Morbillo, bambino muore a New York: primo decesso in 30 anni

Paura negli Usa oltre 4.800 contagi. La situazione in Europa
Un bambino è morto dopo aver contratto il morbillo nella contea di Lewis, nello Stato di New York. Si tratta del primo decesso associato alla malattia registrato nello Stato in oltre trent’anni. La notizia è stata confermata lunedì 2 novembre dalle autorità sanitarie statali e locali, mentre negli Stati Uniti continua ad aumentare il numero delle infezioni. La vittima viveva in una zona rurale nella parte settentrionale dello Stato, a circa 150 chilometri da Syracuse. Non sono state diffuse informazioni sull’età del bambino né ulteriori dettagli sul caso, nel rispetto della privacy della famiglia. La governatrice Kathy Hochul ha espresso il proprio cordoglio: “Sono profondamente addolorata per la morte di un bambino nella contea di Lewis dopo aver contratto il morbillo. Da madre e nonna, non riesco nemmeno a immaginare quello che sta attraversando questa famiglia. Il mio pensiero va a tutte le persone che conoscevano e amavano questo bambino”.
L’epidemia negli Stati Uniti
La morte del piccolo arriva in una fase particolarmente critica per la sanità americana. Nel 2026 gli Stati Uniti hanno registrato oltre 4.800 casi di morbillo, il dato più elevato dai primi anni Novanta e più del doppio rispetto a quello dello scorso anno. Secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), al 30 ottobre le infezioni confermate erano 4.666. Il fenomeno interessa numerosi Stati. La Pennsylvania ha segnalato oltre 1.300 contagi, mentre Carolina del Sud e Utah hanno superato entrambi quota 500. A preoccupare gli esperti è soprattutto la diminuzione della copertura vaccinale, scesa al di sotto del 95%, la soglia considerata necessaria per impedire la circolazione del virus e proteggere anche le persone che non possono essere immunizzate. Almeno il 96% dei contagi registrati negli Stati Uniti quest’anno riguarda persone non vaccinate o con uno stato vaccinale sconosciuto. Gli specialisti collegano la recrudescenza della malattia anche alla crescente sfiducia nei confronti dei vaccini e alle modifiche delle politiche sanitarie promosse dall’amministrazione Trump. Il segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. è stato più volte criticato per le sue posizioni sulle vaccinazioni.
New York dichiara lo stato di emergenza
La situazione nello Stato di New York era già considerata preoccupante nelle settimane precedenti alla morte del bambino. Secondo gli ultimi dati disponibili al 24 ottobre, i casi registrati dall’inizio dell’anno erano 178, di cui 170 al di fuori della città di New York. Nella sola contea di Lewis ne sono stati segnalati 15. Il 5 ottobre la governatrice Kathy Hochul aveva dichiarato lo stato di emergenza per fronteggiare l’aumento delle infezioni nelle aree rurali e negli Stati confinanti. Il provvedimento ha permesso di ampliare il numero di professionisti autorizzati a somministrare il vaccino contro il morbillo, includendo anche paramedici e ostetriche, e di semplificare le procedure per gli esami diagnostici. Le autorità sanitarie stanno inoltre collaborando con le amministrazioni locali per individuare i contagi, monitorare i contatti e raggiungere le persone non ancora immunizzate. Il vaccino MPR, che protegge da morbillo, parotite e rosolia, rimane il principale strumento di prevenzione, due dosi garantiscono una protezione di circa il 97%.
La situazione in Europa
La ripresa dei contagi non riguarda soltanto gli Stati Uniti. Anche in Europa il morbillo continua a circolare e desta preoccupazione per le lacune nelle coperture vaccinali. Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), il rischio rimane moderato per i bambini sotto i 12 mesi, quelli tra uno e cinque anni e le persone immunodepresse. Per gli adulti e i bambini più grandi non vaccinati viene invece considerato da basso a moderato. Attualmente il virus è endemico in dodici Paesi dell’area europea: Bosnia-Erzegovina, Francia, Georgia, Germania, Italia, Kazakistan, Kirghizistan, Polonia, Romania, Russia, Turchia e Ucraina. La Romania è tra i Paesi più colpiti: nel 2024 ha registrato 30.692 casi, contro i 3.371 dell’anno precedente. Inoltre, Armenia, Austria, Azerbaigian, Spagna, Regno Unito e Uzbekistan hanno perso lo status di Paesi in cui la trasmissione endemica del morbillo era stata eliminata. Un quadro che conferma quanto sia importante mantenere elevati i livelli di copertura vaccinale. Il calo delle immunizzazioni, infatti, può favorire la ricomparsa di una malattia che per anni era stata tenuta sotto controllo.

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