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Umbria Film Festival 2026: Arnaud Louvet a Montone

“Il movimento francescano assomiglia come due gocce d’acqua ai movimenti attivisti radicali di oggi”

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San Francesco non soltanto come figura spirituale, ma come uomo capace di mettere in discussione il proprio tempo, confrontarsi con il potere e guidare un movimento attraversato da tensioni sorprendentemente vicine a quelle dell’attivismo contemporaneo. È il Francesco politico, radicale e attuale raccontato da Arnaud Louvet, co-regista con Renaud Fély di Il sogno di Francesco, film protagonista della serata inaugurale della 30ª edizione dell’Umbria Film Festival.

La proiezione è in programma questa sera, mercoledì 15 luglio alle ore 21:15 in Piazza Fortebraccio, dopo la cerimonia di apertura e i cortometraggi Gently e Backstreet Birds. Alla serata saranno presenti Arnaud Louvet e il produttore Francesco Virga. L’omaggio cinematografico sarà preceduto, alle 20:45, dall’incontro “Parlando di San Francesco”, dedicato al rapporto tra la figura del Santo e le sfide del cinema indipendente contemporaneo. Nel pomeriggio, alle 15:00 nella Chiesa San Francesco, Elio Germano ha invece ricevuto le Chiavi della Città. Tutte le proiezioni del Festival sono gratuite e senza necessità di prenotazione.

 

La dimensione politica di Francesco

Durante la preparazione del film, le ricerche hanno permesso agli autori di approfondire un aspetto meno conosciuto della vicenda francescana: il rapporto tra la radicalità del movimento e la necessità di confrontarsi con le istituzioni, in particolare con papa Innocenzo III.

«Durante la scrittura del film, le ricerche ci hanno permesso di scoprire la dimensione politica dell’opera di Francesco e del suo movimento, in particolare nel suo rapporto con papa Innocenzo III», racconta Arnaud Louvet. «Tutta la negoziazione attorno alla regola di vita che i futuri francescani potrebbero e dovrebbero seguire pone, ai miei occhi, questioni molto contemporanee».

La definizione delle regole, il riconoscimento pubblico e il passaggio da una comunità spontanea a una struttura organizzata rendono l’esperienza francescana vicina alle dinamiche che attraversano ancora oggi i movimenti politici e sociali.

«Il movimento francescano al tempo della vita di Francesco assomiglia come due gocce d’acqua ai movimenti attivisti radicali di oggi e alle linee di tensione che li attraversano nel momento del loro passaggio verso l’istituzione o del loro ingresso nella rappresentazione pubblica».

 

Il sogno di Francesco restituisce così l’immagine di un uomo chiamato a difendere la forza originaria del proprio messaggio e, nello stesso tempo, a confrontarsi con il potere, le regole e il rischio che l’istituzionalizzazione trasformi il movimento nato intorno a lui.

Le riprese in Umbria: «Più vicini a Francesco che mai»

Il film è stato girato nell’arco di cinque settimane. Le prime quattro si sono svolte in Francia, nel Sud e nel Sud-Est del Paese; successivamente una parte della troupe francese ha raggiunto la componente italiana per le riprese intorno a Gubbio.

«L’arrivo in Umbria e i cinque o sei giorni di riprese nei paesaggi direttamente legati alla vita di Francesco ci hanno fatto sentire molto vicini a lui, più vicini che mai», ricorda il regista. «È stato allo stesso tempo intimidatorio e molto emozionante».

A dodici anni dalla realizzazione del film, la presentazione all’Umbria Film Festival assume quindi il valore di un ritorno nei luoghi francescani e di una nuova occasione di incontro con il pubblico italiano.

Francesco, l’ecologia e le disuguaglianze

A ottocento anni dalla morte di San Francesco, Louvet considera il suo pensiero capace di parlare anche a chi non si riconosce in una dimensione religiosa. Al centro rimangono il rapporto con la povertà, la natura, le risorse e ogni forma di vita.

«Tutto il pensiero di Francesco d’Assisi mi sembra estremamente attuale, che si sia credenti oppure no, in particolare per tutto ciò che riguarda la nozione di povertà e il rispetto del vivente».

Nello sguardo francescano sulla natura, il regista individua un’anticipazione delle domande che attraversano il dibattito ecologico contemporaneo: «Lo sguardo che Francesco posa sulla natura è già un cammino verso l’ecologia e verso il rispetto delle risorse naturali».

