Dimissioni di Marcello Rigucci, Futuro Nazionale intendono fare chiarezza

"A tutela della coerenza del progetto politico e del lavoro svolto da tutta la comunità"
“Si tratta di una scelta che rispettiamo sul piano personale, ma di cui respingiamo fermamente le motivazioni e le accuse relative a una presunta mancanza di condivisione o di democrazia interna. Futuro Nazionale non fa prigionieri. Grazie al Generale Vannacci, al lavoro di tutti i tesserati e dei territori, il nostro partito sta crescendo in maniera esponenziale, chiunque può entrare ed uscire, si chiama libertà. Ciò che invece non accettiamo sono le illazioni che, l’ex referente locale di Città di Castello Marcello Rigucci ha lanciato, in maniera scomposta per fare danno al partito che lo ha accolto, gli ha dato una casa politica, nonostante un passato "ballerino". È noto che nell’ottobre 2019(mese ed anno delle regionali in Umbria) Rigucci lasciò la Lega e approdò ad Italia Civica di Claudio Ricci e fu candidato alle elezioni regionali, nel 2022 si candidò,invece, alle elezioni comunali a Città di Castello a sostegno di Luciana Bassini, assessore uscente di una giunta di centro sinistra, fino a costituire un comitato con Futuro Nazionale, un partito che per sua natura non si piega, non accetta compromessi ne' inciuci, un partito che ha delle regole e uno statuto da rispettare come accade in qualsiasi altra realtà, politica e non. Far parte di un partito vuol dire sapersi confrontare, non c’è stata mai una volta in cui Rigucci non sia stato ascoltato dal Coordinatore Regionale, far parte di una partito vuol dire anche riconoscerne le fasi e rispettarle: siamo in una fase costituente, embrionale, ed è normale e fisiologo ci siano state delle nomine regionali fatte dal nazionale, nomine che verranno azzerate nella fase congressuale aperta a tutti e dove chiunque potrà partecipare.
La linea di Futuro Nazionale è definita in modo trasparente, la dialettica interna è la linfa del nostro movimento, ma la democrazia comporta inevitabilmente l'accettazione della sintesi finale e delle decisioni prese da chi, in quel momento, ne ha legittime facoltà. Quando le posizioni dei singoli si distanziano in modo così netto dal percorso collettivo condiviso dall'intero coordinamento, fare un passo indietro diventa un atto dovuto.
Il progetto di Futuro Nazionale in Altotevere non si ferma, non si personalizza e non si limita ai vecchi dogmi della politica, ci sono storie politiche personali che si ripetono ma che se analizzate oltre la superficie, il riassunto che ne esce è solo una mera ricerca di un posto al sole ancora mai arrivato e una evidente difficoltà di vivere dentro una comunità politica, serena ,entusiasta ed operativa.

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