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Città di Castello, contrasto al randagismo e sull’oasi felina: il punto in consiglio

L’assessore all’ambiente Mariangeli risponde alla capogruppo di Castello Cambia Arcaleni

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“I fondi ministeriali per la sterilizzazione, in via prioritaria, di cani femmina e gatti femmine di proprietà di cittadini aventi diritto, nonché per la microchippatura, vengono erogati dalla Regione a Federsanità Anci Umbria per conto degli enti locali e con una partita di giro distribuiti alle USL, che devono predisporre un conto dedicato e vincolato alla lotta al randagismo. I fondi per la sterilizzazione sono stati ripartiti proporzionalmente tra le due aziende sanitarie e all’USL Umbria1 è stata assegnata la somma di 167.764,50 euro. E’ l’USL Umbria 1, di conseguenza, non Il Comune, che dispone delle risorse e pensa a questo tipo di servizio. La gestione della futura oasi felina sarà sicuramente oggetto di attenzione da parte di questa amministrazione al fine di garantire il raggiungimento degli obiettivi che ci siamo dati, ovvero la costruzione un sistema organizzato e sostenibile di gestione delle colonie feline capace di garantire la tutela dell’animale, il controllo sanitario ed il decoro urbano. Abbiamo intrapreso un percorso per l’individuazione di più siti idonei, poiché quello precedentemente indicato, ricompreso all’interno dell’area del canile comprensoriale, è stato reputato non adeguato dalle associazioni di volontariato coinvolte. La proposta progettuale presentata dalle stesse associazioni per la collocazione dell’oasi felina in un’area di proprietà comunale situata nel quartiere Madonna del Latte, a ridosso del torrente Scatorbia, era molto strutturata e tale da richiedere la realizzazione di infrastrutture, recinzioni, manufatti e da presupporre una gestione manutentiva molto articolata. L’area, inoltre, è in parte interessata dal vincolo di esondabilità. Il progetto, pertanto, risulta non attuabile tecnicamente, anche in considerazione della natura che i progetti per le aree feline devono avere, ovvero essere completamente reversibili al momento della dismissione, oltre che pensati per la natura libera dell’animale e di facile gestione. Prendo l’impegno intanto a sistemare la cartellonistica, la cui attuazione non è stata compiutamente finalizzata, anche a seguito degli avvicendamenti dei soggetti deputati. È stato comunque riavviato il percorso che si conta di completare quanto prima”. E’ la risposta che l’assessore all’Ambiente Mauro Mariangeli ha fornito in consiglio comunale alla capogruppo di Castello Cambia Emanuela Arcaleni, che con una interrogazione chiedeva conto dell'utilizzo delle risorse finanziarie e dell’applicazione della normativa regionale in materia di randagismo felino, nonché della proposta di l’istituzione di un’oasi felina nel territorio comunale. L’esponente della minoranza aveva chiesto di sapere perché non avesse avuto seguito il percorso avviato dall’amministrazione comunale con un incontro ufficiale alla presenza dell’USL Umbria 1 e delle volontarie dell'associazione che poi si è costituita.  “Era stata individuata una roadmap per affrontare la problematica del randagismo felino, ma quel percorso si è interrotto”, aveva sostenuto Arcaleni, aggiungendo: “La questione non si riduce alla sola sterilizzazione, perché ci sono decine e decine di cuccioli che devono essere nutriti e curati. Bisogna affrontare questa situazione, perché le normative non fanno altro che assegnare al Comune, di concerto con l’USL, la tutela del benessere animale. E’, quindi, un dovere dell’amministrazione comunale, insieme ai servizi dell’USL”. La consigliera aveva chiesto spiegazioni sulla mancata individuazione di un’area per l'istituzione dell'oasi felina per accogliere i cuccioli. “Perché gli impegni presi anche su questo versante non sono stati portati avanti?”, aveva domandato.  Nel riepilogare il quadro normativo che attribuisce competenze e risorse all’Usl Umbria 1 per il contrasto del randagismo, l’assessore Mariangeli aveva evidenziato che la questione “è molto complessa, anche sotto l'aspetto economico”. “Stiamo valutando le soluzioni possibili: abbiamo preso in considerazione anche quello che è stato fatto ad Umbertide, ad esempio, dove è stata individuata un’area libera, con cassette dove vengono dati i mangimi, con ricoveri, ma senza recinzioni o strutture di altro tipo. Resta il fatto che deve essere trovato per prima cosa uno spazio idoneo”, ha puntualizzato Mariangeli, dando conto anche del supporto che il Comune nel frattempo cerca di offrire alle volontarie che si occupano delle colonie. La consigliera Arcaleni si è detta insoddisfatta della risposta. “Dopo due anni dalla prima discussione su questa situazione non è stato fatto ancora nulla, c’è una totale mancanza di attenzione e di impegno rispetto a questo problema”, ha rimarcato la rappresentante della minoranza. “Il Comune deve dire se intende o no intraprendere il percorso per fare un’oasi felina, anche per rispetto alle volontarie che si stanno facendo carico di decine di cuccioli e con le quali erano stati presi impegni”, ha proseguito Arcaleni, segnalando che “a San Giustino sono due mesi che hanno cominciato l'iter e stanno finendo di predisporre l'oasi felina”. “E’ vero che ci sono dei costi, ma è anche vero che con il bilancio si possono fare scelte in base alle priorità. Se si iniziasse a fare un percorso vero per affrontare la questione ci potrebbero essere anche dei bandi per poter reperire risorse. Ce ne potrebbero essere anche da parte della Regione se uno presentasse progetti, ma non vengono presentati, cioè non c'è l'impegno a cercare i finanziamenti”. Nella discussione è intervenuto anche il presidente del consiglio Luciano Bacchetta, che, all’epoca della donazione da parte di un cittadino per la realizzazione del gattile al canile di Lerchi, era sindaco. “Speravo che quella struttura potesse diventare un’oasi felina, ma per gli organi preposti non era possibile”, ha osservato Bacchetta, aggiungendo: “Ci sono dei costi, indubbiamente, e può essere perfino una scelta impopolare individuare un’area per questa finalità e investirci, ma credo sia un atto di grande civiltà e penso che uno sforzo andrebbe fatto”.

Redazione
© Riproduzione riservata
20/07/2026 18:07:11


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