Restano molti i misteri sull'omicidio di Luciano Buonfiglio avvenuto ad Arezzo

Convalidato da parte del Gip il fermo della transgender colombiana
Ma come è morto Luciano Buonfiglio, il consulente di 61 anni, residente a Castiglion Fiorentino? Questo ancora non si sa. Ieri davanti al gip di Arezzo non ha parlato la transgender colombiana di 28 anni fermata la notte stessa tra 31 ottobre e 1 novembre, accusata di omicidio volontario. Nulla filtra dopo l'autopsia eseguita a Siena e quindi resta tutto un mistero: la causa del decesso è solo quella lesione alla nuca non così evidente e con fuoriuscita di poco sangue a terra? C'è stata una emorragia interna? Ci sono altre concause? Quale oggetto è compatibile con la ferita? Nel frattempo, immortalata dalle telecamere nel parcheggio di San Zeno che hanno ripreso la lite, per Alexandra Johana Sanabria Lopez, arriva inevitabilmente da parte del gip a fine udienza la convalida del fermo operato dalla Squadra Mobile subito dopo il delitto. Omicidio volontario il reato contestato in questa fase. Prevista una perizia il 13 novembre, sul suv di Buonfiglio, la vettura dove è avvenuto l'incontro, il breve spostamento e lo scontro fisico sfociato nella morte del broker. Una lite violenta durata 2 minuti dei 6 che passano da quando Alexandra sale in auto. Lite ripresa dalle telecamere e sentita dal ristoratore del locale di fronte al parcheggio, colui che ha telefonato al 112 alle 23.30 del 31 ottobre. Le immagini della videosorveglianza che riprendono il parcheggio mostrano la trans Alexandra che, cappotto sopra il corpo seminudo, si china sull'uomo esanime, disteso tra sedile dell'auto e asfalto del parcheggio, ma non si capisce cosa fa.

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