Anche la scelta della povertà assume un significato che supera la dimensione personale e spirituale, diventando una critica alle disparità economiche e sociali: «Il suo sguardo sulla povertà è un contrappunto più necessario che mai a tutte le forme di disuguaglianza, che non sono mai state così evidenti come oggi».

La scelta del francese: «Una pura follia, a ripensarci»

Nel confrontarsi con una figura rappresentata per secoli dalla tradizione artistica, storica e religiosa, Louvet e Fély hanno compiuto una scelta cinematografica particolarmente audace: realizzare il film in francese, affidando i personaggi ad attori francesi e italiani.

«Una pura follia, a ripensarci», osserva Louvet. «Tutti gli attori italiani che si sono prestati a questo gioco ci hanno fatto un regalo immenso».

La lingua diventa in questo modo parte della rilettura cinematografica: non un tentativo di ricostruzione documentaria, ma uno strumento attraverso il quale avvicinare Francesco allo spettatore contemporaneo senza riprodurre automaticamente le immagini consolidate dalla tradizione.

«Tutte le epoche si toccano»

L’esperienza maturata con Il sogno di Francesco continua a influenzare il percorso professionale del regista, oggi nuovamente impegnato in progetti di carattere storico.

«Grazie al lavoro su Il sogno di Francesco, ho sicuramente sviluppato un gusto per la ricerca di fili narrativi da tessere all’interno delle biografie e dei racconti di epoche più antiche», spiega Louvet. «In fondo, credo che tutte le epoche si tocchino».

La distanza cronologica non impedisce infatti alle vite, ai conflitti e alle domande del passato di raggiungere il presente. La figura di Francesco, nella lettura proposta dal film, continua a interrogare il rapporto tra radicalità e istituzione, povertà e disuguaglianze, spiritualità e responsabilità verso il mondo naturale.

Il programma del Festival

Dopo l’apertura dedicata a San Francesco, l’Umbria Film Festival proseguirà giovedì 16 luglio alle 11:00 al Cinema Ed Lewis con l’incontro “Oltre la visione: accessibilità, cultura e inclusione”, a cura dell’associazione CO.FA.D. e di Atlante Servizi Culturali. Alle 18:30 al Teatro San Fedele si terrà il secondo programma di ShortsUp, il concorso internazionale di cortometraggi per ragazzi. Alle 21:15 in Piazza Fortebraccio, Everyday in Gaza e Chronicles From the Siege di Abdallah Al-Khatib, presente alla proiezione, porteranno al centro del Festival il racconto delle vite sotto assedio.

Venerdì 17 luglio sarà la giornata dedicata a Dario Fo, nel centenario della nascita e a dieci anni dalla scomparsa. Alle 11:00 al Cinema Ed Lewis si terrà l’incontro “Commedia e satira, il linguaggio della libertà”; alle 15:30 al Teatro San Fedele sarà proposto Mistero buffo. Alle 18:30 prenderà il via AmarCorti, il concorso dedicato ai cortometraggi italiani. Alle 21:15 in Piazza Fortebraccio, dopo In Our Hands e Scuritade, sarà proiettato Lo svitato di Carlo Lizzani, alla presenza di Mattea Fo e Stefano Bertea.

Sabato 18 luglio, alle 11:00 al Cinema Ed Lewis, l’incontro “Quando nasce uno sguardo. Il futuro prende forma” sarà dedicato al cortometraggio. Alle 18:30 al Teatro San Fedele proseguirà AmarCorti. Alle 21:15 in Piazza Fortebraccio, il Festival renderà omaggio a Gillo Pontecorvo, a vent’anni dalla morte e nel sessantesimo anniversario dell’uscita di La battaglia di Algeri, alla presenza di Marco Pontecorvo. A seguire, “WTF OFF: The Return – Between Chaos and Vertigo” proporrà una selezione di cortometraggi fuori dagli schemi.

La giornata conclusiva di domenica 19 luglio si aprirà alle 11:00 al Cinema Ed Lewis con “Titoli di coda. I mestieri del cinema”. Alle 18:30 al Teatro San Fedele si terrà il terzo programma di AmarCorti, mentre alle 19:30 in Piazza Fortebraccio è previsto il Concerto della Filarmonica Braccio Fortebraccio. Alle 21:15 saranno proclamati i vincitori di ShortsUp e AmarCorti e sarà consegnato un riconoscimento alla regista Gurinder Chadha. La 30ª edizione si chiuderà con Leviticus di Adrian Chiarella, per la sezione The Square: film sotto le stelle.

Redazione
© Riproduzione riservata
15/07/2026 17:27:26


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