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Sanità, che fine ha fatto il Piano regionale dell'Umbria?

I sindaci dell’Alto Tevere facciano sentire la propria voce

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Da molto tempo Rifondazione comunista Alto Tevere chiede alla Regione Umbria di passare ai fatti. Il nuovo Piano sociosanitario regionale è stato più volte annunciato; a settembre la presidente Proietti ne ha indicato la preadozione entro l’autunno. Ora chiediamo: a che punto siamo? Quando sarà presentato ai territori, discusso e approvato? Con quali risorse, organici e impegni per l’Alto Tevere?

Non neghiamo gli interventi realizzati: i nuovi spazi del Pronto soccorso di Città di Castello, l’accordo sulla medicina generale, le iniziative per ridurre le attese sono fatti da valutare. Ma proprio la successione di provvedimenti singoli solleva una domanda: non si rischia di sostituire con decisioni parziali un Piano che dovrebbe definire insieme rete ospedaliera, servizi territoriali, personale, investimenti e diritto alle cure? Una sommatoria di atti non può prendere il posto di una scelta complessiva discussa con le comunità.

Le AFT sono un banco di prova. Dopo il nuovo accordo regionale, va chiarito come cambieranno concretamente l’accessibilità degli ambulatori, gli orari e la presenza dei medici. A San Giustino, per quanto apprendiamo dagli organi di stampa, si prospetta la possibile sospensione, dal 1° novembre, del servizio ambulatoriale del sabato e dei prefestivi. Serve chiarezza da parte degli enti preposti su quanto sta emergendo nell'opinione pubblica. Per parte nostra, dichiariamo da subito che nessuna riorganizzazione deve correre il rischio di tradursi in un arretramento dell’assistenza di prossimità.

Anche sulle liste d’attesa occorre evitare sia il disfattismo, sia l’autocompiacimento. I dati recenti della USL Umbria 1 registrano più prestazioni e meno richieste nei percorsi di tutela, ma ne restano molte oltre i tempi massimi. Chi ha bisogno di una visita o di un esame deve ottenere una risposta certa.

Per questo ribadiamo le priorità: rafforzare stabilmente il Pronto soccorso e l’ospedale di Città di Castello con personale, turni e servizi adeguati; potenziare medici di famiglia, AFT, assistenza domiciliare e medicina territoriale nei comuni dell’Alto Tevere, come in tutta l'Umbria.

Chiediamo ai sindaci di tutto il comprensorio, a partire da quello di Città di Castello, di assumere un’iniziativa comune. Si convochi un confronto pubblico con Regione e USL Umbria 1, si chiedano tempi certi per il Piano. La sanità non può essere decisa per frammenti, né lasciata alle polemiche del giorno: il diritto alla salute richiede scelte pubbliche e risorse.

Rifondazione comunista Alto Tevere Federazione di Perugia

Redazione
© Riproduzione riservata
28/10/2026 18:04:13


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