sansepolcro - grandi ereditarie della nobile tradizione - la vittoria nella secolare sfida è quella che conta più di ogni altra. Non c’è ragione che tenga e spesso bisogna pazientare, anche quando sembra che la jella voglia negare la soddisfazione più bella, ricorrendo addirittura a sistemi che potrebbero indurre alla rassegnazione. Sul fatto che Boncompagni fosse un valido balestriere, nessuna obiezione; anzi, tanto di cappello sia per le sue qualità tecniche, sia per la bellezza dell’arma di cui dispone, con un teniere in stile che è un’opera d’arte a tutti gli effetti. E nel pomeriggio di grazia del 30 maggio 2010, il 56enne artista e insegnante di oreficeria all’istituto d’arte biturgense ha provato la gioia del trionfo in una domenica nella quale Sansepolcro ha realizzato il cappotto, conquistando anche il secondo e il terzo posto con Luciano Mazzini e Franco Trappoloni e lasciando agli eugubini la quarta piazza, andata ad appannaggio di Claudio Mancini che sarà il capobanco in piazza Grande fra dodici mesi. Claudio Boncompagni entra dunque nel lungo albo d’oro scritto da oltre 500 anni di storia documentata, dopo due secondi e tre terzi posti che – curiosità particolare – il biturgense ha conseguito sempre in terra umbra. Tanti successi sfiorati finora nel Palio e vittorie a volontà in altre gare disputate fuori, mentre a Sansepolcro si è aggiudicato due edizioni del Sant’Egidio, la tenzone individuale del 1° settembre fra balestrieri e cittadini in onore del fondatore del Borgo e della quale possiede un’autentica collezione di piazzamenti d’onore, più quattro titoli di campione cittadino. A questo, aggiungere i tanti “scudetti” a squadre e altri due secondi posti nella sfida per il collare di “Re della Balestra”, ottenuti a Massa Marittima, dove in una circostanza era in testa fino all’ultimo tiro. Insomma, questo primo posto nel Palio è il suggello a un curriculum di tutto rispetto. “Non mi vergogno nel dire che mi sono emozionato anche durante il corteo e che nel ripensarci ricado ancora nell’emozione – ha affermato Boncompagni il giorno dopo l’impresa – ma credo che in ogni aspetto della vita la perseveranza prima o poi debba ricevere il giusto premio. Interpreto quindi il successo di domenica in questa ottica”. Anche perché finora il sorteggio non era mai stato benevolo nei suoi confronti. “Diciamo che la dea bendata ha fatto una sorta di “conguaglio” e che ora siamo pari. Pensavo anche stavolta di essere chiamato in fondo e invece l’urna ha estratto il mio nome nella prima sestina. Con il corniolo semi-vuoto, ho violato lo spazio bianco della bulletta conficcando la verretta un tantino in alto, ma in una posizione che ha messo in crisi gli altri tiratori”. Tiro non preciso al 100% a causa del vento? “Aleggiava una leggera brezza, ma non in misura tale da disturbare. Avevo effettuato in mattinata le prove ed ero tranquillo perché l’arma era a posto: fare le prove è quindi sempre importante. Abbiamo dominato la scena a Gubbio, dove negli ultimi dieci anni eravamo passati solo due volte. Il bello del Palio con Gubbio è che il trionfo ti permette di sognare a occhi aperti”.

(tratto dal Corriere di Arezzo)

Redazione
© Riproduzione riservata
01/06/2010 07:04:57


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