Città di Castello, Dominici: “Così si rischia di chiudere il Linguistico di Umbertide”

"La spiegazione a questa decisione che ci lascia esterrefatti"
Il consigliere provinciale Giovanni Dominici sull'introduzione del Liceo linguistico a Città di Castello
Il Consiglio provinciale ha approvato il Piano provinciale dell’offerta formativa, non prendendo in considerazione la posizione dell'amministrazione Comunale di Umbertide sulla contrarietà alla richiesta di Città di Castello di attivare un nuovo indirizzo Linguistico nello stesso ambito territoriale in cui l'indirizzo è già presente, da anni, presso il Campus "Leonardo da Vinci”.
Pur nel rispetto delle posizioni assunte, che danneggiano pesantemente il nostro territorio, è la spiegazione a questa decisione che ci lascia esterrefatti. Citiamo testualmente la dichiarazione del presidente della Provincia Masimiliano Presciutti: “Il divieto di sovrapposizione delle offerte formative nasce per evitare l'inutile duplicazione di corsi identici che finirebbero per cannibalizzare le iscrizioni. Ma il caso in esame è l'esatto opposto: si tratta di una netta differenziazione. Mentre l'istituto di Umbertide garantisce da anni, con eccellenti risultati, percorsi linguistici consolidati, Città di Castello intende introdurre una lingua strategica, il Cinese Mandarino”. Cioè secondo Presciutti, i due indirizzi non entrerebbero in conflitto perché mentre Umbertide continuerebbe a insegnare lingue straniere tradizionali, Città di Castello si concentrerebbe sull'insegnamento del Cinese. Una spiegazione a dir poco surreale, il cui commento lasciamo ai cittadini.
La realtà è che la Provincia ha assunto una posizione totalmente sbilanciata verso Città di Castello. E il perché lo dimostrano i numeri, e non le chiacchiere, su cui ci siamo basati per difendere il nostro patrimonio scolastico.
In base alle proiezioni sull'andamento delle iscrizioni degli ultimi anni e in base al calo demografico, non ci sono assolutamente i numeri per tenere in vita due indirizzi scolastici di fatto identici nello stesso ambito territoriale. Già oggi si stenta a mantenere in vita il solo indirizzo Linguistico di Umbertide in base al calo demografico, figuriamoci se l'offerta raddoppiasse. Il risultato di questa scelta è la chiusura dell'indirizzo Linguistico di Umbertide nell'arco di un ciclo scolastico.
Quindi sul piatto non c'è l'introduzione del Cinese Mandarino a Città di Castello, ma la scelta se chiudere o meno il Linguistico a Umbertide. Nei fatti la Provincia, numeri alla mano, ha scelto di chiudere il Linguistico di Umbertide. Non possiamo rimanere silenti di fronte a questo scempio.
Ora la palla passa all'Ufficio scolastico regionale e alla Regione, chiamate anch'esse a decidere se chiudere o meno il Linguistico di Umbertide. E ribadisco che questa decisione entrerebbe in contrasto con due criteri che l'articolo 3.2 delle Linee guida della Regione Umbria sulla Programmazione territoriale degli indirizzi di studio 2026/29 pone come cardine imprescindibile, non come opzioni tra cui scegliere:
Primo: il divieto di sovrapposizione. La norma richiede espressamente di "riequilibrare l'offerta formativa... evitando in ogni caso interferenze e sovrapposizioni". Due indirizzi Linguistici, a pochi chilometri di distanza, nello stesso ambito territoriale, sono la sovrapposizione che la norma vieta in modo letterale.
Secondo: il calo demografico. La stessa norma impone di garantire un'offerta "stabile nel lungo periodo", fondata su un bacino di utenza reale. Le proiezioni sul calo demografico del territorio dicono con chiarezza che i numeri per sostenere due indirizzi Linguistici identici, nello stesso bacino, semplicemente non esistono.
Io e la maggioranza di centro destra che governa Umbertide ci batteremo con tutte le forze perché il Linguistico di Umbertide possa continuare a vivere. Confidiamo che la Regione e l'Usr, chiamate a decidere, non si prestino a un accanimento che rischierebbe di apparire una scelta politica contro il nostro territorio, e non una decisione fondata sulla norma.
Infine una considerazione sulla mancata partecipazione del Comune di Umbertide alla Conferenza sul dimensionamento scolastico: gli inviti per riunioni così importanti non si inviano alle mail personali degli amministratori (peraltro l'invito al Comune di Umbertide era indirizzato all'ex Sindaco Marco Locchi), ma tramite Pec.

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